|
|
|
||
|
|
|
|
| iniziative
|
|||
|
|
DONNE
IN FABULA SPETTACOLO ITINERANTE 2006 |
||
| Questa è una
bella storia, che parla di teatro e di tante altre cose. A raccontarla sono
delle ragazze: giovani e promettenti attrici, capaci di trasmettere emozioni
con la loro capacità scenica, l’espressività, il gioco
della voce e del corpo. A restituire la magia di un teatro tutto al femminile sono: TAMARA FAGNOCCHI diplomata alla Scuola di teatro di Bologna Galante Garrone, ha proseguito la formazione a vari livelli: dalla maschera al cabaret, senza trascurare il canto. Questa ragazza bolognese ha conquistato per due volte il Premio del pubblico al concorso di Imola: nella selezione e nella semifinale. Premiato il suo talento comico, veramente coinvolgente. Con questo brano di Baldini, una signora romagnola - la Marina - che nella vita ne ha viste tante, riflette ad alta voce su ciò che vuol dire stare con qualcuno. Ma parla anche della Romagna, di gelati a mille lire, delle feste di paese, di piccioni e di tante altre cose. Piccole cose, che, forse succedono ancora solo in dialetto. La Romagna, che scherza sulle cose più tragiche, perché crede che sia l’unico modo per parlarne e per non dimenticarle. SIMONETTA MARINI dalla provincia di Verona, ha alle sue spalle un bagaglio di esperienze professionali di rilievo per il numero di repliche eseguite. Propone una toccante e intensa interpretazione del monologo di Maria, tratto da “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. L’attrice riesce a comunicare con efficacia e realismo tutte le tensioni emotive del personaggio di Maria che trapelano dal racconto: imbarazzo, timore, premura, sofferenza, coraggio. IL GRUPPO ALESSANDRA SANI E LAURA GAROFOLI provenienti rispettivamente da Empoli e da Roma. Frequentano entrambe la scuola “Ribalte” di Enzo Garinei. Con l’entusiasmo e la voglia di conoscere che le contraddistingue, ritengono che sia particolarmente formativo per loro lavorare sul teatro dell’assurdo. Per questo presentano il dialogo tratto da “Impromptus à loisir”: Le Defunt – ovvero il caro estinto, pièce teatrale di René de Obaldia, poeta e drammaturgo attivo in Francia dalla seconda metà del ‘900. Con questo brano proposto nelle selezioni del concorso “La Parola e il Gesto”, hanno convinto pubblico e Giuria dei Giovani, per l’ottima intesa, la capacità vocale ed espressiva, la coreografia. GIORGIA GORRERI di Parma, esperta nella commedia dell’arte, dopo una prima formazione nella Scuola di danza classica, in possesso del diploma di Qualifica superiore dell’Attore, rilasciato dall’Emilia Romagna Fondazione Teatro. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti. Particolarmente apprezzata anche dalla Giuria dei Giovani del concorso imolese. Con molta naturalezza, un bell’uso della voce e della mimica, interpreta Mirella, un tipico personaggio pirandelliano da “Il Signore della nave”: una puntuale riflessione sulla condizione umana, non priva di una sottile ironia. Si intuisce l’intenso lavoro che c’è stato dietro questa bella interpretazione. LIANCA PANDOLFINI di Gambettola (Forlì), con diploma di qualifica superiore per Attori della regione Emilia Romagna, conseguito a Modena e un prestigioso curriculum di formazione teatrale, nonché di spettacoli anche con Emilia Romagna Teatri. Il brano da Don Cristobal di Garcia Lorca, è stato scritto per il teatro di marionette ed il linguaggio è totalmente farsesco, ricco quindi di assurdità ed espressioni popolari. Don Cristobal rappresenta una figura della tradizione popolare spagnola. I personaggi qui proposti sono liberamente costruiti secondo i canoni della commedia dell’arte: la madre, vecchia arcigna e taccagna, ansiosa di vendere sua figlia al miglior offerente, e Rosita, la figlia, alla ricerca di tutt’altre esperienze. Nella trasposizione umana di questi personaggi l’attrice utilizza sapientemente il lavoro sulla maschera, riuscendo a cambiare continuamente i personaggi con grande abilità e maestria. DEBORA MIGLIAVACCA BOSSI di Milano. Diplomata alla Scuola di teatro di Iurj Alshitz, vanta una preparazione che spazia dal racconto alla drammaturgia, dal canto al clown. Al concorso imolese vince il secondo premio. Dotata di una straordinaria capacità di muoversi sulla scena, usando un linguaggio giocoso, affronta con ironia anche la tragedia, nella quale Erodiade, la concubina di Erode, ha finalmente ottenuto la testa di Giovanni Battista. La lingua poetica inventata, tra l’aulico e il ‘volgare’, evoca una sorta di preghiera disperata in cui la realtà del palcoscenico e la finzione della tragedia si mescolano in un gioco metateatrale. LISA CANTINI di Pistoia ha al suo attivo numerosi riconoscimenti personali, fra cui il Premio Memo Benassi, Premio Città di Firenze, miglior attrice caratterista a Schiofestivaldagno, Secondo premio nel 99 e terzo premio nel 2006 ad Imola. Qui veste un doppio ruolo: è la Beppa, donna delle pulizie di un noto regista teatrale – un certo Francisco Antico Canterano - e come tale riesce a spiare le cose che succedono in quello studio. Ma alla fine Lisa riuscirà a trasformarsi in una brillante attrice, quale ha dimostrato di essere, rendendo omaggio con il suo stile innato ed accattivante, ad un grande artista: Giorgio Gaber, con il monologo “Sogno in due tempi”. Uno sguardo poetico e dissacrante ad un genio, che è stato capace di esplorare e mettere in luce i nostri pregi e le nostre debolezze, con la sottile ironia di chi è disposto a mettere in gioco tutto sé stesso. Lo spettacolo, costruito grazie alla regia di Andrea Sansovini, è stato ampiamente apprezzato dal pubblico presente a Bagnara di Romagna, Medicina e Sesto Imolese; per questo ci sarà sicuramente un seguito in altri luoghi. Alla gratificazione personale per il successo ottenuto, si aggiunge l’amicizia e l’affetto che si è creato fra le attrici: un seme che darà i suoi frutti anche sul piano professionale, perché il virus del teatro ha intaccato con la sua presenza il cuore e la mente di queste giovani promesse del teatro italiano. |
|||
|
|