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LA LUCERNA D'ORO 2007
Nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Tozzoni, venerdì sera 29 giugno è stato conferito il Premio “La lucerna d’oro per arte cultura e spettacolo” agli imolesi Lora Gallotti Montanari e Germano Sartelli, alla presenza dell’Assessore Valter Galavotti e del rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Felice Ginnasi.
Il riconoscimento della grande forza del “silenzio attivo”: questa la molla che fa scattare il premio “La lucerna d’oro 2007”,.col quale Imola premia gli imolesi Lora Gallotti Montanari, e Germano Sartelli: due spiriti adolescenti racchiusi in un santuario di esperienze.
Senza roboanti messaggi, senza missive e pregiudizi, la provincia permeata da un rapporto di amore-odio non si è più accontentata di sostituti, di parvenze d’arte o simili: Lora Gallotti e il marito Leopoldo Montanari 51 anni fa, hanno voluto portare la Grande Musica e i grandi esecutori. Il Circolo della Musica di Imola è una pietra preziosa incastonata nella corona della cultura musicale italiana.
Germano Sartelli, è l’essenza del geniale: materiali atipici, cicche, ragnatele, ritagli di lamiera, reti metalliche, per dare vita alla realtà del sogno.
Grazie per il vostro “silenzio attivo”. Pensando a ciò che avete fatto, la gratitudine nei vostri confronti ci fa sentire più attenti alla vita e quindi migliori.
E’ un doveroso omaggio a due imolesi che hanno saputo dare le ali a tutti coloro che vogliono volare nel cielo incontaminato della musica e dell’arte.




Lora Gallotti diplomata in pianoforte, dopo alcune esperienze concertistiche ha indirizzato la sua attività di lavoro all’insegnamento delle materie letterarie, nell’ambito della scuola media inferiore e superiore. Non ha tuttavia cessato di coltivare l’amore per la musica, affiancando sempre i due interessi in un intenso sodalizio intellettuale, oltre che affettivo, con il marito Leopoldo Montanari, anch’egli insegnante negli istituti secondari.
Assieme a Leopoldo, Lora collaborò alla redazione di un fortunato manuale di storia per le scuole medie, uscito in diverse edizioni a firma congiunta dei due. Assieme a Leopoldo condivise la passione per la musica, operando, fin dal 1956, alla costituzione di un’associazione concertistica, il Circolo della Musica di Imola, che da oltre cinquant’anni costituisce un punto di riferimento essenziale nella vita culturale della città, e che ha avuto un ruolo di traino nel diffondere a Imola quella specifica vocazione musicale che tuttora la contraddistingue.
Il successo del Circolo della Musica, in gran parte costruito sulla instancabile attività di Lora, ha poggiato su una scelta di fondo: portare a Imola solo artisti di qualità, scommettendo non solo su quelli già affermati ma anche sui giovani emergenti. Ciò è stato possibile anche grazie alla capacità di instaurare con i medesimi artisti rapporti personali e calorosi. In questo modo la città di Imola è diventata, nel tempo, una vetrina prestigiosa, che ha ospitato e conosciuto grandi personaggi del mondo musicale.
Ma è anche da ricordare l’impegno profuso da Lora e dal Circolo della Musica nell’avviare, fin dai primi anni Sessanta, un’esperienza che allora era all’avanguardia in Italia: i concerti-lezione per le scuole, tenuti, almeno inizialmente, dagli stessi artisti impegnati nei concerti serali.
Questo insieme di attività e di interessi, uniti a una carica umana straordinariamente forte, a una singolare capacità di tessere relazioni, a una grande generosità nei confronti degli altri, fanno di Lora Gallotti una figura preziosa per la comunità imolese, che ha saputo dare alla propria città importanti stimoli di crescita culturale.




Germano Sartelli nato a Imola nel 1925, dove vive e lavora.
Frequenta il laboratorio dell'intagliatore ligneo Gioacchino Melluzzi e in questo ambiente prendono avvio le sue prime sperimentazioni artistiche, condotte con isolato e paziente tirocinio.
Dalla fine degli anni Quaranta comincia a misurarsi con la scultura. La sua ricerca sui materiali lo spinge a servirsi di stracci, fili metallici arrugginiti, mozziconi e cartine di sigaretta, ragnatele.
I suoi esordi risalgono alla fine degli anni Cinquanta e rivelano fin da subito una innata capacità nello scovare il senso del prodigio nelle cose, nelle più logore e insospettabili, dando il via a una personalissima relazione tra consueto e desueto.
Caratteristica preponderante delle sue opere è l'uso di materiali "anomali" attinti al mondo vegetale (in particolare terre, muffe, polveri, ragnatele, fieno, foglie) che con il trascorrere del tempo sono stati integrati con i residuati metallici della moderna siderurgia (oltre al ferro, il rame, il piombo, l’acciaio e lamiere provenienti da bidoni usati, anche cicche, sacchi, garze, plastiche e vetri).
Entra in contatto con l'ambiente artistico e culturale di Bologna e, presentato da Maurizio Calvesi, espone per la prima volta nel capoluogo emiliano nel 1958 al Circolo di Cultura. Inizia un lungo periodo di insegnamento della pittura, che si protrae fino agli anni Ottanta, all'Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola.
Nel 1962 gli viene conferito il Premio per la Scultura dal Ministero della Pubblica Istruzione e viene invitato da Maurizio Calvesi, Afro Basaldella e Lucio Fontana a partecipare alla XXXII Biennale di Venezia, per cui realizza una scultura in metallo, che nel 2002 è stata donata ai musei civici di Imola, e che è entrata a fare parte delle collezioni permanenti.
Nel 1994 la Pinacoteca di Imola organizza una sua mostra antologica e, contemporaneamente Andrea Emiliani presenta una sua personale alla Galleria De' Foscherari di Bologna. Partecipa alle mostre Dadaismo e dadaismi a Palazzo Forti a Verona nel 1997, e Arte Italiana: materiali anomali alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 1998.
La sua opera è sempre all'attenzione della critica e del mercato, in particolare dopo le recenti personali alla Galleria De’ Foscherari di Bologna nel 2000 e nel 2004, e alla manifestazione Rifiuto Riusato ad arte, organizzata nell'ottobre 2005 dalla Galleria Peccolo nella Val Sabbia in collaborazione con la Provincia di Brescia.
La sua vasta antologia critica comprende scritti di A. Emiliani, P.G. Castagnoli, M. Vescovo, C. Spadoni, D. Trento, W. Guadagnini, R. Daolio, V. Dehò.
L’attività di Sartelli di insegnamento della pittura all'Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola è stata ripercorsa nel 2006 a Imola dalla mostra “L’Atelier. Germano Sartelli e i Laboratori di Arteterapia” allestita nel centro polivalente Gianni Isola. Attraverso l’esposizione di una ventina di opere del noto artista imolese e altrettante opere dei suoi allievi, pazienti dell’ospedale psichiatrico di Imola Lolli, l’evento ha riportato in luce e valorizzato un’esperienza artistica, scientifica ed umana decollata negli anni di svolta della ricerca in campo psichiatrico.


da sn a dx:
Valter Galavotti , Felice Ginnasi, Germano Sartelli, Valerio Berardi, Lora Gallotti Montanari


contributi

 

Questo sito è stato realizzato grazie al contributo della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA
 

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