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SPETTACOLO ITINERANTE 2005
Lo spettacolo ripercorre - seguendo un filo conduttore costruito con la regia di Adriano Dallea - le migliori performances delle attrici finaliste al concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto” conclusosi ad Imola nel cortile di Palazzo Tozzoni il 15 luglio. Attraverso sette monologhi le attrici esplorano l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature: il dramma, la satira, l’ironia, la follia, la solitudine, l’amore, la sensualità. Un mondo in cui ciascuno può riconoscersi ed emozionarsi.

Hanno aderito i seguenti Comuni:
Nella provincia di Bologna:
IMOLA - SESTO IMOLESE
MEDICINA
BUDRIO
CASALFIUMANESE
Nella provincia di Ravenna:
BAGNARA DI ROMAGNA

Queste le sette magnifiche attrici e i rispettivi monologhi, nell’ordine in cui sono stati proposti:
LUCREZIA MANISCOTTI di Milano anni 28. Oltre ad essere cantante e studente di percussioni africane, ha frequentato scuole teatrali per 5 anni, ottenendo 2 diplomi di formazione teatrale.
Ha approfondito attraverso corsi di formazione l’uso della voce e la composizione scenica. Ha lavorato con la compagnia Teatri Possibili, Arteatro ecc.
Ha interpretato un brano teatralmente inedito, dal libro di Thomas Brussig "Eroi come noi" che ha avuto un grande successo di pubblico e di critica. La storia racconta in modo ironico la vita quotidiana di un giovane cittadino modello della DDR che, in una spassosa confessione autobiografica parla delle sue innumerevoli frustrazioni, dell'educazione repressiva, della sua ossessione di diventare un eroe socialista, il tutto sullo sfondo del periodo del crollo del muro di Berlino. Un bell’esempio di teatro di narrazione.
FLAVIA GIOVANNELLI di Roma. Anni 30. Diplomata: all’Accademia d’arte drammatica della Calabria e in possesso di una laurea in didattica del Teatro. Al concorso imolese ha vinto il secondo premio. Numerose le esperienze professionali, spesso in veste di protagonista.
Ha proposto il monologo "L'agonia di Luisa" di Wilcock, un discorso di commiato (alla vita?) rivolto ad un uditore fantastico, eseguito con un linguaggio assurdo tra prosa e poesia, interpretato con una sottile e pungente ironia.
TIZIANA DI MASI di Casalecchio di Reno (Bo) – anni 29. Diplomata alla scuola di teatro Colli di Bologna, ha poi continuato la propria formazione con numerosi stages e laboratori. Lavora prevalentemente con la Compagnia dei Borghi e con il CRT di Cremona. E’ anche autrice e produttrice di teatro per ragazzi.
Lei è stata Deborah nel brano tratto da “Quattro ritratti di madre” di Wesker. Tiziana riesce a calarsi in modo credibile ed efficace nel ruolo di questa casalinga felice all'apparenza, che trascorre la propria vita entusiasmandosi per le offerte al supermercato, gli sconti, gli acquisti 3x2.
Fiera di essere la regina indiscussa della propria casa, moglie e madre perfetta. In realtà sotto i tratti comico-grotteschi di questa donna, si cela una vera e propria carenza di comunicazione con se stessa e con la propria famiglia, carenza che si manifesta in ossessione da cibo, da spesa, da acquisto, visto come compensatore di mancanze ben più profonde e radicate.
SERENA MATTACE RASO di Teramo – anni 28. Vincitrice del primo premio al concorso di Imola. Diplomata all’Accademia nazionale d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”. Ha studiato anche danza classica e moderna a Budapest e a Parigi. Al suo attivo numerosi stage di interpretazione e scrittura drammaturgica, con relativi saggi finali. Ha lavorato nel Teatro stabile abruzzese e con la compagnia Spazio tre.
Ha interpretato il monologo di Blanche da: “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams.
Blanche è una figura eterea, al di fuori del mondo concreto che la circonda. Scopre durante il viaggio di nozze di aver sposato un omossessuale e lo villipendia. Il ragazzo, non sopportandone l’onta, si uccide. Da quel momento Blanche comincia a bere, perdendo il suo lavoro di insegnante e iniziando così il lungo cammino verso la catastrofe.
CINZIA GRANDE di Mogliano veneto (TV) anni 31.Diplomata all’Istituto della commedia dell’arte internazionale di Padova (fra gli insegnanti: Ferruccio Soleri, Eugenio Allegri) e laureata al DAMS indirizzo spettacolo. Esperta in danza africana. Selezionata al festival di teatro di Avignone.
Frequenta numerosi corsi teatrali, di danza, mimo e canto in diversi paesi, fra cui l’India.
Lavora a Roma con “L’attrice di mimo”, nello spettacolo “Me cyaan belive it” sul tema dei diritti umani, ha al suo attivo esperienze di cortometraggi e programmi radiofonici e riveste ruoli di attrice/cantante in numerose repliche con la compagnia La Comedia.
Ha interpretato il brano in chiave ironica: Diario di Eva autore: Dario Fo.
Cominciamo dalla Donna, o meglio quella che fu la prima donna: Eva. Dispensatrice di vita, ma anche di giudizi ed intuizioni che poi si strutturano in pensieri. Eva parla un linguaggio rudimentale che rimanda al toscano, in quanto lingua celebrata come radice dell’Italiano e si muove come una maschera buffa della Commedia dell’Arte, poiché lei stessa intuisce la sua presenza al mondo come un grande esperimento, un gioco ove le creature recitano il loro ruolo, osservati dall’alto da un occhio vigile e attento alle loro reazioni. Al fianco di Adamo, la donna scopre la dolcezza quasi materna e protettiva nei confronti dell’uomo, l’Amore e la Sensualità.
MARTA PROIETTI ORZELLA di Cagliari – anni 29. Diplomata all’Ecole Florent di Parigi, dopo 4 anni di scuola teatrale a cui hanno fatto seguito laboratori teatrali e stages sulla commedia dell’arte. Ha al suo attivo un lungo elenco di esperienze professionali come attrice e anche come regista in Italia con la coop. Sirio e all’estero. Risulta finalista in diversi concorsi e premi.
Ha vestito i panni di Madame Lucienne tratto da: “La nuit de Madame Lucienne” di Copi: un bell’esempio di teatro della pièce. Qui crudeltà e divertissements si alternano. Siamo a teatro. E’ notte fonda. Un autore, un’attrice e un macchinista provano un improbabile testo di uno spettacolo di cui non sappiamo niente. Le prove non filano lisce. Strani eventi e coincidenze le perturbano: l’apparizione di un’attrice sfigurata e il sospetto di un assassino che abita il teatro, in un clima sospeso tra realtà e finzione. Quando tutti tranne l’autore tornano a casa, dalle quinte si fa viva la Donna delle pulizie che, guarda caso, si chiama Madame Lucienne…
MILA VANZINI di Bologna. Anni 31. Laureata al DAMS Spettacolo e diplomata alla scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone. Dal ’96 frequenta abitualmente corsi di formazione teatrale e di danza. Ha al suo attivo un’ esperienza pluriennale di attrice professionista.
Ha proposto il monologo di Doreen da: “Confusioni” di A. Aykbourn. Brano dal forte impatto comico. L’eccentrica signora cerca ogni pretesto per trovare compagnia: ama i cani e …i loro padroni. Irrefrenabile in lei l’esigenza di dare libero sfogo ad una confusione di parole. Con un’ironia che sfiora la follia si prende gioco dell’incapacità di comunicare, della banalità della vita quotidiana, della solitudine.

E’ stata un’esperienza umana e professionale unica, dicono le ragazze. Tra loro si è creato un clima di solidarietà e affettività insperati. La convivenza anche al di fuori degli orari di lavoro ha permesso una conoscenza reciproca arricchente e piacevole.
Questo aspetto si è tradotto in energia positiva che ha permesso alle attrici di esprimersi al meglio, lasciando ovunque sorpresa ed entusiasmo, al punto che i Comuni hanno confermato la loro adesione per il 2006.
Il teatro possiede le chiavi dell’intimo e, come questa nostra umana avventura, crea situazioni a volte paradossali quindi vere: lacrime che fanno sorridere e sorrisi che spargono l’amaro.
Dopo questo spettacolo - diceva il pubblico – non va solo ammirata la bravura delle attrici, ma anche la scelta dei testi. Il chiaro messaggio agli spettatori è: “fermatevi a pensare”.

 

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