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LA BOTTEGA DEI TESTI SPETTACOLO TEATRALE 2008 CON LE ATTRICI DEL CONCORSO TEATRALE FEMMINILE “LA PAROLA E IL GESTO" PREMIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA |
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| Stamattina non avrei voluto alzarmi, perché avevo una poesia addormentata sulle labbra, leggera come una piuma, forte come un raggio di sole: ho dovuto, con tutte le attenzioni, riporla nei cassetti della memoria. E’ stato scritto che bisogna perdersi per potersi ritrovare e io, perché questo possa succedere, ho messo su una bottega dove chi l’ha perso o dimenticato possa ritrovare… un sorriso, un amore, un ricordo; oppure …. bestemmie, lacrime e sangue, la tromba dell’odio squillante e amara, o quell’interminabile salire di scale che è la vita…. A volte i testi sono pagine segrete da offrire a chi sa ascoltare: ecco la mia bottega in giro per le strade: LA BOTTEGA DEI TESTI Vedrete in quanti modi si può gustare un teatro di qualità, con le migliori attrici partecipanti al concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto” che si è concluso ad Imola il 18 luglio 2008. L’iniziativa rappresenta un modo per far conoscere la preparazione, la passione, e le capacità espresse da queste giovani promesse del teatro italiano. Una voce che canta il fado farà da cornice allo spettacolo: sonorità che nascono come un canto dell’intimo e raccontano la malinconia, la miseria, le passioni, le pene d’amore. QUANDO E DOVE 31 luglio Comune di Portomaggiore (FE) 1 agosto Palazzo Comunale di MEDICINA (Bo) 2 agosto Rocca Sforzesca a BAGNARA DI ROMAGNA (Ra) 3 agosto Comune di PALAZZUOLO SUL SENIO (Fi) 5 agosto Piazza Antonio da Budrio – BUDRIO (Bo) 6 agosto Piazzetta della Misura a FORLI’ (Fc) 10 agosto Rocca Malatestiana - RIMINI (Rn) PROGRAMMA DI SALA Sette giovani attrici e una cantante di fado si aggirano all’interno della BOTTEGA DEI TESTI: una strana bottega questa: un posto magico dove i sogni si possono realizzare. I personaggi usciti dalle pagine di quei testi diventano veri: così le giovani donne si presentano ad una ad una, per proporre con abilità e intelligenza, ciascuna il proprio monologo. Sono immagini che commuovono, come la triste storia che propone ELISA CUTRUPI: un suggestivo racconto di guerra rivissuto da una giovane donna innamorata, al varco di un sottile filo tra visione e realtà, tra speranza e illusione. Dotata di una grande espressività, l’attrice sa modulare la voce, catturando il pubblico ad un religioso ascolto. A interrompere il suo dolore prorompe la voce ironica e squillante di SARA GRIPPO, che impersona quell’attrice che, dovendo sostenere un provino, esprime tutte le sue ansie, le paure, i blocchi emotivi, ma anche le sue aspettative. Dietro l’ironia si cela un’amara realtà: ciò che conta per vincere non sono le capacità, ma avere una bella presenza. E allora adattiamoci a fare “la bella oca!” sembra dire la protagonista. L'aspetto ironico e grottesco della donna che vediamo sulla scena, arriva al pubblico in maniera vivida e intensa, grazie alla versatilità dell'attrice. C’è chi parla di amore e di speranza, come MARTA FURLAN nei panni di Rosalia quando scrive “la bella verità” al suo amato. Attrice dalla presenza "importante", essenziale ed intensa, riesce a dosare il monologo con minuzia, profondità e ironia. Comunicativa e semplice nella gestualità Marta riesce a trasmettere il senso completo e le emozioni di questa “monaca per forza” attraverso un totale coinvolgimento degli spettatori nella storia narrata. Per il divertimento di tutti OLIMPIA ALVINO interpreta con grazia e naturalezza, il personaggio di Valentina, una scellerata governante del burbero Fabrizio, che con astuzia e lusinghe ha conquistato il pieno potere in casa, e aspira a diventare erede dei beni del vecchio, per poterne poi godere col prestante amante Baldissera. L’attrice ha ridisegnato il personaggio goldoniano, proponendo una donna moderna, consapevole e padrona di se stessa, capace di piegare la realtà a proprio vantaggio. E’ andata a caccia dei suoi momenti di verità, quelli in cui si rivela in tutto il suo giovanile splendore, e ha poi tentato di dirveli... a modo suo naturalmente! LUISA NOLI racconta in un napoletano perfetto, quel che succede nel cuore di una donna profondamente innamorata di un camorrista. L’attrice usa sapientemente voce, corpo, intensità espressiva, emozionando tutti. Dotata di una straordinaria forza comunicativa ed emotiva, scivola con naturalezza dal comico al tragico, dal canto alla pausa, al gesto quasi danzato, rendendo estremamente efficace un testo originale ed aperto. Suggestivo l’accompagnamento finale con il fado che aggiunge malinconia alla disperazione. ELISA MARINONI da’ vita ad un personaggio dal forte impatto scenico, nei panni della regina Elisabetta, vittima e crudele allo stesso tempo, complice del suo potere. Originale nell'espressione vocale e nella scelta della strutturazione esteriore e caratteriale del personaggio. Competenza tecnica e controllo dell'espressività corporea idonei al ruolo e di grande spessore. L’ultimo testo descrive un uomo buffo, grottesco, un senzatetto che nonostante il dolore, non si ritiene una vittima, ma da uomo libero guarda in faccia alla gente e ha rispetto per la vita. Ne è interprete FRANCESCA CECALA, la quale dietro la cura di ogni dettaglio, di ogni gesto, di ogni modulazione della voce, rivela una grande capacità scenica, un sapiente uso del corpo e dello spazio, che denotano un lavoro intenso sul personaggio. L’attrice apre e chiude lo spettacolo in una doppia veste: quella iniziale di venditrice di libri e questa finale nei panni di Zorro, il barbone. Sono dipinte dall’anima le canzoni di fado. LETIZIA MAGNANI con la sua splendida voce ha colorato di note lo spettacolo, lasciando al pubblico sensazioni struggenti. Letizia canta la nostalgia quando l’amore è solo un ricordo, la malinconia per attenuare la disperazione, l’allegria della mente e del cuore per chi ha speranza: parole d’amore, di forza e di speranza. Chi vince fra gioia, follia e ragione? Vince il pubblico, del quale si premiano attenzione, capacità di giudizio e coinvolgimento. Vince il Teatro, quello vero, grazie a queste bravissime giovani attrici. Vince chi - a Portomaggiore, Medicina, Bagnara di Romagna, Palazzuolo sul Senio, Budrio, Forlì e Rimini - ci ha gentilmente ospitato (in particolare segnaliamo la preziosa collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e della Coop.va Tre Civette di Forlì). Vince la passione per una delle più elevate espressioni artistiche che la capacità umana possa esprimere. LE ATTRICI SI PRESENTANO ELISA CUTRUPI Ce ne ho messo di tempo per decidermi: anni passati a sfilare via la mia passione per il teatro, perché mi dicevo “che lavoro è mai questo?” Sì è vero, è un lavoro dentro e fuori, non c’è confine con la vita personale: mi logora, mi rabbuia, mi coinvolge fin nel midollo, ma è la scintilla che l’istinto di sopravvivenza ha usato in me per farmi camminare… e così ho incontrato la scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone, dove mi sono diplomata nel 2005. All’interno di questa scuola vivo le prime esperienze teatrali: “La trilogia della villeggiatura” di Goldoni, “Il giardino dei ciliegi” e “Il gabbiano” di Cechov, “Il veleno di Molière” di Vittorio Franceschi, “Agamennone” di Euripide,”La duplice incostanza” di Mariavauz. Ho avuto quindi l’onore di lavorare e approfondire gli studi con veri Maestri del teatro, tra cui Mario Valgoi, Giovanni Pampiglione, Lorenzo Salvati, Vittorio Franceschi, Walter Magliaro, Claudia Contin per la commedia dell’arte, Pierre Byland per il lavoro sul clown. Stimoli che rimangono dentro nel privato e continuano a lavorare anche quando lo stage è finito. Sperimento generi diversi, passando dalla comicità del cabaret e della farsa, al tragico di un teatro più impegnato. Ottengo delle parti interessanti lavorando con Vito, Ivano Marescotti, e come sola attrice nel ruolo di Anita Garibaldi.. Amo il teatro in quanto comunicazione, osservazione, ascolto, incontro, scambio e possibilità di creare spazi nuovi aperti alla riflessione. Il teatro come denuncia civile, come rappresentazione delle sfaccettature umane, dove nulla è scontato e tutto può accadere, anche una più sensibile comprensione degli animi.Altra grande passione è da sempre il canto, che non tralascio di approfondire e di affiancare al lavoro attoriale. Ho avuto la fortuna di incontrare una bravissima attrice nonché amica e maestra nella mia strada, che mi ha fatto emozionare al punto da non farmi più abbandonare il mio sogno di teatro. SARA GRIPPO Sono nata e cresciuta nella provincia di Varese, ma vivo a Bologna da più di sette anni.. Da piccola i miei genitori mi portavano a teatro ed io ne rimanevo incantata e sognavo di salire un giorno su di un palcoscenico. Ho iniziato a studiare a Bologna, dove per due anni ho frequentato una scuola di recitazione. Ma non ero soddisfatta, mi dicevo che il teatro era molto di più. Così ho avuto la fortuna di conoscere quattro anni fa Mamadou Dioume, attore di Peter Brook, che mi ha insegnato ad avere fiducia nei miei mezzi, a non aver fretta di crescere, ad assaporarmi ogni piccolo ostacolo superato e a pormi degli obiettivi. Con fatica ho creato insieme ad un altra ragazza l' Associazione Bologna By Now, per continuare sul percorso della ricerca. Ed eccomi qua, pronta per una nuova sfida. MARTA FURLAN Le mie prime esperienze teatrali? Il ricordo si perde nella notte dei tempi. Si trattava di timidi abbozzi, piccole messinscene improvvisate ai tempi della scuola. Forse non avevo capito nemmeno io che cosa fosse il teatro per me. In un certo senso, consisteva nel bisogno di esprimermi. Poi è arrivata per me l'ammissione all'Accademia dei Filodrammatici di Milano. E' stata una sorpresa bellissima, non ci credevo nemmeno io. Sono stati due anni intensi e faticosi, durante i quali ho imparato a dare un nome alle "cose" del teatro, una struttura alle mie prime esperienze e intuizioni, una forma alla mia espressività. L'importanza della tecnica, certo, ma anche il lungo e necessario lavoro sulla parola, sul testo, sulle intenzioni, sul messaggio. Un lavoro su di me, anche, l'inizio di un lungo e lento processo di conoscenza che non è ancora terminato. Ho lavorato in diversi teatri di Milano, Verona e Genova in spettacoli di diversi generi (Da Goldoni al teatro contemporaneo: G.B.Shaw, sino a produzioni musicali per bambini - Esopo Opera Rock, Prod. Teatro della Tosse di Genova). E tutto questo bagaglio di esperienze, di rapporti, di conoscenza (sempre incompleta, mai sufficiente a capire ogni cosa) l'ho portato in giro con me, negli spettacoli che ho fatto nel corso degli anni, sino ad oggi, sin qui. OLIMPIA ALVINO Mi chiamo Olimpia, nome classicheggiante per attrice partenopea. Il teatro è il mio mestiere. Da prima di nascere, credo. La mia famiglia gestisce un piccolo spazio al mio paese, Vico Equense, ridente cittadina della penisola sorrentina. Al campeggio ero la diva del mini-club, all’oratorio quella che leggeva sempre, a scuola quella che recitava le poesie. Poi ho frequentato i laboratori a “Teatro Mio”, il teatro “familiare”; mio padre mi ha insegnato la passione per questo mestiere, e non lo ringrazierò mai abbastanza. Così ho deciso che volevo fare l’attrice, “a morta ‘e famme”, come dice mia nonna. Mi sono laureata in lettere moderne, perché per fare teatro bisogna studiare, leggere, sapere. Sono presto entrata nella compagnia paterna, recitando in testi stupendi, come “Il berretto a sonagli” Di L. Pirandello, “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello e, non ultimo, “La donna di governo”, di Carlo Goldoni. Poi ho cominciato a frequentare stages con professionisti (Mario Fedele, Gianluigi Gherzi) e ho incontrato Michele Monetta, mimo – attore allievo di Decroux, il mio maestro, che ha plasmato il mio corpo e il mio essere attrice, la mia vocazione. Con lui ho incontrato Giuseppe Rocca, Peter Clough, Marise Flach, Lorenzo Salveti e molti altri. Ho studiato dizione, canto, maschera, scherma e danza barocco-rinascimentale. Ho lavorato con compagnie di Napoli e di recente con il Centro Nazionale Teatrale di Riccione. In spettacoli di prosa, di tradizione napoletana, e in commedie moderne, in spettacoli per bambini e di burattini. Sono stata assistente alla regia di Carlo Buccirosso, regista e attrice di “Nemesis”, spettacolo che ho tratto da “Medea di Porta Medina”, di F. Mastriani. Sono operatrice teatrale nelle scuole; insegno ai bambini quello che imparo di giorno in giorno. Ogni mattina mi sveglio e il mio cammino d’attrice ricomincia, senza sosta, senza fine, fino a sempre. LUISA NOLI Ho inziato a lavorare in teatro nel 2000 come danzatrice, nella commedia musicale "Deus ex machina" con Pino Quartullo, ma il mio percorso da attrice ha preso ben presto il sopravvento. Le prime esperienze sono state nel musical "Promessi Sposi" di Tato Russo, come cantante-attrice. Subito dopo è arrivato il teatro di prosa, al Vascello di Roma. La mia formazione è eterogenea, sono diplomata al conservatorio in pianoforte, faccio danza da vent'anni, canto e recito da sempre. Ma il fulcro di tutto ciò, rimane sempre e comunque la passione per il "fare teatro". Calcare le tavole di un palcoscenico ed avere un pubblico che ascolta e al quale posso far arrivare delle emozioni è, per me, una magia alla quale sono legata a "filo doppio" e che spero di poter continuare a portare con me il più a lungo possibile e, dal momento in cui sono diventata autrice del mio primo monologo, "Cammurriata", con una motivazione in più: scrivere.. ELISA MARINONI Sono di Crema e mi avvicino al Teatro durante gli anni del liceo, grazie alla messa in scena della "Mandragola" di Machiavelli dove interpreto il personaggio di Callimaco. Folgorata durante il primo anno di università da "Il Gabbiano" diretto da E.Nekrosius, dopo corsi annuali e vari stages, nel 2003 decido di intraprendere la vita da allieva attrice, e vengo ammessa alla Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine, dove mi diplomo nel dicembre 2006. Mi laureo al DAMS con una tesi sulla Commedia dell'Arte e sul percorso artistico e pedagogico di G. Bonanni, mio insegnante presso la "Nico Pepe". Mi formo, tra gli altri, con: J.Alschitz, K.Ida, M.Schimdt, A.Cirillo, F.Kahn, P.Byland, T.Cafiero, R.Maffei, M.Sgrosso, R.Cocconi, S.Castiglioni, M.Salvalalio, S.Goddard. FRANCESCA CECALA Sono nata in Val Camonica, trentadue anni fa, e vivo in Val Camonica…non so se la conoscete quella terra lontana le cui pareti rocciose sono incise da graffiti… preistorici. Ho conosciuto il Teatro a scuola e la passione è cresciuta in me pian piano ma in maniera tenace. Ho seguito una percorso non proprio accademico, iniziando presto a recitare e imparando principalmente dal fare, recitando per i bambini, quel fantastico pubblico …spietato. Recito per loro da più di dodici anni, con il Teatro del Vento, all’interno del quale ho incontrato i miei primi veri maestri che mi hanno fatto tra l’altro amare l’arte della maschera. Ho poi studiato a Milano con il maestro Kuniaki Ida, allievo di Le coque, e seguito vari seminari, di teatro e di danza (cito alcuni nomi: Jouly Stanzak, Michele Abbondanza, Jordi Cortez Molina, Marina Rossi, Alfonso Santagata e Mauro Maggioni, Alberto Grilli) attratta assai dal movimento, dal lavoro sul corpo, nelle sue forme anche comiche, come il clown. ( seminari con Pierre BYland). Il canto si è concretizzato sulla scena da poco, anche se mi è sempre piaciuto farlo: attualmente recito e canto, con un gruppo di altre sei donne in due spettacoli con una giovane compagnia bergamasca , Araucaima Teater. LETIZIA MAGNANI – CANTANTE DI FADO La mia passione per la tradizione musicale di Lisbona, il fado, nasce in seguito alla riscoperta della particolarità di quel canto melismatico avvolto e ricamato dal suono e dai colori della chitarra portoghese, altro protagonista della medesima espressione culturale. Nel 2002 fondo il Ciranda Trio, con la collaborazione dei chitarristi Giuliano Romagnesi e Bruno Carrozzieri. Il trio nasce dal desiderio di approfondire quella tradizione nei suoi importanti aspetti, storico e musicale. In seguito ad una fase iniziale più ispirata ad interpretazioni di tipo moderno, il Trio si riavvicina alle radici per coglierne il significato più autentico e profondo, prestando particolare attenzione alla scelta dei testi e alla varietà degli interpreti che se ne sono fatti portavoce nel tempo, quali ad esempio Argentina Santos, Alfredo Marceneiro, Adelina Ramos, Fernando Farinha e Carlos Ramos. |
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