
LA LUCERNA D'ORO 2006
“Premio la lucerna d’oro
per arte cultura e spettacolo”, ovvero un modo per riconoscere pubblicamente
i meriti culturali o artistici che imolesi di nascita o di adozione hanno
saputo mettere al servizio della nostra città. Il 30 giugno, nella
splendida cornice del palazzo che i Tozzoni – imolesi di altri tempi
– offrirono al Comune di Imola, l’Assessore alla Cultura Valter
Galavotti ha consegnato il premio a due imolesi doc: NAZARIO
GALASSI e TONINO DAL RE.
Entrambi hanno dedicato una vita alla propria passione, con impegno, creatività
e puntigliosità, accomunati “dalla capacità di riuscire
a vedere e non solo guardare il mondo e le cose”. Così si
esprime Valerio Berardi, promotore del premio sostenuto dal Comune di
Imola, presentando i due “ragazzi terribili”, perché
non c’è limite anagrafico alla loro voglia di pensare e fare
cose nuove.
Lo dimostra l’ultima fatica dello storico Nazario Galassi che la
casa editrice La Mandragora ha appena pubblicato. Si tratta del libro
“A occhi aperti”, che Galassi ha presentato in questa occasione:
una raccolta di saggi che documentano la pluralità di interessi
e la profonda cultura di questo straordinario ed appassionato studioso.
Si va dalla storia imolese alla politica, dal cinema alla lotta partigiana.
Tappe di una vita: gli ospedali, la cooperazione, la resistenza. Valter
Galavotti riconosce a Nazario Galassi il merito di aver saputo offrire
agli imolesi la possibilità di riscoprire personaggi importanti
di cui si è persa la memoria. E ancora lo ricorda come protagonista
nella realizzazione del Circolo del Cinema, quando era l’unico strumento
di cultura popolare, in assenza della televisione. Poi, rivolgendosi all’uomo,
l’Assessore conclude con un invito: “bisogna avere fiducia
nei giovani, perché il passaggio generazionale c’è”.
Nell’élite degli storici imolesi, Nazario Galassi spazia
con grande capacità dal periodo romano e medievale, alle ultime
vicende storiche. Autore di 22 monografie, e di numerosissimi articoli
su testate giornalistiche locali e nazionali, è stato per lungo
tempo dipendente amministrativo dell’Amministrazione degli Ospedali.
Qui ha coltivato la sua passione per la storia imolese, con un’attenzione
particolare rivolta appunto alla “Storia ospitaliera ad Imola”.
Scrittore e poeta versatile, dalle osservazioni acute, meticoloso nella
ricerca, spesso in polemica con la “storia ufficiale”. Fra
le tante pubblicazioni, ricordiamo: Figure e vicende di una città
- Imola dal fascismo alla liberazione - Imola dall’età antica
al tardo Medioevo - Origine del nome Imola e formazione di una città
atipica.
Interessanti le pubblicazioni relative a personaggi imolesi, quali:
Andrea Costa – Giuseppina Cattani – Luca Ghini – Luigi
Sabbatani – Giovan Battista Codronchi – San Pier Grisologo
– dove Galassi non svolge solo un’indagine storica, ma soprattutto
psicologico-culturale del tempo e del personaggio.
Ma la vicenda che lo riempie di orgoglio e che ha segnato la sua esistenza,
è il fatto di essere stato un attivo partigiano in giovanissima
età, che – sono parole sue – “è stato
uno dei periodi più belli e intensi della mia vita”.
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Imola con orgoglio e gratitudine intende ringraziare lo storico e scrittore
NAZARIO GALASSI “perché
attraverso le sue opere ci ha fatto conoscere con meticolosità
e partecipazione, l’altra faccia della storia: quella più
vera e più umana”.
Tonino Dal Re nella sua “carriera” di pittore, esperimenta
tutte le tecniche: olio, acquerello, incisione, affresco e restauro.
Dal Re non è solo il “pittore dei ciclisti”, ma anche
pittore di Corte in Somalia. Sono più di 50 le chiese da lui affrescate,
poi ritratti, paesaggi e i suoi famosi cavalli.
E’ l’inventore della tecnica pittorica detta “della
smolecolizzazione”, chiave di volta del suo “surrealismo fantastico”.
Medaglia d’oro al Muro dipinto di Dozza, Tonino ha partecipato ad
alcune edizioni della Biennale d’arte di Venezia, dove un suo quadro
fu lodato con grande entusiasmo da Salvator Dalì.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.
E’ vincitore di numerosi premi internazionali, fra questi: la Biennale
d’arte sacra di Pompei, il Trofeo Arte Italiana a Parigi, con l’opera
“Cristo nella storia”, il Premio internazionale Città
di Bologna, il Marzocco d’oro ecc.
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Dotato di grandissima umanità e grandi sentimenti, TONINO
DAL RE scherzosamente fa notare che il “surrealismo fantastico”
è un titolo appiccicato dai critici. Le sue origini pittoriche
si rifanno a Della Volpe e Margotti, ma il Maestro che mi ha insegnato
a vivere – afferma - è stato Messina. Poi conclude con tono
pacato “cerco di fermare il tempo che vivo”. E noi gliene
auguriamo di cuore ancora tanto, perché continui ad essere per
gli imolesi “l’abile cantore della bellezza sacra
e profana”.
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