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Chi ha vinto
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Le vincitrici delle precedenti edizioni


IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZE!

perché “Le donne costituiscono la metà migliore dell’umanità” (Mahatma Gandhi)

“Lo sa signor Valerio che quest’anno, appena arrivata a Imola per uno spettacolo teatrale, sono tornata a vedere il posto dove ho vinto il terzo premio nel vostro concorso del  ’98? Sì perché è da lì che ho cominciato. Il risultato del concorso mi ha fatto decidere di perfezionare i miei studi in Accademia; e ora eccomi qua, soddisfatta di essere un’attrice professionista”.
Molte delle attrici che si stanno affermando in Italia e anche all’estero, sono partite da qui. Il concorso di Imola ha permesso loro di confrontarsi e avere una conferma che il loro sogno sarebbe stato possibile. E’ questo lo scopo per cui continuiamo a proporre il Concorso teatrale femminile LA PAROLA E ILGESTO e assieme a noi ci credono i nostri sponsor che anche per questa XIV° edizione hanno confermato il loro sostegno: La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Il Comune di Imola,  e la Coop.va CESI di Imola.
L’immagine positiva e fiduciosa della manifestazione, che si è diffusa in questi tredici anni negli ambienti teatrali italiani e oltre confine,  si misura dal costante crescente interesse, grazie al quale quest’anno ha raggiunto il suo apice con  257  iscrizioni per un totale di oltre 300 attrici, considerando i gruppi. Le domande, comprensive anche di una prova registrata, costituita dalla lettura di uno dei brani previsti nel regolamento, sono state valutate con cura dalla Commissione esaminatrice che ha scelto  le 44 partecipanti per la prova di selezione e 20 riserve. 
A Palazzo Monsignani, nel cuore della città, c’è un altro cuore che pulsa dall’emozione: è quello di queste  giovani attrici che, se arriveranno in fondo a questa gara, avranno presentato al pubblico e alla Giuria tre diversi brani: uno per la selezione, uno per la semifinale e uno per la finale.
Le partecipanti  hanno la massima libertà di scelta e di svolgimento dei brani proposti: c’è chi segue la tradizione collegandosi alla commedia dell’arte o al teatro classico, chi sviluppa una drammaturgia del tutto personale, ispirata ai grandi del passato remoto o recente, chi intreccia testi diversi per comporre una prova divertente, chi privilegia racconti al femminile pieni di tensione, altre con un’attenzione sincera verso i problemi di attualità, avendo esperienza di teatro sociale. Tutte con quella particolare cura e sensibilità che solo un punto di vista femminile può sviluppare.
Gli autori più gettonati restano: Pirandello, Checov, Fassbinder, Ionesco, Dario Fo e Franca Rame, Garcia Lorca, Genet, Tremblay, Sofocle, Wilde, Benni, Kane, Shakespeare, Baricco, Brecht, Maraini, Anouilh, Ginzburg, Wesker… ma molte propongono le nuove drammaturgie, con i testi di Emma Dante, Pietro Floridia,  Roberto Cavosi; o scrittori in auge come  Marquez, Perriera, Coelho; frequenti i monologhi su ritratti femminili proposti in chiave ironica, tratti da testi di Franca Valeri, Lella Costa, Paola Cortellesi.
Le prove costituiranno un vero e proprio spettacolo davanti al pubblico e si svilupperanno in sette serate, rispettivamente:

venerdi
5 giugno 2009
> prima selezione
giovedi
11 giugno 2009
> seconda selezione
venerdi
19 giugno 2009
> terza selezione
venerdi
26 giugno 2009
> quarta selezione
venerdi
3 luglio 2009
> prima semifinale
consegna Premio LA LUCERNA D’ORO agli imolesi VIVOLI d.ssa LILIANA e SCALA M.o FRANCO
venerdi
10 luglio 2009
> seconda semifinale
venerdi
17 luglio 2009
> finale
consegna premio "IMOLA PER IL TEATRO"
a un personaggio illustre del Teatro italiano

Ogni sera il pubblico premierà la partecipante (singola o gruppo) che avrà ottenuto il maggior numero di preferenze. Inoltre una giuria di giovani attori deciderà ogni volta a chi consegnare il premio offerto dalla COOP.VA CESI.
Al lavoro una Giuria tecnica costituita da esperti (attori, registi, scrittori) e da un rappresentante del pubblico.
Per le migliori partecipanti ci sarà successivamente una tournée in diversi comuni delle province limitrofe: una bella occasione per vivere insieme un’esperienza gratificante e far conoscere a tutti le capacità e la passione espresse da queste giovani promesse del teatro italiano.
Alle protagoniste di questa bella iniziativa, un pensiero legato alle loro aspettative:
GROTOWSKY DISTINGUEVA TRA L'ATTORE CORTIGIANO E L'ATTORE SANTO; IL PRIMO E' COLUI CHE ACCUMULA SUCCESSI, IL SECONDO COLUI CHE SI SPOGLIA FINO A RAGGIUNGERE L'ESSENZA.

Una nota per il pubblico degli affezionati: il luogo abituale,  è cambiato: saremo sempre a Imola, ma  a Palazzo Monsignani Sassatelli Via Emilia, 69 - Sala Mariele - ore 21 con INGRESSO LIBERO


DIARIO DELLE SELEZIONI

Durante la cena conviviale che segue lo spettacolo, sono emersi i diversi modi di sentire e fare  teatro: in particolare chi privilegia la parola rispetto a chi costruisce, attraverso una gestualità corporea forte, il suo modo per trasmettere emozioni. La disponibilità all’ascolto e al confronto che caratterizza queste giovani attrici, ha portato alla conclusione suggerita dalle parole di Alain Antille:
“Le parole fondano e danno corpo al nostro sapere, ma sarebbero niente senza un’esperienza sentita del corpo. Il vero sapere è nutrimento e legame, arriva ai sensi, tocca il cuore e genera il gesto. Integrare la parola al gesto significa integrare il pensare con il sentire”.
Ne hanno dato prova le quattro migliori performances della prima serata di selezione, alla presenza di una graditissima ospite: la d.ssa Perla Suma Consigliera di parità alla provincia di Taranto. Un pubblico di fedelissimi - che hanno saputo rinunciare alle numerose iniziative locali svoltesi in contemporanea - hanno assegnato il PREMIO DEL PUBBLICO a PINA DI GENNARO. Opinione condivisa dalla Giuria tecnica (punti 38,12) e dalla GIURIA DEI GIOVANI. Pina - con un monologo tratto da “La partitura” di Enzo Moscato, ha interpretato un’ emozionante e intensa figura femminile,  messaggera di un racconto amaro, testimone di una città (Napoli) sopraffatta dalle dominazioni di Spagnoli e Francesi  e della sua parte più emarginata e oppressa: facce toste, femmine di vita, donne ingannate con false promesse (Ò Trianon) prima dal Vicerè Spagnolo e poi dal Luogotenente Francese; sfruttate per distrarre e stancare il nemico, pronto a conquistare la città e lentamente private di tutto e della vita stessa.
Dotata di una grande presenza scenica, l’attrice ha sviluppato il racconto utilizzando in modo geniale due stendardi rossi,  utili complementi di scena.
MICHELA COSTA ci ha coinvolto in una regia fantasiosa e divertente del brano tratto da “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni. – W. è una grande metafora della vita fin dalla nascita - sostiene l’attrice - ed  è bello pensare che ciascuna persona del pubblico potrà vedere ciò che desidera in questo testo e lasciarsi colpire da ciò che più la riguarda. Per questo la scelta registica è stata quella di lavorare con un unico oggetto, capace di diventare tante cose  e necessario per creare situazioni e atmosfere diverse.  Un bel gioco di movimenti, ha dato forza ed emozione alle parole. (punti 33,75)
Straordinaria attrice della parola, FELIPE MORETTI  ha dato voce alle donne emarginate, private di tutto, che con un estremo atto di coraggio e dignità raccontano le loro storie. Il brano è tratto da "Quando riuscivamo a morire" di  Susanna Mannelli. Miriam incontra una giovane di nome Core e si  identifica con lei, al punto di rivivere come esperienza diretta la sua storia, quella di Minte la ninfa dei fiumi, amante di Ade, re degli Inferi, sposo di Core. Racconta di come Core ha massacrato la giovane in preda ad una lucida follia, toccando il fondo della disperazione, di come le abbia insegnato la purezza. Racconta che i resti di Minte sono stati trasformati da Ade nella pianta della menta e che seguendo il profumo della sua essenza, Core - e forse anche lei Miriam - ha trovato la strada per riemergere dal fondo. L’attrice ha costruito un ottimo lavoro, con un uso sapiente della maschera per  svolgere il dialogo. Veramente brava. (punti 32,37)
Infine GIORGIA BRUSCO con un suo adattamento da “Una risata piena di finestre” di Pino Rovereto, ha espresso le riflessioni di una madre  “se fosse lei suo figlio”.  In questo brano leggiamo le sue delusioni, la sua solitudine, le sue speranze disattese e l'amarezza rimasta in fondo alla bocca per aver creduto, forse per un attimo, di poter scrivere non solo la propria vita, ma anche quella degli altri.  Dotata di grande forza drammaturgica ed espressività, ha saputo emozionare pubblico e giuria. (punti 30,25)

Lasciamo il commento della serata alle parole di una delle partecipanti:  
“Anzitutto volevo ringraziarvi della bella opportunità che ci avete offerto. E' stata un'ottima esperienza che nonostante il mio risultato deludente, mi ha portato a confrontarmi non solo con la giuria e il pubblico, fonti equamente competenti, ma soprattutto con altre ragazze che hanno idee e voglia di fare questo lavoro. E' stato molto utile per me per poter avere un motivo in più per studiare, impegnarmi e migliorare. Spero di avere di nuovo il piacere di tornare da voi, lavorando sodo e impegnandomi al cento per cento. Insomma un'occasione in più per stimolarmi e imparare a credere di più in me stessa, confrontarmi con delle sfide costruttive”.
Perché - aggiungiamo noi - a vincere in questo gioco sarà IL TEATRO.

Dalla penna garbata e competente di Loredana Borrelli, redattrice di Teatro.org, nonché componente la Giuria del concorso, nasce il diario dell’11 giugno.
La splendida e suggestiva cornice di Palazzo Monsignani ospita per la seconda serata di selezioni, le emozioni, l’intensità e la complessità dei personaggi interpretati dalle attrici in scena questa sera.
Sul palco si susseguono donne dalle mille sfaccettature, donne che interpretano altre donne, che ne comprendono l’animo, ne colgono una gestualità reale o presunta, una voce, uno sguardo, un lamento.
Donne attrici e personaggi donne, insieme in una serata d’estate per con-dividere, con un pubblico attento e competente, il proprio percorso umano e professionale.
Di tutte colpisce la determinazione, il sogno di riuscire a trasmettere quel messaggio a lungo cercato tra le righe di un testo, il desiderio di sentire un applauso vero, colmo di gratitudine, di un pubblico che ringrazia per essere stato colpito e avvolto da un senso di condivisione con la donna esile, con la forte, l’allegra, la pazza, con la donna in piedi sul palco.
Il premio giovani e il premio del pubblico di questa sera sono stati assegnati entrambi a MANUELA RORRO con il brano “A Lato” di Josè Sinisterra.
L’insolita scelta del testo proposto, interpretato dall’attrice con una giusta dose di ironia sottile e mai eccessiva, è stato apprezzato dal pubblico e dalla giuria tecnica ottenendo un punteggio di 36.25.
La performance è stata caratterizzata dal crollo della quarta parete che segna la distinzione di ruolo tra pubblico e attore, creando così una complicità tra spettatore e attrice, infine premiata.
L’attrice è riuscita a dare spessore al personaggio, a definire i contorni di una scena assente. Su un palco completamente spoglio, e attraverso i soli strumenti messi a disposizione dalle sue competenze, Manuela Rorro ha reso visibile ciò che in realtà non c’era e ha convinto noi tutti che il vero spettacolo stava andando in scena, appunto, “A Lato”.
Con “Ricette Immorali” di Manuel Vasquez Montalban, l’attrice VALERIA IANNIELLO ha ottenuto 32.87 punti risultando così tra le migliori in scena questa sera.
Personaggio coinvolgente, passionale, una donna “sull’orlo di una crisi di nervi” che trova da sé la cura alla sua sofferenza nel cibo. Nasce il personaggio di Adriana, donna emiliana che, abbandonata dal marito Meduccio per una giovane venezuelana, decide di aprire un blog in cui proporre le sue ricette che uniscono “cibo e sesso” o “cibo e amore”. Lodevole la capacità dell’attrice di creare e interpretare un personaggio fortemente tragicomico che dietro un’apparente forza esteriore, lascia trasparire le fragilità proprie di ognuna di noi.
Tra le migliori di questa sera, per concludere, due attrici che hanno scelto di portare sulla scena personaggi appartenenti alle proprie radici, in nome di un’identità collettiva sempre più facilmente dimenticata e frastagliata.
SERENA DI GREGORIO (31.25) con il suo “monologo di Zia Lucia” tratto dallo spettacolo “Mpalermu” di Emma Dante, ha dato prova di grande competenza attoriale e scenica.
Il personaggio di zia Lucia ha colpito fin dall’inizio per la sua “verità” e per la profondità nell’interpretazione del testo. Personaggio dall’ infinita umanità, zia Lucia si mostra in tutta la sua fierezza e umiltà, è un figura drammatica di una Sicilia ermetica e Serena Di Gregorio è riuscita a farcela conoscere in tutta la sua complessità.
OLIMPIA ALVINO (30.37). - L’incedere di una donna napoletana racchiude in sé un intero mondo fatto di canzoni, ricordi, sussulti, lacrime di dolore e di gioia - con questo “tragico incedere” Olimpia Alvino ha portato in scena “La strage degli innocenti” tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo.
L’attrice ha scelto di utilizzare una lingua antica, il dialetto napoletano del ‘500, per dare voce al dolore infinito di una madre impazzita per la perdita del proprio figlio.
Il testo ha avuto un ritmo sostenuto e intenso, un crescendo di sensazioni contrastanti che sono riuscite a rendere la poliedricità emotiva del personaggio.
Pur non rientrando tra le prime quattro della serata, vorrei citare CLAUDIA FRANCESCHETTI che con “Io nell’umanità” di Antonin Artaud ha dato prova di grande capacità tecnica e di un perfetto uso e controllo scenico del corpo, primo e indispensabile strumento di ogni attore di qualità.

19 giugno 2009 Terza serata di selezione.
Nonostante la giovane età, le attrici di questa sera hanno sviluppato proposte coraggiose e impegnative, interpretando figure femminili d’altri tempi, capaci di sostenere con dignità e orgoglio le prove più difficili e il dolore più disumano. Madri disperate e tuttavia capaci di riscatto; donne che si ribellano ad una condizione secolare di subalternità; ma anche femmine astute, esempi irraggiungibili di simulazione.
ROBERTA MISTICONE ottiene il miglior punteggio della serata con una vibrante e intensa Bernardina. L’attrice ha costruito una regia brillante e intelligente nel alternare il canto al racconto della rivolta popolare ad opera del suo amato Masaniello, avvenuta il 7 luglio 1647. Un omaggio a Napoli e alla libertà, svolto con grazia e grande energia. (voto medio 34)
“Il teatro è una disperazione: fa solo male” - sostengono le due sorelle protagoniste della pièce teatrale di Alberto Bassetti, in un piacevole confronto tragicomico fra chi delle due ha avuto più fortuna e più attenzioni dai loro genitori. “Allora che si fa: andiamo?” - propone la sorella minore. “No, restiamo” - ribadisce l’altra, in questa attesa alla stregua di un Godot di cui si può solo auspicare l’arrivo. Brave, spontanee, dotate di buon ritmo e ottima presenza scenica, DESIRE’E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI hanno ottenuto 28.28 punti dalla Giuria tecnica.
A pari merito l’adattamento di VALENTINA CAPONE da un brano di Claudio Sergio Perroni: “Non muore nessuno”. Valentina nei panni di Fabienne J., storica dell’arte e fidanzata di Fex, ricostruisce la strana figura di questo signore misteriosamente scomparso, attraverso le loro ripetute visite alla chiesa romanica di Sant’Andrea della Valle. Capace di dominare la scena, dotata di grande espressività, rende benissimo la descrizione del luogo e del personaggio.
Pubblico e Giuria dei Giovani hanno invece premiato il dialogo struggente interpretato da LILIANA LAERA E GIORGIA FURBETTA, rispettivamente Ofelia e Gertrud, condannate entrambe ad una sorte crudele: la prima perché ospite del famigerato centro in Tiergartenstrasse 4 a Berlino, dove si eliminavano i disabili mentali; la seconda per non aver rispettato il proprio ruolo di infermiera. Le attrici hanno dato risalto all’umanità e alla poesia che traspare da questo testo stupendo di Pietro Floridia: anche d’estate per non dimenticare.
Al di là dei risultati, riconosciamo a tutte le partecipanti una modalità di approccio a questa prova di tutto rispetto: una capacità tecnica ma anche un percorso personale al di fuori della preparazione teatrale; uno studio approfondito sul personaggio da interpretare, suggerendo spesso forme nuove per testi noti.
Il fatto di poter assistere alle prove delle concorrenti insieme al pubblico, offre loro una grande occasione di confronto e di stimolo: pensieri che affollano la loro mente, mentre il silenzio torna sulla platea vuota.

26/6/09 ultima selezione – a cura di Loredana Borrelli
Il teatro non è solo interpretazione di un testo scelto tra altri mille per intuito, bellezza o notorietà, il teatro è un dono, condivisione di un’emozione e coinvolgimento dello spettatore in una realtà “altra”.
Questa sera, ultima serata di selezioni, abbiamo avuto la possibilità di fare nostre le parole, i gesti, i testi e di conoscere nel profondo alcuni dei personaggi che le attrici hanno portato in scena.
TERRY PATERNOSTER (“La favola di Amore e Psiche”; Premio giuria dei giovani; punti 34/70)
La messa in scena del mito non è una scelta facile né immediata, la poliedricità dei personaggi unitamente al linguaggio utilizzato, fanno sì che spesso questo genere non trovi sufficiente spazio nelle interpretazioni teatrali. Terry Paternoster è riuscita, con la sua interpretazione, a dare vita a un vero spettacolo che ha preso forma gradualmente sul palco e nello spazio immaginativo del pubblico. Tutti i personaggi sono stati interpretati con una netta differenziazione caratteriale, grazie a un eccellente utilizzo della voce e della corporeità. I continui passaggi dal tono drammatico al sarcastico, all’ilare, hanno creato un ritmo vivace, ben tenuto per l’intera durata del monologo.
Ottima anche la scelta degli elementi scenografici e musicali. L’essenzialità a teatro, spesso, premia.
LAURA POZONE (“La signora delle lettere”; Premio del pubblico; punti 32/40)
Una donna impaurita, sola, chiusa in un mondo di monotonia e regolarità; “La signora delle lettere” personaggio complesso e banale al tempo stesso, potrebbe essere definita a giusto titolo “la signora dei sospetti” . Laura Pozone ha scelto di confrontarsi con questo personaggio di Alan Bennet, di difficile connotazione e definizione, è riuscita tuttavia a interpretare la “superficiale e parolaia” Irene con grande efficacia scenica ed emozionale, vincendo la sua sfida.
Dietro l’apparenza di donna rigida, il pubblico ha colto la reale disperazione “umana” del personaggio che per alcuni minuti è stato “persona”.
ELISA PORCIATTI (“La Parrucca”; punti 28)
Arriva sul palco questa donna/personaggio disordinata e scoordinata, i capelli fuori posto, lo sguardo smarrito, arriva questa donna e riempie la scena. Dote rara.
“Merito del personaggio o dell’attrice? “ Vien da chiedersi. Merito dell’attrice, credo, dote naturale che su certi personaggi ha l’effetto di renderli vicini, reali, sinceramente umani e vivi al punto che non sai dove finisce la donna e inizia l’attrice.
Elisa con la sua “Parrucca”, mi ha trasmesso questo senso di realtà intenso e coinvolgente, che a teatro è quasi sempre frutto di una profonda sintonizzazione col personaggio.
Questa sera si sono susseguite sul palco diverse attrice talentuose e capaci: a loro sono andati i giusti riconoscimenti e applausi, ma abbiamo anche visto “attrici in corso” che forse avrebbero dovuto fare ancora qualche passo prima di arrivare in scena; a loro va l’incentivo a continuare a formarsi.
Il palcoscenico, si sa, è un non luogo aperto a tutti, eppure bisogna averne rispetto, tutti possono cimentarsi nel raccontare qualcosa a un pubblico attento o meno che sia, ma non tutti possono scegliere il palcoscenico o in generale il teatro come mezzo per farlo.

A conclusione delle selezioni presentiamo la graduatoria delle 18 partecipanti ammesse alla semifinale e i rispettivi brani presentati durante questa prima eliminatoria. Ora la classifica si azzera e si comincia un nuovo capitolo

graduatoria selezioni

brano 

autore 

VOTO GIURIA

ESITO per semifinali

PINA DI GENNARO

Da "La partitura": Rondò

Enzo Moscato

38.12

ammessa 

MANUELA RORRO

A Lato

Josè Sinisterra

36.25

ammessa 

TERRY PATERNOSTER

La favola di Amore e Psiche

Apuleio (traduz. Di Matteo Maria Boiardo)

34.70

ammessa 

ROBERTA MISTICONE

Bernardina racconta Masaniello

l'Attrice

34.00

ammessa - rinuncia

MICHELA COSTA

La misteriosa scomparsa di W

Stefano Benni

33.75

ammessa 

VALERIA IANNIELLO

Ricette immorali

Manuel Vazquez Montalban

32.87

ammessa 

LAURA POZONE

La signora delle lettere

Alan Bennett

32.40

ammessa 

FELIPE MORETTI

Da "Quando riuscivamo a morire": monologo Core

Susanna Mannelli

32.37

ammessa 

SERENA DI GREGORIO

Dallo spettacolo "Mpalermu": monologo di Zia Lucia

Emma Dante

31.25

ammessa 

OLIMPIA ALVINO

Da "Mistero buffo": la strage degli innocenti

Dario Fo

30.37

ammessa 

GIORGIA BRUSCO

Da "Una risata piena di finestre":              Se fossi mio figlio

Pino Roveredo - adattamento dell'Attrice

30.25

ammessa 

TANIA BENVENUTI e LIVIA SACCUCCI 

La signorina Papillon

Stefano Benni

28.62

ammessa 

DESIRE'E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI

Le due sorelle - parte I°

Alberto Bassetti

28.28

ammessa 

VALENTINA CAPONE

Da "Non muore nessuno" monologo di Fabienne J. 

Claudio Sergio Perroni - adattamento dell'Attrice

28.28

ammessa 

ELISA PORCIATTI

La parrucca

Natalia Ginzburg

28.00

ammessa 

LAURA GRAZIOSI

Dal teatro veneziano: "Donna di spirito - donna di vapore"

Paolo Puppa

27.70

ammessa 

ALESSANDRA BARBAGALLO e MARZIA LONGO

La strana coppia (versione al femminile)

Neil Simon

26.25

ammessa 

ALESSANDRA CHIELI

Febbre

Sarah Kane

26.10

ammessa - rinuncia

CLAUDIA FRANCESCHETTI

Io nell'umanità

Antonin Artaud

23.25

esclusa - riammessa in seguito a rinuncia

IDA ALESSANDRA VINELLA

Dal Simposio: "Elogio di Socrate"

Platone

23.11

esclusa - riammessa in seguito a rinuncia


DIARIO DELLE SEMIFINALI

venerdi 3 luglio 2009
DA SN: Felipe Moretti – Serena Di Gregorio

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La tensione irrompe prepotentemente fra le 9 finaliste di questa serata. Non basta il clima famigliare, il fatto che molte di loro abbiano già costruito un’amicizia durante la prova di selezione: ora la competizione è fondamentale, perché tutte vorrebbero entrare in finale, avendo l’occasione di essere valutate da Roberto Herlitkza che sarà presidente di giuria e di fare successivamente la tournée in alcuni comuni delle province limitrofe. Questo passaggio intermedio è un criterio insolito nei concorsi teatrali, dove si passa direttamente alla finale attraverso una sola prova di selezione, ma rappresenta invece un parametro significativo di appartenenza o meno ad una vocazione teatrale irta di difficoltà e duro lavoro. Chi riesce, attraverso questa prova, ad entrare in finale, dimostra di essere una vera attrice. Lo sono sicuramente le titolari dei cinque punteggi più alti che appartengono rispettivamente a:
FELIPE MORETTI (punti 36,20) nel ruolo di Elisabetta che interpreta il bene e il male per intrattenere il signor Limone: uno dei testi più significativi di Wilcock. Straordinaria interprete, è riuscita a costruire un pezzo di teatro con il semplice uso della tamorra per gestire la dinamica del brano, diversificando i due personaggi. Divertente, brillante dinamica: applausi condivisi da pubblico e giuria.
OLIMPIA ALVINO (punti 35) è Caterina, la bisbetica domata di Shakespeare. Domata dall’amore appunto; e Caterina balla, come mai prima d’ora, perché si sente libera e felice. Lei è il simbolo dell’anima inquieta, soggiogata ma non per questo vinta dalle regole del mondo. Olimpia riesce a trasmettere il fascino di questo personaggio dalle mille sfaccettature, pur nel breve monologo proposto con grazia, espressività e una splendida voce ben impostata.
SERENA DE GREGORIO (punti 34,20). Dotata di grande presenza scenica, ha evocato dal dramma epistolare “Danlenuar” il racconto di Genoveffa al suo amato Antonio sul grande avvenimento: il festival di Sanremo, visto da chi vive nelle miniere del Belgio nel ’56. L’attrice è co-autrice del testo insieme a Giacomo Guarnirei. “E’ nel buio che tutto si illumina” e Serena ha illuminato il cuore e la mente di tutti noi che l’abbiamo ascoltata in un religioso silenzio.
VALERIA IANNIELLO (punti 32,10) ha proposto un impegnativa riscrittura di Oreste a cura di Claudio Bergamini. In questo brano l’attrice interpreta una Elettra consumata, contemporanea e antica nello stesso tempo, simbolo delle emozioni estreme, di cui spesso le donne sono portavoce. La struttura musicale accentua il passaggio dalla nostalgia al dolore, alla rabbia. Ottimo lavoro.
Infine PINA DI GENNARO (punti 30,40) è stata, come per la selezione, doppiamente premiata da pubblico e giuria dei giovani, con una lettura originale e divertente di un racconto che si trasforma lentamente  in orrore e dove l’amore è uno strumento di violenza e brutalità. Si tratta di “La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof. L’attrice ha dato visibilità al racconto con una scenografia semplice ma efficace, con grande padronanza dello spazio e un crescendo di emozioni.  
“La scena teatrale – sostiene Dacia Maraini – è l’ultima piazza rimasta, dove incontrarsi, confrontarsi, riflettere sul nostro essere cittadini, unico foro in cui si possono gettare le basi per una coscienza civile e culturale”. Le attrici di questa sera con le loro proposte coraggiose e impegnative, hanno certamente offerto un teatro vivo, capace di scatenare emozione, ma anche spunti alla riflessione e alla conoscenza.

SECONDA SEMIFINALE DEL 10 LUGLIO 2009
Lasciamo a Loredana Borrelli il compito di commentare questa bella serata
Si sono concluse ieri le semifinali delle attrici che hanno partecipato all’edizione di quest’anno. Giunti a questo punto del concorso, abbiamo avuto la possibilità di conoscere le attrici - protagoniste in ruoli, vesti, gesti e contesti differenti e apprezzarne o meno l’impegno, la professionalità e l’interpretazione.
Quello che maggiormente è emerso dalle diverse serate di selezione, è il desiderio di comunicare un messaggio, un’emozione, molte volte questo tentativo è andato a buon fine suscitando applausi sentiti, riconoscenti, altre è scattato in noi un “non ci credo”, una resa innanzi ad un’assenza di credibilità del ruolo.
Credo che in teatro sia fondamentale la personalizzazione, la scelta di un personaggio cui possiamo avvicinarci per comprenderne i reali stati interiori, trovare una chiave di lettura e diventare così, credibili.
I disaccordi relativi ai punteggi della selezione precedente hanno lasciato spazio questa sera ad un confronto costruttivo che ha portato a giudizi e valutazioni unanimi da parte della giuria tecnica, del pubblico e della giuria dei giovani.
LAURA POZONE (“Monologo della puttana in manicomio” Franca Rame; premio della giuria dei giovani, del pubblico; punti 40.55). L’interpretazione dell’attrice ha immediatamente coinvolto il pubblico in un marasma di emozioni, rabbia, commozione, comprensione, un flusso continuo dal palco alla platea. Laura Pozone è riuscita a trasformare l’intero teatro in un manicomio dove ognuno di noi è stato, anche per poco, la dottoressa con cui interloquiva.
Attraverso un buon uso delle tonalità vocali, ma soprattutto con la sua personalità irruente e forte, ha dato il giusto ritmo interpretativo ad un testo attuale e coinvolgente.
TERRY PATERNOSTER (“Marta Russo” Aldo Nove; punti 35.11).La scelta di un testo e di un personaggio completamente diversi rispetto alla precedente selezione, ha dato all’attrice la possibilità di mostrarsi in una veste differente e di far conoscere la sua versatilità e competenza.
Un viaggio nella memoria attraverso ritagli di giornali e parole mai dette, un ricordo lontano che grazie a questa messa in scena torna a vivere e a prendere una forma, quella dell’atto di denuncia.
Terry Paternoster è riuscita dar voce a una donna quasi dimenticata attraverso un testo semplice che, soprattutto nella parte finale, è stato carico di emozioni.
DESIREE GIORGETTI e CHIARA CLAUDI (“Le due sorelle-parte seconda”A.Bassetti; punti 32.44). Le due attrici sono riuscite a interpretare le “due sorelle”con un’ottima suddivisione dei ruoli e definizione caratteriale dei personaggi. I diversi momenti dialogati hanno avuto un loro dispiegarsi naturale e coinvolgente, grazie anche a un’attenta scelta dei movimenti e dei gesti.
Questi elementi hanno conferito alla recitazione un ritmo sostenuto e vario.

Questa la graduatoria delle semifinali

Partecipanti

brano

autore

VOTO GIURIA

esito per la finale

LAURA POZONE

Monologo della puttana in manicomio

Franca Rame

40.55

ammessa

FELIPE MORETTI

Da "Elisabetta e Limone": lotta tra il bene e il male

Rodolfo Wilcock

36.20

ammessa

TERRY PATERNOSTER

Marta Russo

Aldo Nove

35.11

ammessa

OLIMPIA ALVINO

La bisbetica domata

William Shakespeare

35.00

ammessa

SERENA DI GREGORIO

Dal dramma epistolare  "Danlenuar": Genoveffa

L'Attrice e Giacomo Guarneri

34.20

ammessa

DESIRE'E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI

Le due sorelle - parte II°

Alberto Bassetti

32.44

ammessa

VALERIA IANNIELLO

Oreste

riscrittura di Claudio Borgianni

32.10

ammessa

PINA DI GENNARO

La chiave dell'ascensore

Agota Kristof

30.40

ammessa

ELISA PORCIATTI

Liquidi

Lucia Poli

28.88

esclusa

CLAUDIA FRANCESCHETTI

Descrizione di uno stato fisico

Antonin Artaud

26.77

esclusa

MANUELA RORRO

Da "Le troiane": monologo di Cassandra

Euripide

25.80

esclusa

LAURA GRAZIOSI

Se tu avessi parlato Desdemona

Christine Bruckner

24.66

esclusa

GIORGIA BRUSCO

Quando passano i treni

Alberto Carli

24.20

esclusa

ALESSANDRA BARBAGALLO e MARZIA LONGO

La sirenetta

Marguerite Yourcenar

22.11

esclusa

MICHELA COSTA

Dietro front

Daniela Morelli

22.00

esclusa

IDA VINELLA

Da "Don Giovanni": donna Elvira

Molière

19.33

esclusa

TANIA BENVENUTI e LIVIA SACCUCCI

Maria Stuarda

Friedrich Schiller

19.30

esclusa

VALENTINA CAPONE

Da "Madame De Sade": monologhi di Renée

Yukio Mishima - adattamento dell'Attrice

19.11

esclusa

Le nove finaliste daranno il meglio di sé, perché provare il concorso di Imola rappresenta una prova significativa, un’esperienza con cui misurarsi. Entrare in finale, vuol dire proporsi a qualcuno che nel teatro è una figura di riferimento, un’occasione per avere da una fonte autorevole un giudizio sulla propria  performance.
A conclusione un caldo invito:

L’Associazione Culturale “I Portici” è lieta di invitarLa
alla consegna del “PREMIO IMOLA PER IL TEATRO 2009”
 a
ROBERTO HERLITZKA
che avrà luogo il 17 luglio 2009 alle ore 21
a Palazzo Monsignani - Sala Mariele  - Via Emilia 69 - IMOLA
in occasione della finale del CONCORSO TEATRALE FEMMINILE
“ LA PAROLA E IL GESTO - PREMIO FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”



 
 

 

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