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Chi ha vinto
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Le vincitrici delle precedenti edizioni

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Laura Pozone

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Terry Paternoster

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Pina Di Gennaro

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Serena Di Gregorio

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Felipe Moretti

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Olimpia Alvino

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Desirée Giorgetti (sx) e Chiara Claudi (dx)

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Valeria Ianniello

CONCORSO 2009

IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZE!

perché “Le donne costituiscono la metà migliore dell’umanità” (Mahatma Gandhi)

“Lo sa signor Valerio che quest’anno, appena arrivata a Imola per uno spettacolo teatrale, sono tornata a vedere il posto dove ho vinto il terzo premio nel vostro concorso del  ’98? Sì perché è da lì che ho cominciato. Il risultato del concorso mi ha fatto decidere di perfezionare i miei studi in Accademia; e ora eccomi qua, soddisfatta di essere un’attrice professionista”.
Molte delle attrici che si stanno affermando in Italia e anche all’estero, sono partite da qui. Il concorso di Imola ha permesso loro di confrontarsi e avere una conferma che il loro sogno sarebbe stato possibile. E’ questo lo scopo per cui continuiamo a proporre il Concorso teatrale femminile LA PAROLA E ILGESTO e assieme a noi ci credono i nostri sponsor che anche per questa XIV° edizione hanno confermato il loro sostegno: La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Il Comune di Imola,  e la Coop.va CESI di Imola.
L’immagine positiva e fiduciosa della manifestazione, che si è diffusa in questi tredici anni negli ambienti teatrali italiani e oltre confine,  si misura dal costante crescente interesse, grazie al quale quest’anno ha raggiunto il suo apice con  257  iscrizioni per un totale di oltre 300 attrici, considerando i gruppi. Le domande, comprensive anche di una prova registrata, costituita dalla lettura di uno dei brani previsti nel regolamento, sono state valutate con cura dalla Commissione esaminatrice che ha scelto  le 44 partecipanti per la prova di selezione e 20 riserve. 
A Palazzo Monsignani, nel cuore della città, c’è un altro cuore che pulsa dall’emozione: è quello di queste  giovani attrici che, se arriveranno in fondo a questa gara, avranno presentato al pubblico e alla Giuria tre diversi brani: uno per la selezione, uno per la semifinale e uno per la finale.
Le partecipanti  hanno la massima libertà di scelta e di svolgimento dei brani proposti: c’è chi segue la tradizione collegandosi alla commedia dell’arte o al teatro classico, chi sviluppa una drammaturgia del tutto personale, ispirata ai grandi del passato remoto o recente, chi intreccia testi diversi per comporre una prova divertente, chi privilegia racconti al femminile pieni di tensione, altre con un’attenzione sincera verso i problemi di attualità, avendo esperienza di teatro sociale. Tutte con quella particolare cura e sensibilità che solo un punto di vista femminile può sviluppare.
Gli autori più gettonati restano: Pirandello, Checov, Fassbinder, Ionesco, Dario Fo e Franca Rame, Garcia Lorca, Genet, Tremblay, Sofocle, Wilde, Benni, Kane, Shakespeare, Baricco, Brecht, Maraini, Anouilh, Ginzburg, Wesker… ma molte propongono le nuove drammaturgie, con i testi di Emma Dante, Pietro Floridia,  Roberto Cavosi; o scrittori in auge come  Marquez, Perriera, Coelho; frequenti i monologhi su ritratti femminili proposti in chiave ironica, tratti da testi di Franca Valeri, Lella Costa, Paola Cortellesi.
Le prove costituiranno un vero e proprio spettacolo davanti al pubblico e si svilupperanno in sette serate, rispettivamente:

venerdi
5 giugno 2009
> prima selezione
giovedi
11 giugno 2009
> seconda selezione
venerdi
19 giugno 2009
> terza selezione
venerdi
26 giugno 2009
> quarta selezione
venerdi
3 luglio 2009
> prima semifinale
consegna Premio LA LUCERNA D’ORO agli imolesi VIVOLI d.ssa LILIANA e SCALA M.o FRANCO
venerdi
10 luglio 2009
> seconda semifinale
venerdi
17 luglio 2009
> finale
consegna premio "IMOLA PER IL TEATRO"
a un personaggio illustre del Teatro italiano

Ogni sera il pubblico premierà la partecipante (singola o gruppo) che avrà ottenuto il maggior numero di preferenze. Inoltre una giuria di giovani attori deciderà ogni volta a chi consegnare il premio offerto dalla COOP.VA CESI.
Al lavoro una Giuria tecnica costituita da esperti (attori, registi, scrittori) e da un rappresentante del pubblico.
Per le migliori partecipanti ci sarà successivamente una tournée in diversi comuni delle province limitrofe: una bella occasione per vivere insieme un’esperienza gratificante e far conoscere a tutti le capacità e la passione espresse da queste giovani promesse del teatro italiano.
Alle protagoniste di questa bella iniziativa, un pensiero legato alle loro aspettative:
GROTOWSKY DISTINGUEVA TRA L'ATTORE CORTIGIANO E L'ATTORE SANTO; IL PRIMO E' COLUI CHE ACCUMULA SUCCESSI, IL SECONDO COLUI CHE SI SPOGLIA FINO A RAGGIUNGERE L'ESSENZA.

Una nota per il pubblico degli affezionati: il luogo abituale,  è cambiato: saremo sempre a Imola, ma  a Palazzo Monsignani Sassatelli Via Emilia, 69 - Sala Mariele - ore 21 con INGRESSO LIBERO


DIARIO DELLE SELEZIONI

Durante la cena conviviale che segue lo spettacolo, sono emersi i diversi modi di sentire e fare  teatro: in particolare chi privilegia la parola rispetto a chi costruisce, attraverso una gestualità corporea forte, il suo modo per trasmettere emozioni. La disponibilità all’ascolto e al confronto che caratterizza queste giovani attrici, ha portato alla conclusione suggerita dalle parole di Alain Antille:
“Le parole fondano e danno corpo al nostro sapere, ma sarebbero niente senza un’esperienza sentita del corpo. Il vero sapere è nutrimento e legame, arriva ai sensi, tocca il cuore e genera il gesto. Integrare la parola al gesto significa integrare il pensare con il sentire”.
Ne hanno dato prova le quattro migliori performances della prima serata di selezione, alla presenza di una graditissima ospite: la d.ssa Perla Suma Consigliera di parità alla provincia di Taranto. Un pubblico di fedelissimi - che hanno saputo rinunciare alle numerose iniziative locali svoltesi in contemporanea - hanno assegnato il PREMIO DEL PUBBLICO a PINA DI GENNARO. Opinione condivisa dalla Giuria tecnica (punti 38,12) e dalla GIURIA DEI GIOVANI. Pina - con un monologo tratto da “La partitura” di Enzo Moscato, ha interpretato un’ emozionante e intensa figura femminile,  messaggera di un racconto amaro, testimone di una città (Napoli) sopraffatta dalle dominazioni di Spagnoli e Francesi  e della sua parte più emarginata e oppressa: facce toste, femmine di vita, donne ingannate con false promesse (Ò Trianon) prima dal Vicerè Spagnolo e poi dal Luogotenente Francese; sfruttate per distrarre e stancare il nemico, pronto a conquistare la città e lentamente private di tutto e della vita stessa.
Dotata di una grande presenza scenica, l’attrice ha sviluppato il racconto utilizzando in modo geniale due stendardi rossi,  utili complementi di scena.
MICHELA COSTA ci ha coinvolto in una regia fantasiosa e divertente del brano tratto da “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni. – W. è una grande metafora della vita fin dalla nascita - sostiene l’attrice - ed  è bello pensare che ciascuna persona del pubblico potrà vedere ciò che desidera in questo testo e lasciarsi colpire da ciò che più la riguarda. Per questo la scelta registica è stata quella di lavorare con un unico oggetto, capace di diventare tante cose  e necessario per creare situazioni e atmosfere diverse.  Un bel gioco di movimenti, ha dato forza ed emozione alle parole. (punti 33,75)
Straordinaria attrice della parola, FELIPE MORETTI  ha dato voce alle donne emarginate, private di tutto, che con un estremo atto di coraggio e dignità raccontano le loro storie. Il brano è tratto da "Quando riuscivamo a morire" di  Susanna Mannelli. Miriam incontra una giovane di nome Core e si  identifica con lei, al punto di rivivere come esperienza diretta la sua storia, quella di Minte la ninfa dei fiumi, amante di Ade, re degli Inferi, sposo di Core. Racconta di come Core ha massacrato la giovane in preda ad una lucida follia, toccando il fondo della disperazione, di come le abbia insegnato la purezza. Racconta che i resti di Minte sono stati trasformati da Ade nella pianta della menta e che seguendo il profumo della sua essenza, Core - e forse anche lei Miriam - ha trovato la strada per riemergere dal fondo. L’attrice ha costruito un ottimo lavoro, con un uso sapiente della maschera per  svolgere il dialogo. Veramente brava. (punti 32,37)
Infine GIORGIA BRUSCO con un suo adattamento da “Una risata piena di finestre” di Pino Rovereto, ha espresso le riflessioni di una madre  “se fosse lei suo figlio”.  In questo brano leggiamo le sue delusioni, la sua solitudine, le sue speranze disattese e l'amarezza rimasta in fondo alla bocca per aver creduto, forse per un attimo, di poter scrivere non solo la propria vita, ma anche quella degli altri.  Dotata di grande forza drammaturgica ed espressività, ha saputo emozionare pubblico e giuria. (punti 30,25)

Lasciamo il commento della serata alle parole di una delle partecipanti:  
“Anzitutto volevo ringraziarvi della bella opportunità che ci avete offerto. E' stata un'ottima esperienza che nonostante il mio risultato deludente, mi ha portato a confrontarmi non solo con la giuria e il pubblico, fonti equamente competenti, ma soprattutto con altre ragazze che hanno idee e voglia di fare questo lavoro. E' stato molto utile per me per poter avere un motivo in più per studiare, impegnarmi e migliorare. Spero di avere di nuovo il piacere di tornare da voi, lavorando sodo e impegnandomi al cento per cento. Insomma un'occasione in più per stimolarmi e imparare a credere di più in me stessa, confrontarmi con delle sfide costruttive”.
Perché - aggiungiamo noi - a vincere in questo gioco sarà IL TEATRO.

Dalla penna garbata e competente di Loredana Borrelli, redattrice di Teatro.org, nonché componente la Giuria del concorso, nasce il diario dell’11 giugno.
La splendida e suggestiva cornice di Palazzo Monsignani ospita per la seconda serata di selezioni, le emozioni, l’intensità e la complessità dei personaggi interpretati dalle attrici in scena questa sera.
Sul palco si susseguono donne dalle mille sfaccettature, donne che interpretano altre donne, che ne comprendono l’animo, ne colgono una gestualità reale o presunta, una voce, uno sguardo, un lamento.
Donne attrici e personaggi donne, insieme in una serata d’estate per con-dividere, con un pubblico attento e competente, il proprio percorso umano e professionale.
Di tutte colpisce la determinazione, il sogno di riuscire a trasmettere quel messaggio a lungo cercato tra le righe di un testo, il desiderio di sentire un applauso vero, colmo di gratitudine, di un pubblico che ringrazia per essere stato colpito e avvolto da un senso di condivisione con la donna esile, con la forte, l’allegra, la pazza, con la donna in piedi sul palco.
Il premio giovani e il premio del pubblico di questa sera sono stati assegnati entrambi a MANUELA RORRO con il brano “A Lato” di Josè Sinisterra.
L’insolita scelta del testo proposto, interpretato dall’attrice con una giusta dose di ironia sottile e mai eccessiva, è stato apprezzato dal pubblico e dalla giuria tecnica ottenendo un punteggio di 36.25.
La performance è stata caratterizzata dal crollo della quarta parete che segna la distinzione di ruolo tra pubblico e attore, creando così una complicità tra spettatore e attrice, infine premiata.
L’attrice è riuscita a dare spessore al personaggio, a definire i contorni di una scena assente. Su un palco completamente spoglio, e attraverso i soli strumenti messi a disposizione dalle sue competenze, Manuela Rorro ha reso visibile ciò che in realtà non c’era e ha convinto noi tutti che il vero spettacolo stava andando in scena, appunto, “A Lato”.
Con “Ricette Immorali” di Manuel Vasquez Montalban, l’attrice VALERIA IANNIELLO ha ottenuto 32.87 punti risultando così tra le migliori in scena questa sera.
Personaggio coinvolgente, passionale, una donna “sull’orlo di una crisi di nervi” che trova da sé la cura alla sua sofferenza nel cibo. Nasce il personaggio di Adriana, donna emiliana che, abbandonata dal marito Meduccio per una giovane venezuelana, decide di aprire un blog in cui proporre le sue ricette che uniscono “cibo e sesso” o “cibo e amore”. Lodevole la capacità dell’attrice di creare e interpretare un personaggio fortemente tragicomico che dietro un’apparente forza esteriore, lascia trasparire le fragilità proprie di ognuna di noi.
Tra le migliori di questa sera, per concludere, due attrici che hanno scelto di portare sulla scena personaggi appartenenti alle proprie radici, in nome di un’identità collettiva sempre più facilmente dimenticata e frastagliata.
SERENA DI GREGORIO (31.25) con il suo “monologo di Zia Lucia” tratto dallo spettacolo “Mpalermu” di Emma Dante, ha dato prova di grande competenza attoriale e scenica.
Il personaggio di zia Lucia ha colpito fin dall’inizio per la sua “verità” e per la profondità nell’interpretazione del testo. Personaggio dall’ infinita umanità, zia Lucia si mostra in tutta la sua fierezza e umiltà, è un figura drammatica di una Sicilia ermetica e Serena Di Gregorio è riuscita a farcela conoscere in tutta la sua complessità.
OLIMPIA ALVINO (30.37). - L’incedere di una donna napoletana racchiude in sé un intero mondo fatto di canzoni, ricordi, sussulti, lacrime di dolore e di gioia - con questo “tragico incedere” Olimpia Alvino ha portato in scena “La strage degli innocenti” tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo.
L’attrice ha scelto di utilizzare una lingua antica, il dialetto napoletano del ‘500, per dare voce al dolore infinito di una madre impazzita per la perdita del proprio figlio.
Il testo ha avuto un ritmo sostenuto e intenso, un crescendo di sensazioni contrastanti che sono riuscite a rendere la poliedricità emotiva del personaggio.
Pur non rientrando tra le prime quattro della serata, vorrei citare CLAUDIA FRANCESCHETTI che con “Io nell’umanità” di Antonin Artaud ha dato prova di grande capacità tecnica e di un perfetto uso e controllo scenico del corpo, primo e indispensabile strumento di ogni attore di qualità.

19 giugno 2009 Terza serata di selezione.
Nonostante la giovane età, le attrici di questa sera hanno sviluppato proposte coraggiose e impegnative, interpretando figure femminili d’altri tempi, capaci di sostenere con dignità e orgoglio le prove più difficili e il dolore più disumano. Madri disperate e tuttavia capaci di riscatto; donne che si ribellano ad una condizione secolare di subalternità; ma anche femmine astute, esempi irraggiungibili di simulazione.
ROBERTA MISTICONE ottiene il miglior punteggio della serata con una vibrante e intensa Bernardina. L’attrice ha costruito una regia brillante e intelligente nel alternare il canto al racconto della rivolta popolare ad opera del suo amato Masaniello, avvenuta il 7 luglio 1647. Un omaggio a Napoli e alla libertà, svolto con grazia e grande energia. (voto medio 34)
“Il teatro è una disperazione: fa solo male” - sostengono le due sorelle protagoniste della pièce teatrale di Alberto Bassetti, in un piacevole confronto tragicomico fra chi delle due ha avuto più fortuna e più attenzioni dai loro genitori. “Allora che si fa: andiamo?” - propone la sorella minore. “No, restiamo” - ribadisce l’altra, in questa attesa alla stregua di un Godot di cui si può solo auspicare l’arrivo. Brave, spontanee, dotate di buon ritmo e ottima presenza scenica, DESIRE’E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI hanno ottenuto 28.28 punti dalla Giuria tecnica.
A pari merito l’adattamento di VALENTINA CAPONE da un brano di Claudio Sergio Perroni: “Non muore nessuno”. Valentina nei panni di Fabienne J., storica dell’arte e fidanzata di Fex, ricostruisce la strana figura di questo signore misteriosamente scomparso, attraverso le loro ripetute visite alla chiesa romanica di Sant’Andrea della Valle. Capace di dominare la scena, dotata di grande espressività, rende benissimo la descrizione del luogo e del personaggio.
Pubblico e Giuria dei Giovani hanno invece premiato il dialogo struggente interpretato da LILIANA LAERA E GIORGIA FURBETTA, rispettivamente Ofelia e Gertrud, condannate entrambe ad una sorte crudele: la prima perché ospite del famigerato centro in Tiergartenstrasse 4 a Berlino, dove si eliminavano i disabili mentali; la seconda per non aver rispettato il proprio ruolo di infermiera. Le attrici hanno dato risalto all’umanità e alla poesia che traspare da questo testo stupendo di Pietro Floridia: anche d’estate per non dimenticare.
Al di là dei risultati, riconosciamo a tutte le partecipanti una modalità di approccio a questa prova di tutto rispetto: una capacità tecnica ma anche un percorso personale al di fuori della preparazione teatrale; uno studio approfondito sul personaggio da interpretare, suggerendo spesso forme nuove per testi noti.
Il fatto di poter assistere alle prove delle concorrenti insieme al pubblico, offre loro una grande occasione di confronto e di stimolo: pensieri che affollano la loro mente, mentre il silenzio torna sulla platea vuota.

26/6/09 ultima selezione – a cura di Loredana Borrelli
Il teatro non è solo interpretazione di un testo scelto tra altri mille per intuito, bellezza o notorietà, il teatro è un dono, condivisione di un’emozione e coinvolgimento dello spettatore in una realtà “altra”.
Questa sera, ultima serata di selezioni, abbiamo avuto la possibilità di fare nostre le parole, i gesti, i testi e di conoscere nel profondo alcuni dei personaggi che le attrici hanno portato in scena.
TERRY PATERNOSTER (“La favola di Amore e Psiche”; Premio giuria dei giovani; punti 34/70)
La messa in scena del mito non è una scelta facile né immediata, la poliedricità dei personaggi unitamente al linguaggio utilizzato, fanno sì che spesso questo genere non trovi sufficiente spazio nelle interpretazioni teatrali. Terry Paternoster è riuscita, con la sua interpretazione, a dare vita a un vero spettacolo che ha preso forma gradualmente sul palco e nello spazio immaginativo del pubblico. Tutti i personaggi sono stati interpretati con una netta differenziazione caratteriale, grazie a un eccellente utilizzo della voce e della corporeità. I continui passaggi dal tono drammatico al sarcastico, all’ilare, hanno creato un ritmo vivace, ben tenuto per l’intera durata del monologo.
Ottima anche la scelta degli elementi scenografici e musicali. L’essenzialità a teatro, spesso, premia.
LAURA POZONE (“La signora delle lettere”; Premio del pubblico; punti 32/40)
Una donna impaurita, sola, chiusa in un mondo di monotonia e regolarità; “La signora delle lettere” personaggio complesso e banale al tempo stesso, potrebbe essere definita a giusto titolo “la signora dei sospetti” . Laura Pozone ha scelto di confrontarsi con questo personaggio di Alan Bennet, di difficile connotazione e definizione, è riuscita tuttavia a interpretare la “superficiale e parolaia” Irene con grande efficacia scenica ed emozionale, vincendo la sua sfida.
Dietro l’apparenza di donna rigida, il pubblico ha colto la reale disperazione “umana” del personaggio che per alcuni minuti è stato “persona”.
ELISA PORCIATTI (“La Parrucca”; punti 28)
Arriva sul palco questa donna/personaggio disordinata e scoordinata, i capelli fuori posto, lo sguardo smarrito, arriva questa donna e riempie la scena. Dote rara.
“Merito del personaggio o dell’attrice? “ Vien da chiedersi. Merito dell’attrice, credo, dote naturale che su certi personaggi ha l’effetto di renderli vicini, reali, sinceramente umani e vivi al punto che non sai dove finisce la donna e inizia l’attrice.
Elisa con la sua “Parrucca”, mi ha trasmesso questo senso di realtà intenso e coinvolgente, che a teatro è quasi sempre frutto di una profonda sintonizzazione col personaggio.
Questa sera si sono susseguite sul palco diverse attrice talentuose e capaci: a loro sono andati i giusti riconoscimenti e applausi, ma abbiamo anche visto “attrici in corso” che forse avrebbero dovuto fare ancora qualche passo prima di arrivare in scena; a loro va l’incentivo a continuare a formarsi.
Il palcoscenico, si sa, è un non luogo aperto a tutti, eppure bisogna averne rispetto, tutti possono cimentarsi nel raccontare qualcosa a un pubblico attento o meno che sia, ma non tutti possono scegliere il palcoscenico o in generale il teatro come mezzo per farlo.

A conclusione delle selezioni presentiamo la graduatoria delle 18 partecipanti ammesse alla semifinale e i rispettivi brani presentati durante questa prima eliminatoria. Ora la classifica si azzera e si comincia un nuovo capitolo

graduatoria selezioni

brano 

autore 

VOTO GIURIA

ESITO per semifinali

PINA DI GENNARO

Da "La partitura": Rondò

Enzo Moscato

38.12

ammessa 

MANUELA RORRO

A Lato

Josè Sinisterra

36.25

ammessa 

TERRY PATERNOSTER

La favola di Amore e Psiche

Apuleio (traduz. Di Matteo Maria Boiardo)

34.70

ammessa 

ROBERTA MISTICONE

Bernardina racconta Masaniello

l'Attrice

34.00

ammessa - rinuncia

MICHELA COSTA

La misteriosa scomparsa di W

Stefano Benni

33.75

ammessa 

VALERIA IANNIELLO

Ricette immorali

Manuel Vazquez Montalban

32.87

ammessa 

LAURA POZONE

La signora delle lettere

Alan Bennett

32.40

ammessa 

FELIPE MORETTI

Da "Quando riuscivamo a morire": monologo Core

Susanna Mannelli

32.37

ammessa 

SERENA DI GREGORIO

Dallo spettacolo "Mpalermu": monologo di Zia Lucia

Emma Dante

31.25

ammessa 

OLIMPIA ALVINO

Da "Mistero buffo": la strage degli innocenti

Dario Fo

30.37

ammessa 

GIORGIA BRUSCO

Da "Una risata piena di finestre":              Se fossi mio figlio

Pino Roveredo - adattamento dell'Attrice

30.25

ammessa 

TANIA BENVENUTI e LIVIA SACCUCCI 

La signorina Papillon

Stefano Benni

28.62

ammessa 

DESIRE'E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI

Le due sorelle - parte I°

Alberto Bassetti

28.28

ammessa 

VALENTINA CAPONE

Da "Non muore nessuno" monologo di Fabienne J. 

Claudio Sergio Perroni - adattamento dell'Attrice

28.28

ammessa 

ELISA PORCIATTI

La parrucca

Natalia Ginzburg

28.00

ammessa 

LAURA GRAZIOSI

Dal teatro veneziano: "Donna di spirito - donna di vapore"

Paolo Puppa

27.70

ammessa 

ALESSANDRA BARBAGALLO e MARZIA LONGO

La strana coppia (versione al femminile)

Neil Simon

26.25

ammessa 

ALESSANDRA CHIELI

Febbre

Sarah Kane

26.10

ammessa - rinuncia

CLAUDIA FRANCESCHETTI

Io nell'umanità

Antonin Artaud

23.25

esclusa - riammessa in seguito a rinuncia

IDA ALESSANDRA VINELLA

Dal Simposio: "Elogio di Socrate"

Platone

23.11

esclusa - riammessa in seguito a rinuncia


DIARIO DELLE SEMIFINALI

venerdi 3 luglio 2009
DA SN: Felipe Moretti – Serena Di Gregorio

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La tensione irrompe prepotentemente fra le 9 finaliste di questa serata. Non basta il clima famigliare, il fatto che molte di loro abbiano già costruito un’amicizia durante la prova di selezione: ora la competizione è fondamentale, perché tutte vorrebbero entrare in finale, avendo l’occasione di essere valutate da Roberto Herlitkza che sarà presidente di giuria e di fare successivamente la tournée in alcuni comuni delle province limitrofe. Questo passaggio intermedio è un criterio insolito nei concorsi teatrali, dove si passa direttamente alla finale attraverso una sola prova di selezione, ma rappresenta invece un parametro significativo di appartenenza o meno ad una vocazione teatrale irta di difficoltà e duro lavoro. Chi riesce, attraverso questa prova, ad entrare in finale, dimostra di essere una vera attrice. Lo sono sicuramente le titolari dei cinque punteggi più alti che appartengono rispettivamente a:
FELIPE MORETTI (punti 36,20) nel ruolo di Elisabetta che interpreta il bene e il male per intrattenere il signor Limone: uno dei testi più significativi di Wilcock. Straordinaria interprete, è riuscita a costruire un pezzo di teatro con il semplice uso della tamorra per gestire la dinamica del brano, diversificando i due personaggi. Divertente, brillante dinamica: applausi condivisi da pubblico e giuria.
OLIMPIA ALVINO (punti 35) è Caterina, la bisbetica domata di Shakespeare. Domata dall’amore appunto; e Caterina balla, come mai prima d’ora, perché si sente libera e felice. Lei è il simbolo dell’anima inquieta, soggiogata ma non per questo vinta dalle regole del mondo. Olimpia riesce a trasmettere il fascino di questo personaggio dalle mille sfaccettature, pur nel breve monologo proposto con grazia, espressività e una splendida voce ben impostata.
SERENA DE GREGORIO (punti 34,20). Dotata di grande presenza scenica, ha evocato dal dramma epistolare “Danlenuar” il racconto di Genoveffa al suo amato Antonio sul grande avvenimento: il festival di Sanremo, visto da chi vive nelle miniere del Belgio nel ’56. L’attrice è co-autrice del testo insieme a Giacomo Guarnirei. “E’ nel buio che tutto si illumina” e Serena ha illuminato il cuore e la mente di tutti noi che l’abbiamo ascoltata in un religioso silenzio.
VALERIA IANNIELLO (punti 32,10) ha proposto un impegnativa riscrittura di Oreste a cura di Claudio Bergamini. In questo brano l’attrice interpreta una Elettra consumata, contemporanea e antica nello stesso tempo, simbolo delle emozioni estreme, di cui spesso le donne sono portavoce. La struttura musicale accentua il passaggio dalla nostalgia al dolore, alla rabbia. Ottimo lavoro.
Infine PINA DI GENNARO (punti 30,40) è stata, come per la selezione, doppiamente premiata da pubblico e giuria dei giovani, con una lettura originale e divertente di un racconto che si trasforma lentamente  in orrore e dove l’amore è uno strumento di violenza e brutalità. Si tratta di “La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof. L’attrice ha dato visibilità al racconto con una scenografia semplice ma efficace, con grande padronanza dello spazio e un crescendo di emozioni.  
“La scena teatrale – sostiene Dacia Maraini – è l’ultima piazza rimasta, dove incontrarsi, confrontarsi, riflettere sul nostro essere cittadini, unico foro in cui si possono gettare le basi per una coscienza civile e culturale”. Le attrici di questa sera con le loro proposte coraggiose e impegnative, hanno certamente offerto un teatro vivo, capace di scatenare emozione, ma anche spunti alla riflessione e alla conoscenza.

SECONDA SEMIFINALE DEL 10 LUGLIO 2009
Lasciamo a Loredana Borrelli il compito di commentare questa bella serata
Si sono concluse ieri le semifinali delle attrici che hanno partecipato all’edizione di quest’anno. Giunti a questo punto del concorso, abbiamo avuto la possibilità di conoscere le attrici - protagoniste in ruoli, vesti, gesti e contesti differenti e apprezzarne o meno l’impegno, la professionalità e l’interpretazione.
Quello che maggiormente è emerso dalle diverse serate di selezione, è il desiderio di comunicare un messaggio, un’emozione, molte volte questo tentativo è andato a buon fine suscitando applausi sentiti, riconoscenti, altre è scattato in noi un “non ci credo”, una resa innanzi ad un’assenza di credibilità del ruolo.
Credo che in teatro sia fondamentale la personalizzazione, la scelta di un personaggio cui possiamo avvicinarci per comprenderne i reali stati interiori, trovare una chiave di lettura e diventare così, credibili.
I disaccordi relativi ai punteggi della selezione precedente hanno lasciato spazio questa sera ad un confronto costruttivo che ha portato a giudizi e valutazioni unanimi da parte della giuria tecnica, del pubblico e della giuria dei giovani.
LAURA POZONE (“Monologo della puttana in manicomio” Franca Rame; premio della giuria dei giovani, del pubblico; punti 40.55). L’interpretazione dell’attrice ha immediatamente coinvolto il pubblico in un marasma di emozioni, rabbia, commozione, comprensione, un flusso continuo dal palco alla platea. Laura Pozone è riuscita a trasformare l’intero teatro in un manicomio dove ognuno di noi è stato, anche per poco, la dottoressa con cui interloquiva.
Attraverso un buon uso delle tonalità vocali, ma soprattutto con la sua personalità irruente e forte, ha dato il giusto ritmo interpretativo ad un testo attuale e coinvolgente.
TERRY PATERNOSTER (“Marta Russo” Aldo Nove; punti 35.11).La scelta di un testo e di un personaggio completamente diversi rispetto alla precedente selezione, ha dato all’attrice la possibilità di mostrarsi in una veste differente e di far conoscere la sua versatilità e competenza.
Un viaggio nella memoria attraverso ritagli di giornali e parole mai dette, un ricordo lontano che grazie a questa messa in scena torna a vivere e a prendere una forma, quella dell’atto di denuncia.
Terry Paternoster è riuscita dar voce a una donna quasi dimenticata attraverso un testo semplice che, soprattutto nella parte finale, è stato carico di emozioni.
DESIREE GIORGETTI e CHIARA CLAUDI (“Le due sorelle-parte seconda”A.Bassetti; punti 32.44). Le due attrici sono riuscite a interpretare le “due sorelle”con un’ottima suddivisione dei ruoli e definizione caratteriale dei personaggi. I diversi momenti dialogati hanno avuto un loro dispiegarsi naturale e coinvolgente, grazie anche a un’attenta scelta dei movimenti e dei gesti.
Questi elementi hanno conferito alla recitazione un ritmo sostenuto e vario.

Questa la graduatoria delle semifinali

Partecipanti

brano

autore

VOTO GIURIA

esito per la finale

LAURA POZONE

Monologo della puttana in manicomio

Franca Rame

40.55

ammessa

FELIPE MORETTI

Da "Elisabetta e Limone": lotta tra il bene e il male

Rodolfo Wilcock

36.20

ammessa

TERRY PATERNOSTER

Marta Russo

Aldo Nove

35.11

ammessa

OLIMPIA ALVINO

La bisbetica domata

William Shakespeare

35.00

ammessa

SERENA DI GREGORIO

Dal dramma epistolare  "Danlenuar": Genoveffa

L'Attrice e Giacomo Guarneri

34.20

ammessa

DESIRE'E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI

Le due sorelle - parte II°

Alberto Bassetti

32.44

ammessa

VALERIA IANNIELLO

Oreste

riscrittura di Claudio Borgianni

32.10

ammessa

PINA DI GENNARO

La chiave dell'ascensore

Agota Kristof

30.40

ammessa

ELISA PORCIATTI

Liquidi

Lucia Poli

28.88

esclusa

CLAUDIA FRANCESCHETTI

Descrizione di uno stato fisico

Antonin Artaud

26.77

esclusa

MANUELA RORRO

Da "Le troiane": monologo di Cassandra

Euripide

25.80

esclusa

LAURA GRAZIOSI

Se tu avessi parlato Desdemona

Christine Bruckner

24.66

esclusa

GIORGIA BRUSCO

Quando passano i treni

Alberto Carli

24.20

esclusa

ALESSANDRA BARBAGALLO e MARZIA LONGO

La sirenetta

Marguerite Yourcenar

22.11

esclusa

MICHELA COSTA

Dietro front

Daniela Morelli

22.00

esclusa

IDA VINELLA

Da "Don Giovanni": donna Elvira

Molière

19.33

esclusa

TANIA BENVENUTI e LIVIA SACCUCCI

Maria Stuarda

Friedrich Schiller

19.30

esclusa

VALENTINA CAPONE

Da "Madame De Sade": monologhi di Renée

Yukio Mishima - adattamento dell'Attrice

19.11

esclusa

Le nove finaliste daranno il meglio di sé, perché provare il concorso di Imola rappresenta una prova significativa, un’esperienza con cui misurarsi. Entrare in finale, vuol dire proporsi a qualcuno che nel teatro è una figura di riferimento, un’occasione per avere da una fonte autorevole un giudizio sulla propria  performance.
A conclusione un caldo invito:

L’Associazione Culturale “I Portici” è lieta di invitarLa
alla consegna del “PREMIO IMOLA PER IL TEATRO 2009”
 a
ROBERTO HERLITZKA
che avrà luogo il 17 luglio 2009 alle ore 21
a Palazzo Monsignani - Sala Mariele  - Via Emilia 69 - IMOLA
in occasione della finale del CONCORSO TEATRALE FEMMINILE
“ LA PAROLA E IL GESTO - PREMIO FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”


Il virus del teatro ha colpito ancora venerdì 17 luglio nella Sala Mariele di Palazzo Monsignani, contagiando pubblico e giuria. Responsabili nove splendide attrici finaliste al Concorso teatrale Femminile LA PAROLA E IL GESTO – PREMIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA. Complice un personaggio illustre del teatro italiano, Roberto Herlitzka che per l’occasione ha ricevuto dal Comune di Imola il PREMIO IMOLA PER IL TEATRO 2009 - quale novello Nicandro, al quale dedicare la seguente motivazione:
“Eurizio mio carissimo,
godi ancora le dolcezze della musica? Porta la cetra e il flauto, dobbiamo festeggiare: stasera a teatro recitava Nicandro. Mille volti, mille gesti, poi la sinfonia delle parole: garrule, tremule, gioiose, forti, poi ardite e meste. Vorrei che tu l’avessi visto! Le frasi prendevano corpo, i gesti erano danza; e il dito di una Divinità scriveva sull’anima la trama.”
Con questo premio, ricordano le autorità presenti - Valter Galavotti per il Comune di Imola e Felice Ginnasi per la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola - si vuole rendere omaggio ad un Maestro della parola:  raffinata, sapiente, elegante, cordiale, che attraverso la magia della sua voce, dà forza ai sentimenti, abbandono alle emozioni,  esaltazione al gesto.  Tutti gli appassionati di teatro lo ricordano a Imola protagonista nel 2004 di “Lasciami andare o madre”  di Helga Schneider . Il premio di Imola è l’ultimo di una serie prestigiosa per il nostro ospite: nel 2004 il premio Gassman come miglior attore nel dramma della Schneider ; sempre nel 2004 il David di Donatello e nel 2008  l’Horcynus Orca con il film di Bellocchio “Buon giorno notte”.
Gli attori si dividono in due categorie – replica Valerio Berardi organizzatore della manifestazione: quelli che fanno veramente teatro e quelli che ci provano. Roberto Herlitzka può dare lezioni di teatro e di vita a tutti noi. 
Attore completo, spazia dal teatro al cinema alla tv. Ma il personaggio che ama di più è l’Amleto, o meglio l’ex-Amleto, come lui lo interpreta da oltre 10 anni, in quanto – sostiene – “non ho più l’età. Amleto non è un personaggio, ma una persona che la si può immaginare in qualunque occasione, anche al di fuori della sua storia, perché la sua storia gli è capitata: tutti gli attori dovrebbero interpretare l’Amleto”.
Alla domanda “La sua impressione sul concorso” – l’ospite risponde:
“Il livello è veramente alto e questo è già molto, perché vuol dire che c’è un rigore da parte vostra e della vostra formazione e ciò è molto consolante. Normalmente quando si sentono i personaggi delle fiction non si capisce mai bene quello che dicono, perché si mangiano le parole per essere naturali. Non sempre ho notato  una totale aderenza tecnica: questa si impara bene più avanti, con l’esperienza,  perché è una capacità di usare sè stessi come strumento, in modo che assomigli alla vita. In compenso c’è un messaggio emozionale sempre completo, una partecipazione e una fantasia che voi usate in modo generoso ed è la cosa più importante, perché senza quella non si arriva a nulla.
Com’è cambiato il percorso formativo dell’attore oggi, rispetto al suo percorso con Orazio Costa? Lei in un’intervista ha dichiarato che il difetto dei giovani attori è nei loro maestri.
Esistono ancora dei veri maestri?
Ci sono dei grandi registi che sicuramente insegnano bene ai loro attori. Non so bene quale sia il livello delle scuole oggi. Per arrivare ad essere naturali, bisogna fare un percorso molto più lungo e difficile. I maestri in questo sono fondamentali, perché ti sanno dire quello che devi ma soprattutto quello che non devi fare.
Lei che ha recitato in diversi ruoli sia a teatro che al cinema, qual è la differenza fra recitare a teatro e al cinema?
A teatro bisogna dare un’immagine della realtà, la metafora della vita. Al cinema invece bisogna dare l’illusione che la vita sia immediata. Questo fa sì che a teatro bisogna recitare degli autori che abbiano già dato della vita un’interpretazione attraverso il loro modo di scrivere. Non esiste un classico che non abbia un suo modo di restituire la realtà. Nel cinema invece la parola ha un’importanza molto più relativa, perché si esprime soprattutto con le immagini.
Lei ha fatto anche una traduzione del “De Rerum natura” presentata a S. Martino di Bologna di recente e in quell’occasione si è creato un piccolo dibattito sull’attore come traduttore; cosa significa per lei?
Non c’entra niente l’attore con il traduttore. Per esempio io ho messo a confronto varie traduzioni di Shakespeare  per capire quale fosse la più consona al testo originale.
Sulle caratteristiche dell’attore, lei ha detto che l’umiltà è fondamentale, in che senso?
L’umiltà è il contrario della modestia. La modestia è un atteggiamento, l’umiltà è un sentimento. Un attore non deve essere modesto, perché questo lo porta ad accontentarsi, a non fare certi percorsi. Invece l’umiltà è un modo in cui un attore affronta il proprio lavoro sapendo che, proprio perché è un’arte, è difficile e richiede un tipo di devozione totale che è  per forza umiltà, in quanto è coscienza di quello che si affronta. Però ci sono delle belle eccezioni: per esempio Carmelo Bene si presentava come un semidio e questo faceva parte della sua recitazione.
Più parola o più gesto?
Il gesto vale quanto la parola. Se un attore si sa muovere spontaneamente, se possiede una sua agilità e bellezza, allora il movimento è importante.
Quanto i personaggi che un attore interpreta cambiano la sua vita?
Secondo me per niente, perché i personaggi sono già tutti dentro ad un attore. Fare un personaggio significa andare a cercare dentro di sè quelle qualità o difetti che tutti abbiamo dentro, altrimenti non sarebbe possibile interpretarlo, renderlo credibile. In sostanza sono caratteristiche che potenzialmente io già possiedo, ma non come dice Stanislasky che pretende di continuare ad essere il personaggio anche fuori scena: si tratta di una immedesimazione fantastica, sentimentale, però solo mentale.
Noi in questo concorso siamo anche registe di noi stesse. Quanto l’attore può essere anche regista?
Questa domanda mi permette di dirvi che ho notato che i vostri monologhi erano sostenuti da una bella invettiva. Se c’è un regista che ha veramente delle idee, vale la pena seguirle nel modo più fedele possibile. Se invece è l’attore a proporle, se si può, si devono anche imporre. In genere però se si fa l’attore, non si fa il regista.

Alla trepidazione per la prova, si aggiunge l’emozione per essere valutate da un Presidente di Giuria così importante nel teatro italiano. Ma le ragazze ci tenevano troppo ad arrivare a questo traguardo e tutte meritano il nostro plauso: in queste sette serate di spettacolo il pubblico ha confrontato la tradizione con l’innovazione, il teatro sperimentale e il teatro civile. Le giovani attrici hanno dimostrato un modo di vivere il teatro tipicamente femminile, a conferma che questo è un mestiere indefinibile, perché riguarda l’essere umano che si fa strumento del suo lavoro. Per questo il pubblico ha recepito la sensibilità e la passione trasmessa da queste ragazze e se ne è innamorato, tifando per l’una o per l’altra.  Qui ogni attrice si è mostrata per la sua capacità scenica, non essendo aiutata da strumenti esterni alla sua voce e ai suoi gesti.

In omaggio al Grande Teatro, tre Grandi Attrici:

LAURA POZONE  - All’unanimità le è stato conferito il PRIMO PREMIO – il PREMIO DEL PUBBLICO – e il PREMIO GIURIA DEI GIOVANI con l’interpretazione di un monologo tratto dal romanzo “Lasciami andare madre”  di Helga Schneider dal titolo: A Birkenau leggevo Kant  - adattamento dell’attrice - con la seguente motivazione:
Intensità severa, efficacia nel cambio di tono e nella evocazione della tragedia

TERRY PATERNOSTER  - SECONDO PREMIO con un monologo tratto da “Nel nome del Padre” di cui è anche autrice:
testo coinvolgente, buono il cambio di registro fra la parte narrativa e quella più tragica.

PINA DI GENNARO - TERZO PREMIO  con un brano tratto da “Notturno di donna con ospiti”  di Annibale Ruccello per :
la notevole presenza scenica, intensità tragica  e gestualità forte

Lasciamo all’autorevole commento di Loredana Borrelli – redattrice di teatro.org il compito di giudicare le tre vincitrici. 

Le attrici finaliste, emozionate e tese, sono riuscite a regalarci le ultime sensazioni con l’intensità e la passione di sempre.

LAURA POZONE - Le sue donne tristi, poliedriche, portatrici di sentimenti celati e ricordi impronunciabili, sono state apprezzate dall’intera platea. Un elemento determinante ai fini della vittoria, è stata la notevole capacità versatile dell’attrice nel passare da un ruolo all’altro, senza perdere di vista la specificità di ogni personaggio e il suo mondo interiore. Il testo scelto per l’ultima serata è stato premiato anche per l’elevato valore dell’evento storico cui si collega. Laura è riuscita a comunicare con semplicità e chiarezza sentimenti e ricordi attraverso una profonda ri-evocazione grazie a un sapiente uso del mezzo espressivo e della plasticità corporea.
TERRY PATERNOSTER - Il secondo posto è stato conquistato da un raro esempio di teatro civile di notevole intensità scenica e commozione. L’attrice è riuscita a dar vita a un personaggio/persona “dimenticato” e per questo portavoce di un’intera fetta di umanità sempre più silenziosa e lontana nella memoria collettiva.
L’attrice ha scritto e interpretato il testo, dando prova di elevata sensibilità artistica, evidente nella scelta delle parole e del ritmo conferito al testo. Terry Paternoster è riuscita a entrare in forte empatia col personaggio, ed è per questo riuscita a rivelare al pubblico la sua storia e il suo desiderio di essere ricordato, ripensato, riascoltato.
PINA DI GENNARO - La forte presenza scenica e la duttilità espressiva dell’attrice sono bastate a dare corpo e vita alle più recondite emozioni dell’animo umano. La notevole fisicità, la capacità di trasfigurazione del testo nel corpo e l’utilizzo di oggetti simbolo, sono solo alcuni degli elementi che hanno conferito al monologo una profonda umanità e verità.
Attraverso l’uso di un napoletano “pulito”, di una lingua che da sola basta a creare scenografie evocative di sensazioni, Pina Di Gennaro ha portato sulla scena non uno ma tanti personaggi con le loro vite e realtà, emozionandosi ed emozionando.

Tante donne si sono susseguite sul palco di questa edizione, molte le abbiamo conosciute, alcune le abbiamo amate, altre hanno lasciato solo una scia e la curiosità di scoprire cosa avrebbero potuto dire ancora…tutte indistintamente si sono mostrate nella loro essenza, si sono mostrate al pubblico e a se stesse con entusiasmo, speranza, passione.
Il teatro è un luogo di riconoscimenti e credo che alla fine di questo concorso ognuno ha portato con sé un frammento di un’emozione più grande, un volto, una parola, un gesto…..

Poiché il giudizio si esprime attraverso un voto tecnico e uno emozionale, a conferma dell’alto livello di tutte le finaliste, riportiamo di seguito il voto medio di ciascuna e il brano presentato

FINALE DEL 17 LUGLIO 09

brano

autore

voto giuria

LAURA POZONE

Lasciami andare madre

Helga Schneider

39.33

TERRY PATERNOSTER

Nel nome del Padre

l'Attrice

39.11

PINA DI GENNARO

Notturno di donna con ospiti

Annibale Ruccello

37.44

SERENA DI GREGORIO

Monologo dal dramma epistolare  "Danlenuar "

Giacomo Guarneri

37.00

FELIPE MORETTI

Da "Candido": storia di Cunegonda

Voltaire

35.22

OLIMPIA ALVINO

Gaia terra di mezzo

Stefania Ventura

34.00

DESIRE'E GIORGETTI e CHIARA CLAUDI

Le due sorelle - parte III°

Alberto Bassetti

33.78

VALERIA IANNIELLO

Diatriba d'amore contro un uomo seduto

Gabriel Garcia Marquez

32.67

Un doveroso ringraziamento anzitutto al pubblico che ha sopportato la calura estiva all’interno di Sala Mariele; alla Giuria tecnica che ha svolto con serietà e professionalità un compito arduo e difficile, alla Giuria dei Giovani per l’entusiasmo, il coinvolgimento personale e la passione svolta nel seguire le attrici loro coetanee per sette serate; e alle abili conduttrici durante la serata finale della breve conversazione con il nostro Ospite illustre: Loredana Borrelli redattrice di teatro.org. e componente la Giuria tecnica e Lucia Baroncini  per la Giuria dei giovani.
Per quanto il teatro da anni attraversi momenti difficili, è assolutamente necessario promuovere con tutti i mezzi possibili iniziative come questa: per questo la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA, IL COMUNE DI IMOLA e LA COOP.VA C.E.S.I. continuano a sostenerci.

immagine
L'attore Roberto Herlitzka durante la conversazione con Lucia Baroncini (sx) e Loredana Borrelli (dx)

testo
Le finaliste del concorso 2009




 
 

 

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