edizioni precedenti  
 
Hanno detto di noi


CONCORSO 2008
C’è un sentimento di attesa diffuso ad Imola fra gli appassionati di teatro, che affiora puntualmente ogni anno con l’arrivo della primavera. La gente ci ferma per strada e ci chiede come procedono le iscrizioni al Concorso teatrale femminile LA PAROLA E IL GESTO, chi sarà l’ospite della finale, a chi andrà il riconoscimento della Lucerna d’oro e poi se ci sono novità….

Gli organizzatori che, come tutti i teatranti sono scaramantici, cercano gentilmente di evadere la risposta. Ora però che la macchina organizzativa è pronta per far decollare la tredicesima edizione, possono affermare che i risultati delle iscrizioni consentono di essere più che ottimisti. Il forte richiamo del concorso imolese alimenta da solo una sorta di pre-selezione automatica: chi ha dubbi sulla propria propensione al mestiere di attrice, non osa iscriversi; al contrario giovani attrici promettenti, con una formazione ad alto livello ottenuta in Italia o all’estero, desiderano misurarsi in questa prova, apprezzata per l’impegno richiesto e la serietà della gestione. In più l’idea di poter realizzare un’esperienza lavorativa, grazie alla tournée successiva, rende il gioco ancora più interessante. E poi c’è sempre una gratificazione possibile a livello personale: un premio del pubblico che ormai smaliziato e coinvolto in questa scommessa estiva, esprime la propria preferenza fra le partecipanti di ogni serata. A questo si aggiunge il premio della Giuria dei Giovani offerto dalla Coop.va C.E.S.I.: si tratta di ragazzi e ragazze un po’ attori e frequentatori abituali del teatro, che dimostrano una capacità di valutazione degna degli esperti che compongono la Giuria tecnica, appositamente costituita. Fra l’altro ai componenti la Giuria che hanno gentilmente confermato la loro presenza anche per questa edizione, si aggiungerà per alcune serate, l’attrice Elena Bucci.

Il Comune di Imola, confermando la fiducia concessa fino ad ora, offre la propria collaborazione e il patrocinio di questo angolo incantato che è Palazzo Tozzoni. La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che dà il nome al premio, ha confermato la sua attenzione per tutto ciò che fa cultura, con una sensibilità particolare per questa iniziativa che da’ spazio a giovani donne capaci di arricchire sé stesse e gli altri con la propria differenza.

Ogni partecipante (singola o gruppo) avrà pronti tre brani (uno per la selezione, uno per la semifinale e uno per la finale). Le scelte sono orientate verso tutte le forme di teatro: si propongono temi e figure classiche con Euripide e Sofocle, oppure di emergente attualità, attraverso autori contemporanei come Pinter,  Berkoff, Copì, Baricco, Kane, Koltès, Benni. Accanto a Shakespeare, il cui approccio interpretativo è già di per sé una sfida, convive un teatro d’avanguardia e di sperimentazione (Shepard, Ibsen, Bergman). Raccontano di donne straordinarie come Etty Hillesum o figure femminili che si infrangono contro la realtà rappresentate da drammaturghi come Williams, Brecht, Pinter o Wilde. Sostengono un teatro civile che sottintende la denuncia di problemi reali della nostra quotidianità (Fo e Rame, Dacia Maraini). Cercano di sbizzarrirsi nell’interpretazione di Ionesco, Cechov, Goldoni, Cocteau, Tremblay. Di forte richiamo autori in dialetto napoletano (A. Ruccello, De Filippo, De Simone). Alcune coraggiose, innamorate della poesia si presentano con Sylvia Plath, Alessandro Manzoni, Edgar Lee Masters. Altre svolgono delle vere e proprie contaminazioni di teatro antico col moderno, o si cimentano in ruoli maschili come Lorenzaccio di Musset, senza trascurare le più creative, che trovano in questo concorso la possibilità di proporre testi propri o liberi adattamenti, per il puro piacere di costruirli. Non manca la commedia dell’arte e una piacevole novità nei testi del regista e sceneggiatore toscano Ugo Chiti. Sarà una vetrina di giovani attrici che useranno tutte le armi e le malizie di cui sono capaci per ottenere un buon risultato. Sarà curioso e interessante osservare la loro regia, costruita tenendo conto che possono disporre di oggetti semplici e al massimo di una base musicale, su un palcoscenico privo di quinte, fondali, amplificazioni.

Il monte premi totale è di 7000 euro, oltre ai premi artistici, ossia le tre chiavi in argento lavorate a mano, fonte di buoni auspici per la futura carriera delle vincitrici.

Un invito ad appassionati e non, a curiosare all’interno di Palazzo Tozzoni – Via Garibaldi 18 – Imola, ogni venerdì sera dal 6 giugno al 18 luglio 2008, anche in caso di maltempo, dalle ore 21,15: noi siamo certi che ne vale la pena, perché forse troverete una risposta a quel desiderio che il musicista Stefano Cenci esprimeva così:

“Vorrei il teatro che immagino: mutevole, invadente, dispensatore di emozioni, esilarante e tragico, che stimoli domande e che mai si permetta di dare risposte. Vorrei che il teatro fosse un nonno, clown dismesso, che si diverte a fare paura ai nipoti, raccontandogli di mondi che non esistono, ma che sono i loro."


SELEZIONI - DIARIO DI QUATTRO SERATE

6 giugno 2008 – prima selezione
Perfetta simbiosi fra pubblico e attrici nella Sala Grande di Palazzo Tozzoni; quasi un incontro fra amici nel salotto buono di casa, la sera del 6 giugno per la prima selezione del concorso.
Ci sentiamo lusingati dalle conferme referenziali diffuse negli ambienti teatrali italiani su questa manifestazione, con la certezza che il teatro non morirà, finchè ci saranno giovani promesse che possiedono la passione e le capacità delle nostre concorrenti.
Qui ogni attrice mostra veramente a nudo le capacità che possiede: la sala grande del Palazzo è attrezzata con una semplice pedana e una consolle per la musica. La giuria è a pochi metri, con la luce che illumina palco e sala: esattamente come succedeva nelle feste che resero famoso il Palazzo. Eppure non mancano le suggestioni provocate dalle capacità interpretative, vocali, gestuali e dai testi proposti. In particolare ricordiamo – fra le 11 concorrenti (singole o in gruppo):
TAMARA BALDUCCI prima nella classifica provvisoria con punti 36,16. Ha proposto una performance brillante da “Le cognate” di Tremblay: Divertente, capace di entrare perfettamente nel personaggio della ragazza sola che ha “bisogno di un uomo”…Voce bellissima e ben impostata. Un pezzo di drammaturgia sapiente, solo in apparenza leggero e superficiale.
Segue un gruppo di tre attrici - LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI - in una sfida davvero singolare: hanno proposto il primo coro delle Coefore di Eschilo nella traduzione di Pasolini.
Una regia interessante, che vede le Coefore non più nella veste classica di donne sofferenti, ma donne-soldato, determinate, artefici del loro destino, che non si piegano davanti al dolore. Ottima l’impostazione vocale, belli i costumi, ben coordinate nei movimenti, geniale l’idea della proposta musicale moderna che fa da sfondo alla parte finale del dialogo che prepara alla vendetta. (punti 33,50)
LORENA SENESTRO fa un uso letterale del dialogo “Galantuomo e Mondo” di Giacomo Leopardi, per mostrare l’efficacia del linguaggio e l’attualità dei temi affrontati dal poeta. Dialogo rivisitato dall’attrice con grande presenza scenica, capacità di sdoppiarsi nei due personaggi, uso efficacissimo della voce. Brava (punti 30,50)
Nella sua interpretazione dell’Acquario di Karl Valentine, ALESSANDRA MIRRA coglie molto bene l’intenzione dell’autore che intende donare credibilità a chi potrebbe invece essere giudicato semplicemente folle, razionalità a chi sembra svampito, logicità all’illogico….del resto non è possibile negare che…”non è che la scala salga, siamo noi che saliamo la scala”. Testo satirico svolto con grande naturalezza ed efficacia per il divertimento di tutti i presenti (punti 30).
LIVIA CAPUTO ha raccontato i diversi stati dell'amore: il metafisico e il materiale in ogni relazione, l'incomunicabilità tra i due sessi - con un collage di poesie di Eliot: Una fotografia del destino di ogni "Coppia", un ritorno della tragedia nella poesia, attraverso i suoi elementi primordiali: il maschile e il femminile. Dotata di una voce straordinaria, ha usato una tecnica perfetta nella difficile costruzione del dialogo. Brava e coraggiosa interprete.(punti 26,83)
Una menzione particolare riguarda la performance di ELISA CUTRUPI premiata dal pubblico e dalla Giuria dei Giovani come miglior interprete della serata. Ha colpito il contenuto del brano: “Visioni di una battaglia in corso” di Remo Binosi. Un suggestivo racconto di guerra rivissuto da una giovane donna innamorata, al varco di un sottile filo tra visione e realtà, tra speranza e illusione. Forse alla giovane attrice mancano le malizie dell’esperienza, con espressioni troppo didattiche a scapito dell’emozione, sostengono alcuni giurati. 
Il battesimo di questa tredicesima edizione ci conferma quanto ci ha segnalato l’attrice Paola Contavalli – componente la giuria tecnica: “Il teatro è il mezzo migliore di unificazione dei popoli, di scoperta e comprensione dei loro sentimenti più riposti”. (Stanislavsky). E aggiunge l’attrice: sembra scritto oggi, per il mondo di oggi!

13 giugno - seconda selezione (Fonte Loredana Borrelli)
Questo diario serale è stato scritto da Loredana Borelli, redattrice di Teatro. Org - dove è pubblicato lo special del concorso - presente in qualità di componente la Giuria tecnica.
Ancora emozioni e talento in questa seconda serata di selezione!!! La attrici presenti sono diversissime tra loro per carisma e temperamento, osservate dall'esterno sembrano comporre un quadro variopinto e intenso. Il senso di competizione è presente in modo sano, come spinta al miglioramento, come capacità di condivisione e apprendimento. I consigli, così come le critiche, sono accolte senza riserve e a tratti fanno piacere perchè impongono una riflessione o una rivisitazione del ruolo.
Tra le attrici che sono andate in scena questa sera sono state particolarmente apprezzate per preparazione tecnica e messaggio emozionale trasmesso:
ELISA MARINONI con 38,83 punti. Nella messa in scena di Maria Stuarda di Dacia Maraini, ha dato vita a un personaggio dal forte impatto scenico, originale nell'espressione vocale e nella scelta della strutturazione esteriore e caratteriale del personaggio. Competenza tecnica e controllo dell'espressività corporea idonei al ruolo e di grande spessore.
SHARA GUANDALINI (35,66 punti). Monologo di Giocasta tratto da "La morte della Pizia", ha divertito e entusiasmato il pubblico e la giuria con una recitazione dal ritmo incalzante e una gestualità misurata.
La sua Giocasta è una donna irriverente, quasi una nobildonna annoiata dalle vicende della propria esistenza, ce le racconta così, giocando con le parole e con la mimica.
RACHELE BONIFACIO (34,83 punti). Ha ricevuto questa sera il premio del pubblico con una forte interpretazione di "Passi Affrettati" di Dacia Maraini. Recitazione intensa, caratterizzata da una totale immedesimazione nel ruolo e resa ancor più coinvolgente dalle scelte coreografiche (una fra tutte il richiamo nella scena finale tra i capelli sciolti e le fiamme). Attrice poliedrica ha dimostrato di saper utilizzare e gestire il ritmo emotivo e recitativo richiesto dal brano.
FRANCESCA CECALA (34,66 punti) ha ricevuto il premio della Giuria Dei Giovani con un'originale interpretazione di "Astharot" di Stefano Benni. Personaggio grottesco, simile nella scelta della postura e della gestualità ad alcuni personaggi della commedia dell'arte. Ha colpito per la capacità di modulazione vocale, e il tono satirico dato al personaggio. Personalmente avrei evitato l'uso della maschera che a mio parere avrebbe valorizzato ulteriormente la bravura dell'attrice.
Infine merita un citazione d'incoraggiamento BEATRICE BELLO che questa sera ha vissuto una della tante esperienze di blocco emotivo che ogni attore conosce. Attrice dalla forte presenza scenica, ha iniziato la recitazione del brano da lei scelto con grande efficacia e forza...aspettiamo fiduciosi il seguito.


20 giugno - terza selezione (Fonte Loredana Borrelli)
Finalmente questa sera il concorso ritorna nella sua cornice naturale, lo splendido cortile di Palazzo Tozzoni, scenografia affascinante e suggestiva per ogni forma di rappresentazione ed arte. Questo spostamento di "loco" contagia sia il pubblico che le attrici: c'è un clima più raccolto e con l'estate ormai alle porte, assistere ai monologhi delle attrici sotto un cielo stellato contribuisce a creare una piacevole atmosfera. Ecco il teatro che vorrei, un forma di convivialità, un gioco, un tramite per comunicare e divulgare emozioni e passione in un contesto sereno e accogliente, con un pubblico attento e partecipe come quello di questa serata. Nuovi personaggi e interpretazioni multiformi si susseguono con ritmo incalzante, anche questa sera le votazioni della giuria ufficiale e dei giovani e quelle del pubblico assegneranno un riconoscimento al merito e al talento.
MARTA FURLAN "Retablo" di Vincenzo Consolo (34,87 punti) Attrice dalla presenza "importante", essenziale e intensa, dà prova questa sera di una buona capacità d'interpretazione del ruolo riuscendo a dosare con minuzia, profondità e ironia. Scritto in una lingua "re-inventata" da Consolo, il testo offre all'attrice la possibilità di un'interpretazione versatile e multiforme che lascia spazio all'uso di termini derivanti dal dialetto siciliano. Comunicativa e semplice nella gestualità Marta Furlan è riuscita a trasmettere il senso completo e le emozioni del personaggio "Rosalia" attraverso un totale coinvolgimento degli spettatori nella storia narrata. All’unanimità le viene assegnato il premio C.E.S.I. GIURIA DEI GIOVANI
DONATELLA ALLEGRO da "Scontro di negro con cane": monologo di Leone, di B.M.Koltes (32,12 punti). Ruolo complesso e intenso, interpretato con efficacia comunicativa ed emozionale. In un'atmosfera rarefatta e evanescente il personaggio di Leone si muove e agisce con leggerezza e ingenuità. Attrice dalla notevole competenza tecnica Donatella Allegro riesce in questo monologo a trasmettere tutta l'oppressione e nel contempo la complessità del personaggio, dandogli umanità e credibilità scenica. Alla luce di queste osservazioni la presenza di Alboury, muto, seduto in un angolo del palco, poteva essere evitata senza per questo compromettere l'efficacia della rappresentazione.
ROBERTA CALIA "Il telegramma" di Aldo Nicolaj (27,75 punti) vince il premio del Pubblico. Con una divertente e ironica interpretazione di Laura Rossi, attrice in cerca di collocazione, Roberta Calia è riuscita e dar vita a un personaggio realistico e un po’ sopra le righe. Interpretazione fresca e insolita rispetto alla maggioranza dei testi presentati questa sera, l'attrice propone un personaggio che potrebbe apparire caricaturale rispetto all' "essere attrice" e che forse proprio per questo aspetto, è stato apprezzato da chi è riuscito a cogliere la portata comica di questa interpretazione.
Infine ELEONORA GRAVAGNOLA si è esibita in un classico del concorso imolese, molto noto al pubblico: “La topastra” di Stefano Benni, brano comico la cui protagonista è una topa, decisa a rivendicare il suo diritto di esistere e di essere trattata con rispetto dagli esseri umani. Dotata di buona presenza e tenuta di scena, l’attrice ha reso con efficacia l’immagine del soggetto e dell’ambiente circostante descritto, ottenendo 27.37 punti.
Riflettendo sulle interpretazioni e i personaggi che si sono susseguiti questa sera, mi preme fare un'osservazione circa l'essenza del teatro. "Troppo colore = niente colore" è una citazione di Braque e credo che sia esplicativa di una verità fondamentale di ogni forma d'arte. La semplicità è l' aspetto essenziale del teatro; il talento di un'attrice, la validità di un personaggio e di un'interpretazione, sono ciò che resta al di là dei costumi, delle scenografie o dei numerosi effetti scenici. L'attore nel corso della sua formazione impara a utilizzare gli unici strumenti che gli sono strettamente necessari, il corpo e la voce, e credo questi siano anche gli unici "oggetti di scena" di cui necessita. Recitare non significa soltanto creare un personaggio credibile, significa soprattutto riuscire a penetrare l'anima di quel personaggio e presentarla al pubblico; più che un lavoro sulla scenografia questo richiede un lavoro sull'interiorità.


27 giugno - quarta selezione (fonte: Loredana Borrelli)
L'ultima serata di selezione è avvolta da un clima speciale, le aspettative e l'attesa che precedono e preannunciano le semifinali, si accompagnano al dispiacere di non poter vedere e vivere ancora nuovi volti di attrici giovani e talentuose.
Palazzo Tozzoni è avvolto da una leggera allegria, la giuria, le attrici e il pubblico sono ormai uniti da un'invisibile filo di passione che rende tutti ugualmente emozionati al di là dei rispettivi ruoli.
In questo luogo d'arte ogni persona porta con sè il proprio bagaglio formativo e culturale, ognuno è pronto a trasmettere e comunicare ciò che è, a dispensare consigli, a raccontare di sè, della propria città, delle radici, del proprio personale teatro. E così scopro questa sera un nuovo tassello, un nuovo pezzettino dell'anima di questo concorso, la "condivisione", un vocabolo tanto comune nel gergo teatrale eppure troppo spesso dimenticato a favore di un'autoreferenzialità sterile e priva di contenuto.
Tra le attrici presenti questa sera alcune hanno "condiviso" con noi tutti l'anima e l'essenza del proprio personaggio, presentandocelo e dandogli vita autonoma.
LUISA NOLI -  Maria di Carmela ovvero "Piccolo delirio manicomiale" di Annibale Ruccello; primo posto nella graduatoria di questa sera e finale (41,11 punti); vincitrice del premio del pubblico
L'attrice è riuscita a dar vita e anima a un personaggio dalla notevole umanità, dalla forte fisicità e intensità emotiva.Con un'interpretazione complessa e intensa dell'atto unico di Annibale Ruccello, Luisa Noli ha toccato profondamente le corde emotive del pubblico. Aspetti ironici e drammatici trovano spazio nell'anima del personaggio Maria, nei suoi atteggiamenti e nel suo dialetto, così come nelle sue debolezze e nel temperamento intenso di creatura disperata.
Attrice dall'ottima preparazione tecnica, evidente nell'uso impeccabile del dialetto napoletano, così come nell'utilizzo del corpo sulla scena, merita il nostro plauso e ringraziamento per le emozioni regalateci questa sera.
IRENE QUARTANA da "Le notti bianche: la storia di Nastenka" di Fedor Dostoevskij, (31,22 punti) - vincitore del premio C.E.S.I. GIURIA DEI GIOVANI
Interpretazione multiforme ed essenziale, l'attrice è riuscita e dar voce ai diversi personaggi del testo, mutando espressione e impostazione vocale. Attraverso il proprio personaggio ha dato vita a un intero scenario storico-culturale riuscendo a comunicare la processualità e dinamicità dell'azione scenica.
Sebbene il talento e la bravura dell'attrice siano stati apprezzati e condivisi dal pubblico e dalla giuria dei giovani, ho percepito personalmente una certa chiusura del personaggio, un'introversione emotiva che non mi ha permesso di vivere le emozioni legate all'anima del personaggio e alla sua storia.
SARA GRIPPO "Provino" di Dacia Maraini (29,55 punti). Il personaggio interpretato dall'attrice, presenta fin dal principio una sua definizione caratteriale e di ruolo. L'aspetto ironico e grottesco della donna che vediamo sulla scena, arriva al pubblico in maniera vivida e intensa. L'intero testo è recitato con una buona tecnica e gestualità,che lasciano percepire la versatilità dell'attrice e l'intensità del lavoro sul personaggio. L'uso degli oggetti pienamente funzionali alla messa in scena, non ha inficiato la definizione del personaggio anzi, ne ha ulteriormente definiti i contorni e le caratteristiche.
Un’altra giovane milanese, ANGELA DEMATTE’ supera la selezione con 28,14 punti, nella riduzione di Marina Corradi dal Diario e dalle Lettere di Etty Hillesum: “Cercando un tetto a Dio” - basato sul Diario e sulle Lettere scritte dalla stessa Hillesum dal 1941 al 1943. In questo impegnativo stralcio l’attrice mette in risalto il mutamento interiore di questa ragazza ebrea vissuta ad Amsterdam e morta ad Auschwitz nel 1943. Efficace l’intercalare del monologo con il canto, attrice dotata di forte capacità espressiva.
TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO con un dialogo liberamente tratto dalla sceneggiatura teatrale di Dacia Maraini del romanzo ”Via delle Mantellate” da cui è tratto il Film ”Nella Città l’Inferno” di Renato Castellani, le giovani protagoniste hanno voluto rendere omaggio a due grandissime Attrici e Donne italiane: Giulietta Masina e Anna Magnani. Il richiamo a queste due grandi, non ha penalizzato la loro performance: dotate di buon ritmo e bella interpretazione, hanno saputo dare intensità e capacità di definizioni caratteriali alle due donne così diametralmente opposte. Brano divertente e coinvolgente. Punti 27,11.
Ancora un altro gruppo in questa calda serata d’estate: NADIA D’AMICO e FRANCESCA PICA . Il loro dialogo ricavato da “Melosfere” di Paola Moretti tratto da “Accadde in Sicilia” di Maria Sandia è una assoluta novità per il concorso imolese. Si tratta di un racconto ambientato in Sicilia che prende spunto dalla storia molto nota della cosiddetta vecchia dell’aceto, una donna vissuta a Palermo nel 1700 che aveva scoperto casualmente le meravigliose virtù dell’arsenico finalizzate al delitto perfetto. Molto creativo l’uso essenziale di alcuni elementi scenici, bella sintonia fra le due protagoniste, buona tecnica corporea e vocale. Hanno reso bene l’atmosfera di magia e complicità che il testo richiede.( Punti 26.77)
Una citazione particolare merita MONIKA MARIOTTI penalizzata a causa di un abbassamento di voce, ma che si è rivelata una grande attrice. Dotata di una notevole padronanza scenica, ha interpretato con grande effetto la caratterizzazione della Signora Rooney da “Tutti quelli che cadono”  di Samuel Beckett. Monika ha utilizzato una gestualità e una mimica facciale di straordinario impatto: si intuisce il lavoro meticoloso che c’è dietro a questa prova, con una cura per i dettagli, dal trucco al costume, all’entrata da fuori scena. L’umorismo, cioè la capacità di ridere e piangere al contempo, è “il più alto grado di intelligenza umana” – sostiene l’attrice – riuscita nell’intento di farci capire come ha immaginato la vecchia Signora Rooney.(punti 26,66)

Questa sera è stata caratterizzata anche dalla comunicazione delle 18 ragazze che parteciperanno alle semifinali e che avranno quindi la possibilità di dare un'ulteriore prova del proprio talento. Sebbene si tratti di attrici profondamente diverse tra loro per percorso artistico e personale, tutte presentano un tratto comune, l'essenzialità dell'essere attrice e la capacità di arrivare al pubblico emozionando, divertendo e commuovendo. Tutte hanno dato vita a personaggi che ci sono rimasti un pò nel cuore e che ci hanno accompagnato sulla strada di ritorno verso casa. Nell'attesa di incontrarle ancora, faccio un in bocca al lupo a tutte loro!!!!

AMMESSE ALLE SEMIFINALI
Chiedete a queste ragazze cos’è la felicità e in questo momento non avranno bisogno di dare risposte filosofiche o esprimere dubbi o incertezze: tutte sono estremamente felici di tornare a Imola per la seconda prova, anche se subentra subito il panico perché la graduatoria si azzera e si ricomincia da capo con un nuovo brano. Questa la sintesi dei risultati ottenuti dalle 18 partecipanti ammesse alle semifinali.

LUISA NOLI

41.11

 

ELISA MARINONI

38.83

 

TAMARA BALDUCCI

36.16

 

SHARA GUANDALINI

35.66

 

MARTA FURLAN

34.87

 

RACHELE BONIFACIO

34.83

 

FRANCESCA CECALA

34.66

 

LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI

33.50

 

DONATELLA ALLEGRO

32.12

 

IRENE QUARTANA

31.22

 

LORENA SENESTRO

30.50

rinuncia

ALESSANDRA MIRRA

30.00

 

SARA GRIPPO

29.55

 

ANGELA DEMATTE'

28.14

 

ROBERTA CALIA

27.75

rinuncia

ELEONORA GRAVAGNOLA

27.37

rinuncia

TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO

27.11

 

LIVIA CAPUTO

26.83

 

Subentrano a chi ha rinunciato le seguenti partecipanti

 

 

MONIKA MARIOTTI

26.66

 

MARIA ALBERTA NAVELLO

26.50

 

ANTONELLA VERCESI

26.50

 


le partecipanti alla terza serata di selezione del 20 giugno 2008

Semifinali - ULTIMO ATTO

Lei è di casa qui, perché abita dalle nostre parti, ma è conosciuta, ammirata, richiesta in tutta Italia e oltre. Nel panorama teatrale italiano rappresenta una delle migliori attrici contemporanee e un punto di riferimento per chi, come le giovani protagoniste della finale al Concorso La Parola e il Gesto, è determinata a fare l’attrice. Da ELENA BUCCI queste ragazze devono imparare l’umiltà, la dedizione totale al teatro, la propensione al sacrificio, lo studio e l’approfondimento costante. Dotata di una versatilità e un’intelligenza creativa non comuni – valorizzate da una personalità riservata e discreta - Elena Bucci nasce come attrice negli anni ’80 alla Scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone, e inizia a lavorare con Marco Sgrosso, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, nella compagnia di Leo De Berardinis, partecipando a innumerevoli spettacoli. Collabora con altri registi della sperimentazione teatrale italiana, da Cesare Ronconi a Claudio Moranti. Con quest’ultimo ottiene il premio UBU 2000 come miglior attrice non protagonista nel Riccardo III.
Nel 2007 ha ottenuto, assieme ai compagni di lavoro Enzo Vetrano e Stefano Randisi, il prestigioso PREMIO E.T.I. GLI OLIMPICI DEL TEATRO per la commedia goldoniana “Le smanie della villeggiatura”. La sua esperienza spazia dal teatro al cinema, ma l’ultima sua fatica la vede in un testo di cui è anche autrice – proposto per la prima volta il 4 luglio 08 al Ravenna Festival: si tratta di “Juana De la Cruz o le insidie della fede” ispirato alle opere e alla figura di questa straordinaria suora “femminista” messicana  Pubblico in delirio, attratto e incuriosito da questo personaggio assolutamente sconosciuto, particolarmente sentito e vissuto dall’attrice.
Venerdì 18 luglio a Palazzo Tozzoni (anche in caso di maltempo) Elena Bucci oltre a ritirare il premio IMOLA PER IL TEATRO 2008 - sarà Presidente di Giuria alla serata finale del Concorso teatrale femminile LA PAROLA E IL GESTO - alla presenza dell’Assessore alla Cultura Valter Galavotti per il COMUNE DI IMOLA e del Presidente della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA  Sergio Santi – a rappresentare gli enti che sponsorizzano l’iniziativa.
Le giovani attrici (6 singole e 2 gruppi) hanno superato la semifinale proponendosi rispettivamente:
Nella prima semifinale del 4 luglio:
FRANCESCA CECALA ha caratterizzato molto bene il personaggio di Marie Ange da “Le cognate” di Michel Tremblay. Capace di rivelare tutte le sfumature tragicomiche di questo personaggio, che passa dall’invidia ad una sorta di danza gestuale che è più una denuncia contro la vita “di merda” che le donne sono costrette a subire. Guadagna punti 39,40 e il premio della Giuria dei Giovani.
Ironica, passionale, accesa: un quadro perfetto della donna descritta da Pasolini nei Racconti di Canterbury. RACHELE BONIFACIO, giocando con un costume che si adatta in modo geniale al linguaggio del corpo e alle parole, ha usato tutte le sue capacità espressive e la sua grande vocalità ottenendo 33,20 punti dalla giuria tecnica.
Seguono con 33 punti il trio LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI. Dotate di una perfetta coralità, hanno costruito in modo creativo e coinvolgente la scena di Andromaca con le Troiane, dopo la vittoria dei greci che provoca morte e distruzione da: “Le Troiane” di Euripide (traduzione di Sanguineti). Le donne rappresentate rivelano tutta la loro forza e la dignità con la quale affrontano il dolore.
Dalla tragedia alla comicità dolce-amara impersonata da Carmela, gallina vecchiotta che si sacrifica per guarire con il suo brodo un bambino malato. La brava interprete è SHARA GUANDALINI con un brano estrappolato da "La grammatica di Dio" di Stefano Benni. La sua voce ora profonda e melanconica, ora ironica e pungente, caratterizza in modo ineccepibile il personaggio che l’attrice ha saputo accompagnare da una gestualità altrettanto efficace. (punti 29,40).
ELISA MARINONI in un monologo classico del concorso: Un'asta in cortile di Arnold Wesker nel ruolo di Stephanie che vive il momento dell’abbandono da parte dell’uomo che ama. Ben valorizzati i cambiamenti di umore con espressività e gestualità adeguate: una vera attrice (punti 28,80)
Nella seconda semifinale dell’11 luglio
A commentare la serata, la penna garbata di una giovane componente la Giuria tecnica Loredana Borrelli, redattrice della prestigiosa rivista teatrale sul web teatro.org.:
LUISA NOLI da "Quattro ritratti di madri":Ruth di Arnold Wesker (37,57 punti) L'attrice ha portato in scena un personaggio molto diverso dalla "Maria di Carmela" con cui l'abbiamo conosciuta, ma non meno efficace sul piano tecnico e umano. Ancora una volta la sua semplicità e l'intenso studio sul personaggio sono stati apprezzati dal Pubblico e dalla Giuria dei giovani che le hanno consegnato entrambi i premi di questa serata. Sebbene lo stesso monologo sia stato portato in scena da due attrici, Luisa Noli è riuscita a trasmetterci la sua personale interpretazione di Ruth, una donna debole e forte allo stesso tempo, e di sua figlia "la divina monella" che al termine del monologo si è come materializzata sul palco nel caldo abbraccio materno. La scelta degli oggetti di scena e del costume mi hanno colpito per la loro aderenza al personaggio.
MARTA FURLAN monologo di Marta tratto da "La brocca rotta" di Heinrich Von Kleist (35,71 punti) Interpretazione forte e decisa di Marta, che con la sua tonalità e la postura rigida e impostata è arrivata al pubblico in maniera diretta ed efficace. L'accusa che Marta Ruth rivolge al fidanzato della figlia davanti al giudice Adamo, ha colpito per il sarcasmo e la convinzione della tecnica recitativa richiesta dal ruolo. L'attrice ha mantenuto un ritmo incalzante per l'intera durata del testo e ha retto la scena in maniera notevole e intensa. Anche in questo caso la diversità del personaggio portato in scena rispetto alla precedente selezione, ha permesso all'attrice di dare prova della sua versatilità e preparazione.
TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO Boston Mariage di David Mamet (29,57 punti) Ancora un testo graffiante e ironico per questa coppia di attrici originali e versatili nella mimica e nell'uso del corpo. Due donne di carattere diverse tanto nell'aspetto fisico quanto in quello caratteriale eppure complici e decise, due personaggi che hanno colpito per la loro determinazione e forza espressiva. Le attrici hanno dato prova di bravura ma soprattutto di coralità nei tempi e nelle azioni, riuscendo a mantenere il ritmo del testo, audace, ironico ed erotico al tempo stesso. Originale la scelta dell'autore e dell'interpretazione data al testo.
Tutte le altre partecipanti hanno dato prova di impegno e costanza nello studio dei testi rappresentati, tutte ci hanno trasmesso un'emozione personale, un aspetto del proprio personaggio e di se stesse che è arrivato al pubblico e a noi giuria. Il merito è stato premiato in tutti i casi con l'applauso del pubblico e la soddisfazione personale.
A questo punto la classifica si azzera di nuovo. Le attrici, cercando di superare l’emozione dell’ultima prova si presenteranno con nuovi brani (un anticipo degli autori: Wesker, la Yourcenar, la Mazzantini, Verga, la Valduga, Eschilo), alcune coraggiosamente ci tengono a proporre per la prima volta in pubblico dei monologhi di cui sono autrici. Il livello è veramente eccezionale: tutte sono potenzialmente in grado di vincere uno dei premi messi in palio, e precisamente:
tre premi in denaro accompagnati dalle chiavi in argento lavorate a mano, simboli di successo, fortuna, passione – le tre doti indispensabili per chi fa teatro.
Premio GIURIA DEI GIOVANI offerto dalla Coop.va C.E.S.I. di Imola
E non ultimo per importanza, il PREMIO DEL PUBBLICO, ossia il riconoscimento per la protagonista che avrà ottenuto dal pubblico presente il maggior numero di preferenze.
Elena Bucci ci dirà qual è la sua visione del teatro, saprà incoraggiare le giovani attrici con le parole giuste e potrà finalmente toccare con mano questa iniziativa, che lasciamo di nuovo al commento di Loredana Borrelli: “In questi giorni in cui ho inviato alle attrici alcune domande inerenti il teatro e l'essere attrice, ho avuto modo di percepire in tutte la passione e la voglia di teatro e mi permetto di affermare che anche se questo non dovesse bastare a raggiungere il successo o la notorietà, sarà comunque un alimento fondamentale per l'anima e una spinta a crescere e a confrontarsi col mondo e lo dico a loro come a me stessa. Questo concorso che ho seguito quest'anno per la prima volta, mi ha mostrato la veridicità della mia convinzione: solo la determinazione e la passione possono portare a dar vita a un'occasione così bella e interessante come il concorso - La parola e il gesto".

Questa la graduatoria completa delle semifinali

graduatoria delle semifinali

brano

autore

VOTO GIURIA

esito

FRANCESCA CECALA

Da "Le cognate": Marie Ange

Michel Tremblay

39.40

ammessa alla finale

LUISA NOLI

Da "Quattro ritratti di madri": monologo di Ruth

Arnold Wesker

37.57

ammessa alla finale

MARTA FURLAN

La brocca rotta

Heinrich Von Kleist

35.71

ammessa alla finale

RACHELE BONIFACIO

Racconti di Canterbury

Pier Paolo Pasolini

33.20

ammessa alla finale

LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI

Le Troiane

Euripide (traduzione di Sanguineti)

33.00

ammessa alla finale

TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO

Boston Mariage

David Mamet

29.57

ammessa alla finale

SHARA GUANDALINI

Da "La grammatica di Dio": Carmela

Stefano Benni

29.40

ammessa alla finale

ELISA MARINONI

Un'asta in cortile

Arnold Wesker

28.80

ammessa alla finale

TAMARA BALDUCCI

Quattro ritratti di madri

Arnold Wesker

28.71

esclusa dalla finale

SARA GRIPPO

Da "L'albero tropicale": Ikuko

Yukio Mishima

28.71

esclusa dalla finale

IRENE QUARTANA

Da "Il Gabbiano": monologo di Nina

Anton Cechov

27.85

esclusa dalla finale

ALESSANDRA MIRRA

Da "Terrore e miseria del III° Reich": La moglie ebrea

Bertolt Brecht

27.40

esclusa dalla finale

MARIA ALBERTA NAVELLO

Bar Franco - Italien

Myriam Tanant

25.40

esclusa dalla finale

LIVIA CAPUTO

Loretta Strong

Copi

25.14

esclusa dalla finale

DONATELLA ALLEGRO

Da "La cucina - Interludio": monologo di Paul

Arnold Wesker

25.00

esclusa dalla finale

MONIKA MARIOTTI

Da "La dodicesima notte": Viola

William Shakespeare

24.85

esclusa dalla finale

ANTONELLA VERCESI

Da "Amadeus": Mozart

Peter Shaffer

24.71

esclusa dalla finale

Finale
Che cos’è un’ attrice?
E’ un fremito, un sussurro, un palpito,
un silente raggio di luna che si posa sul cuore,
una carezza profumata,
l’essenza stessa di un sorriso,
una scala foderata di seta
che può condurre al Paradiso o all’Inferno,
la frase più importante di una poesia d’amore…


Questa è la dedica rivolta a ELENA BUCCI, una delle più grandi attrici italiane, nel momento in cui le viene offerta la “vela del successo” in cristallo lavorato a mano, simbolo del PREMIO IMOLA PER IL TEATRO. Palazzo Tozzoni era gremito di pubblico venerdì sera 18 luglio 2008 in occasione della finale del CONCORSO TEATRALE FEMMINILE LA PAROLA E IL GESTO. Il premio è stato consegnato com’è di rito, da Valter Galavotti Assessore alla cultura - per il Comune di Imola, sponsor della manifestazione, insieme alla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA, qui rappresentata dal prof. Evaristo Campomori .
Elena Bucci – ricorda Galavotti – ci ha accompagnato per anni in una serie di avventure davvero particolari: proprio in questo palazzo ha portato avanti un progetto che metteva in scena momenti di vita dei Tozzoni, con un lavoro di ricerca storica e bibliografica di grande interesse e spessore. Il primo anno con “L’albero della libertà”, in seguito alla venuta dei francesi a Imola; il secondo anno dedicato al primo viaggio avventuroso di alcuni membri della famiglia su una corvetta militare; il terzo anno con una ricostruzione storica dell’ultima guerra che vide il palazzo adibito a rifugio; e infine l’ultima recente produzione in Rocca con “La favola del figlio ritrovato” di Pirandello. In tutti come spesso accade, Elena Bucci lavora a fianco di Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Marco Sgrosso. Elena possiede una forza drammaturgia incredibile – continua l’Assessore alla Cultura  - e quando si coltivano talento, passione, studio si hanno il successo e i risultati ottenuti da questa grande attrice.
“La storia dei Tozzoni è stata una bellissima occasione per scrivere, prendendo spunto dai documenti per inventare una storia da rappresentare sul posto – ribadisce con nostalgia l’attrice”.
Il prof. Campomori, componente il Cda della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA ha posto l’accento sulla necessità di coniugare risorse e passione per orientare i propri investimenti verso un’iniziativa piuttosto che un’altra. E il forte richiamo nazionale di questo concorso possiede tutte le premesse per rinnovare l’appoggio e la fiducia.
E’ un crescendo di anno in anno – afferma all’unisono il pubblico che ha seguito questa tredicesima edizione del concorso. Il livello di queste attrici crea perfino imbarazzo alla giuria tecnica che deve valutare ogni dettaglio per arrivare a definire le tre vincitrici.
Stravince aggiudicandosi anche il PREMIO DEL PUBBLICO e IL PREMIO GIURIA DEI GIOVANI FRANCESCA CECALAper la padronanza e capacità di commistione dell’uso di corpo, voce, spazio, in funzione di un’originale lettura di un testo complesso al quale non sacrifica naturalezza e intensità”. Questa la motivazione redatta da Elena Bucci presidente di Giuria, di concerto con gli altri esperti. Francesca ha interpretato un personaggio maschile: Zorro, un senzatetto che se ne va per la sua città, riuscendo a mettere in risalto in modo stupefacente il testo della Mazzantini. Dietro la cura di ogni dettaglio, di ogni gesto, di ogni modulazione della voce, Francesca rivela una grande capacità scenica e un lavoro intenso sul personaggio.
Un grido di soddisfazione nella sfida coraggiosa di LUISA NOLI che ha guadagnato il secondo premio proponendo per la prima volta in pubblico una sua idea: “La cammuriata” ovvero i sentimenti contrastanti vissuti da una donna innamorata di un uomo che appartiene alla camorra. “Per la forza comunicativa ed emotiva, supportata dalla naturalezza nel passaggio dal registro tragico a quello comico, scivolando dal canto alla pausa, al gesto quasi danzato. Il tutto al servizio di un testo originale ed aperto” – cita la motivazione del premio. Con una padronanza del dialetto napoletano Luisa ha usato sapientemente voce, corpo, intensità espressiva emozionando tutti.
Per la terza classificata ELISA MARINONI il premio va “alla raffinata abilità tecnica nell’uso di corpo, voce e movimento, in relazione al singolare testo scelto che, pur appartenendo alla tradizione, rivela attraverso la sua lettura, una sorprendente attualità emotiva.” Elisa ha utilizzato due lettere del romanzo epistolare di Verga “Storia di una capinera” – nel momento in cui la giovane siciliana obbligata a farsi suora, si lascia travolgere dalle proprie ossessioni. Un lavoro impegnativo costruito attraverso uno studio accurato dell’ambiente e della cultura siciliana ottocentesca. Molto efficace il canto piangente e il dosaggio dei momenti drammatici vissuti al presente, alternati a quelli del ricordo.
Degne di nota le altre finaliste:
MARTA FURLAN, dotata di una voce e una presenza scenica straordinarie, ha interpretato Deborah la moglie e madre perfetta e apparentemente soddisfatta da “Cinque atti unici per donna sola” di Wesker.
SHARA GUANDALINI  ha dato una grande prova come attrice e autrice di “Trentanove” che sono i chili della protagonista: una ventenne senza nome racconta la sua scelta di voler morire. Un pezzo che cattura e rapisce. Pubblico emozionato fino alle lacrime.
Il gruppo composto da LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI ha concluso con l’Agamennone di Eschilo nella traduzione di Pasolini, il percorso sulla tragedia greca iniziato durante la selezione. Stupende nella coralità finale. Ottima la costruzione coreografica e la regia che da’ forte risalto alla gestualità.
Un’intensa RACHELE BONIFACIO è stata un’ Elettra giovane, cinica e rabbiosa come la descrive la Yourcenar. Interprete molto efficace, con una capacità tecnica e una versatilità di notevole spessore.
Infine due coraggiose interpreti TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO in un difficile dialogo della Valduga “Corsia degli incurabili”, che prevede momenti di poesia e di teatro, nella forma metrica del serventese classico. Un teatro di denuncia civile espresso con uno splendido gioco di voci intrecciate e una grande capacità di colpire il cuore e la mente di chi ascolta.

Per la giuria dei giovani qui rappresentata da Lucia Baroncini e Monica Donattini, è un onore essere sul palco per avere l’opportunità di indirizzare all’Ospite illustre alcune domande che nascono dalla grande passione condivisa per il teatro. Un doveroso richiamo allo sponsor che ha permesso la formazione di questa giuria finalizzata alla concessione di un premio per ogni serata, vale a dire la Coop.va C.E.S.I. di Imola.
La prima richiesta rivolta a Elena Bucci è la seguente: “Qual è il tuo pensiero, il tuo sguardo su queste ragazze e su questo concorso?”. “Ho osservato queste giovani attrici con estrema attenzione – risponde Elena Bucci. Ho sempre avuto un’enorme paura del giudizio, tuttavia credo che rappresenti anche una molla importante. Il giudizio si basa su qualcosa che viene vissuto in quel momento e che è passibile di trasformazioni continue. Non esiste un pezzo che si sa, una parte che si sa fare: esiste un’intelaiatura di cose che uno cerca di costruire e poi, come un esperimento chimico, in quello stesso luogo, in quel momento vengono trasformati in maniera incredibile. La tecnica è una grande rete di sicurezza, però non basta. C’è una forma di rischio che è altamente emozionante ed ha una forma di generosità molto grande. Questa è la parte forte del nostro lavoro. Trovare delle ragazze giovani, in un mondo come questo con i modelli negativi dei media, che si avventurano in testi di questo genere, con la voglia di dire la propria anche in senso politico e civile, mi ha fatto veramente piacere e mi ha dato un’enorme fiducia. Dovervi votare è stata una tragedia. Poi ho usato il sistema del mio lavoro, cioè siamo qui e ora e accettiamo questa prova come gioco: il fatto che il risultato vada bene o male ha un valore relativo. Gli errori hanno continuato ad insegnarmi per anni. I fallimenti sono preziosi perché uno ritorna sul proprio lavoro per guardare bene cosa ha sbagliato. Le cose proposte questa sera spiegano un percorso individuale come sviluppo di sé.
E ancora, rivolgendosi all’Ospite i giovani desiderano approfondire il rapporto fra il personaggio che si porta in scena e la vita della persona che c’è dietro. Che cosa significa per te e per le giovani attrici entrare e uscire da un personaggio, cosa significa dare voce, corpo, passione a qualcosa che altri o gli stessi attori hanno scritto. Inoltre qual è stato il tuo percorso da interprete ad autrice?
“C’è una risposta per ogni attrice o attore. Il personaggio è una maschera in senso vivo, cioè non nasconde, ma rivela. Il personaggio è uno stato di coscienza diceva Leo De Berardinis. Tutti abbiamo dentro una molteplicità incredibile e affascinante, che mette in moto certi sentimenti e certe dinamiche che durano nel tempo. Il personaggio diventa anche una via di compensazione per le persone dotate di curiosità e di un desiderio di vivere più vite. Ho sempre letto e scritto molto, ma ultimamente penso che il teatro sia stato un tramite per fare leggere quello che scrivo. Il confronto con la pagina scritta, pensandolo pubblico, era tragico per me, così ho iniziato con l’improvvisazione, dietro la quale c’è molta scrittura e molto pensiero. Da qui nasce la sintesi drammaturgica in diretta, per andare a riscrivere, ascoltare la propria voce e vedere la propria immagine, per capire che tipo di processo avviene proprio nei confronti della drammaturgia. Ho capito quanto sia importante il rapporto fra il drammaturgo e la scena. Ho usato con me stessa semplicemente lo stesso procedimento di Shakespeare, Molière, Pirandello, ossia scrivere per il teatro guardando gli attori. Era un processo continuo a due sensi e questo lo abbiamo un po’ perso.
Poi è l’Ospite a fare una domanda alle finaliste: “Come vi sentite ad essere votate?”. Risponde per tutte Luisa Noli: “Malissimo! E’ una cosa che mi terrorizza: non mi succede così prima di uno spettacolo, dove c’è la carica, l’emozione e soprattutto l’esserci, che è fondamentale perché ogni momento è vissuto davvero”. Replica Laura Bandelloni che fa parte di un gruppo: “noi abbiamo già partecipato anche ad altri concorsi. L’idea che tu scegli un pezzo, ci trovi la tua motivazione, e per questo sei giudicato da persone competenti, è emozionante, una bella esperienza”.
A difesa di tutte le attrici, Elena Bucci conclude: “dobbiamo sottolineare che essere attrici è soprattutto un mestiere dietro al quale c’è studio, pensiero, lavoro, passione”.
Quest'anno il nostro modo di ringraziare tutti i componenti le due giurie, lo affidiamo alle parole di Loredana Borrelli redattrice di Teatro.org.:
“Ho avuto modo in questi giorni a Imola di constatare dove può portare l'amore per il teatro, a quante cose belle e "unificanti" può dare vita e questa è la cosa più bella che porterò con me. Il vostro concorso è un luogo di aggregazione, cultura, uno spazio dove conoscere persone speciali e colte (che sono sempre più rare), ma soprattutto è il risultato del vostro lavoro e questo lo rende ancora più speciale”.



da sn a ds:
Evaristo Campomori per la FONDAZIONE CRIMOLA, ELISA MARINONI, LUISA NOLI, VALERIO BERARDI, FRANCESCA CECALA, VALTER GALAVOTTI, ELENA BUCCI

 
 
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FRANCESCA CECALA

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LUISA NOLI

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ELISA MARINONI

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MARTA FURLAN

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SHARA GUANDALINI

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LAURA BANDELLONI, IRENE BARBUGLI e IRENE MIRABEDINI

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RACHELE BONIFACIO

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TIZIANA PROTO e VALERIA IANNIELLO

 

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