
LA LUCERNA D'ORO 2010
La lucerna d’oro brilla di luce propria in questa sesta edizione - svoltasi nel cortile della biblioteca comunale, venerdì 23 luglio 2010 - per lo spessore professionale e umano dei due Ospiti illustri. L’Assessorato alla Cultura e l’Associazione I Portici hanno inteso premiare per il 2010 la Poesia e la Musica, rispettivamente rappresentate dal poeta MAURIZIO BRUSA e dal musicista TOMASO LAMA.
Una citazione posta nel Palazzo Comunale – ricorda Valerio Berardi – dice “Imola non è mai stata avara con chi la serve” ed è questo il senso del premio “LA LUCERNA D’ORO PER ARTE CULTURA E SPETTACOLO” : un riconoscimento agli imolesi che hanno saputo distinguersi per capacità, impegno e determinazione nell’arte o nella cultura in tutte le sue forme.

Galavotti esprime la propria soddisfazione per la scelta dei nomi: con Maurizio Brusa noi riconosciamo un elemento della cultura essenziale, che dà spessore a tutti gli altri linguaggi e comporta spesso sacrificio e disciplina, soprattutto se viene applicata con molta passione e profondità come nel caso di Maurizio Brusa.
Replica Berardi: “Quando una persona si conosce, diventa difficile parlare di lui senza cadere nelle cose scontate. Io da Maurizio ho imparato ad ascoltare in silenzio, perché nel silenzio si riesce ad ascoltare il respiro e il richiamo della Poesia, che arrivano alla mente e al cuore. Questo richiede una grandissima attenzione al testo poetico e al suo significato. Maurizio Brusa è conosciutissimo nell’ambiente poetico, un riferimento per tutti i giovani poeti, una persona che riflette molto, mettendo a nudo la sua anima con termini che inizialmente possono sembrare lontani o di non facile comprensione; ma quando si è riusciti ad entrare nella sua porta, si intuisce la grandezza di questa persona che ha saputo guardare più in alto.
Maurzio Brusa riconoscente a tutto lo staff del Comune di Imola per le frequenti collaborazioni, esprime la propria gratitudine citando una sua poesia dell’86 dalla raccolta “La pigrizia dell’occhio” e una dell’84 scritta per la morte della madre “Le ragioni del corpo”. Il poeta francese Mallarmé diceva nel 1899: “Mai un colpo di fortuna può cambiare il proprio destino”. Maurizio prosegue: “sento ancora delle persone che sostengono di non capire la poesia. Siamo nel centenario del verso libero e la poesia è attuale nella misura in cui riesce ad esprimere il reale utilizzando le parole di ogni giorno. E conclude citando un’altra sua poesia più recente e molto significativa: “L’incidenza del cielo”.

Il diploma che accompagna la consegna della lucerna cita testualmente:
Imola con orgoglio e gratitudine vuole premiare Maurizio Brusa
Esiste un luogo, oltre i sogni e i sospiri, dove si aggirano i Poeti.
Grazie Maurizio per averci guidato in questo luogo ad ascoltare il respiro dei pensieri e delle parole.

Poeta raffinato ed elegante, Maurizio Brusa è voce autentica della poesia italiana. Egli ci accompagna con naturalezza nel suo mondo interiore, dove la sofferenza è diventata una ricchezza, per immortalare sulla carta emozioni ed immagini.
E’ nato a Imola, dove vive, nel 1951. La sua prima raccolta di poesie, Con la sua negligenza, risale al 1979 (Quaderni della Fenice, Quarto Collettivo, Guanda). Segue La pigrizia dell’occhio (Almanacco dello Specchio, Mondadori, 1986). Lavora inoltre come traduttore, curando una scelta di scritti d’arte e lettere di Paul Gauguin (Scritti di un selvaggio, Guanda, 1983) e, insieme ad altri poeti, alcune poesie del ‘500 francese (Lodi del corpo femminile, Mondadori, 1984). Dopo sedici anni di silenzio esce la plaquette I disagi dell’ombra (La mandragora, 2002. Nel 2006 una silloge di poesie inedite viene pubblicata nella nuova serie dell’Almanacco dello Specchio a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi (Almanacco dello Specchio, Mondadori, 2006). Ha collaborato a numerose riviste tra le quali “Rendiconti”, “Prato Pagano”, “Arsenale”.


Tomaso Lama – chitarrista jazz, è una delle figure più rappresentative della scena jazzistica internazionale, in particolare legata alla didattica. Dunque personalità attiva in un settore nuovo, la musica più contemporanea di cui possiamo disporre – sostiene Valter Galavotti . E’ un personaggio di grandissimo livello e di grande serietà e civiltà. Ha fatto cose straordinarie e mi fa piacere che questa sera sia qui perché lui è conosciuto soprattutto all’estero. Tomaso Lama ha contribuito moltissimo a portare il jazz nel piano alto del conservatorio: progetto che ha realizzato splendidamente presso l’università di Bologna. Ha ottenuto riconoscimenti e ha collaborazioni discografiche ad altissimo livello: non so quanti imolesi ne sono al corrente. Egli sente ancora Imola come la sua città. E’ talmente impegnato nell’attività didattica che questa sera desidero esprimere un augurio: quello di decidersi a regalarci un CD intitolato “Tomaso Lama”.
Persona affabile e comunicativa, l’Ospite risponde:
“Avevo 15 anni quando con la mia chitarra elettrica volevo imitare Shel Shapiro. Nei primi tempi entrai in un gruppo imolese che aveva degli elementi straordinari, tra cui Sandro Bettini e Massimo Montanari. Ma il modello a cui mi ispiravo per la mia chitarra era Valter Galavotti che aveva un orecchio e un’intuizione musicale incredibili.
Io lavoro in miniera tutti i giorni: la mia miniera si chiama Conservatorio; i miei operai estraggono bellezza pura in forma di note. Tutti hanno un sogno da estrarre dalla miniera, ma qualche volta il sogno si infrange. Il mio lavoro è di fare solo la fatica utile: allineare i fili nell’esercito dei sognatori concreti fatto di ragazzi e ragazze che amano la musica. E tutto questo è veramente divertente.
Tomaso Lama si è diplomato in flauto nel 1977 e in musica Jazz nell’80 presso il conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, dove ha inoltre studiato composizione e direzione di coro, iscrivendosi contemporaneamente al corso di chitarra presso l’Istituto nazionale di studi jazzistici di Parma, come allievo del m.o Filippo Daccò. Ha preso parte a festival e manifestazioni jazzistiche in Italia e all’estero, collaborando con musicisti come: Art farmer, Steve Grossman, Urbie Green, Al Grey, Steve Lacy, David Liebman, Jimmy Owens, Kenny Wheeler, Evan Parker, Max Roach, George Russell. Ha compiuto frequenti apparizioni come solista in trasmissioni televisive e radiofoniche RAI (nell’ 86 col suo trio, premiato durante la trasmissione “3131 notte”). Svolge intensa attività concertistica in trio e quartetto, in collaborazione con big band e come session-man di fiducia con alcuni dei migliori musicisti della scena americana ed europea. Tiene corsi di chitarra e tecniche di improvvisazione nei più qualificati seminari e stages italiani e in Università italiane. Ha inciso CD con varie etichette discografiche italiane, che rivelano il suo alto profilo artistico professionale. Scrive articoli sulla didattica e sul costume musicale, per riviste specializzate (Musica Jazz, Strumenti Musicali, Jazz.it), e per varie testate giornalistiche a tiratura nazionale e locale. E’ titolare della cattedra di Jazz presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna.

Il suo diploma cita testualmente:
Imola con orgoglio e gratitudine vuole premiare Tomaso Lama
per il suo alto profilo artistico professionale grazie al quale ha saputo affermarsi e distinguersi sia per l’intensa attività concertistica che per la riconosciuta competenza didattica in uno dei settori più avanzati e innovativi della cultura contemporanea: la musica jazz

La sua breve prova d’artista improvvisata dopo la premiazione - di cui due brani con l’ausilio di una cantante, sua ottima allieva, ci ha dato una conferma del suo valore.
La
Stampa
da Sabato sera del 17 luglio 2010 di Vinicio Dall'Ara
Urgenza poetica luminosa (continua...)
da Sabato sera del 24 luglio 2010 di Fabio Ravaglia
Sulla gondola con Jim Hall e registrando con Pavarotti (continua...) (PDF 646KB)
foto di Gianni Sanna
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