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CONCORSO 2007
Dodicesima edizione
all’insegna dell’emozione e della curiosità. Dal 1° giugno al 13
luglio 2007 ci aspetta un percorso teatrale a tappe che siamo certi
soddisferà le aspettative di tutti: pubblico di affezionati e curiosi,
giuria tecnica e giuria dei giovani. L’occasione è data dal Concorso
teatrale femminile “La Parola e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di
Risparmio di Imola”: un appuntamento tanto atteso quanto impegnativo.
Grazie alla preziosa collaborazione rispettivamente della FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA, dell’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE
DI IMOLA e della COOP.VA C.E.S.I., è stato possibile per
l’Associazione culturale I Portici, avviare i motori dell’edizione
2007, con una diffusione capillare del bando attraverso il sito e
direttamente tramite informativa alle scuole, ai gruppi ed
associazioni teatrali, alle riviste specializzate. Il riscontro è
stato fra i più lusinghieri con decine di migliaia di consultazioni
del bando, in Italia e all’estero.Il 2007 è l’anno europeo delle pari
opportunità per tutti, all’insegna della non discriminazione. Anche
noi nel nostro piccolo intendiamo valorizzare il talento delle donne,
ancora oggi spesso mal riconosciuto.Molte delle partecipanti hanno
scelto di interpretare ruoli femminili che propongono i temi di
sempre: la lotta per affermare la propria identità, la sensibilità, la
fantasia, la giocosità, il coraggio, gli affetti, la furbizia che le
donne sanno vivere in un modo tutto speciale, femminile appunto. Per
fare questo esse ricorrono agli autori più svariati, intendendo
aderire e nello stesso tempo tradire il testo con rielaborazioni e
contaminazioni, quali ad esempio i brani estratti da autori non
teatrali, come Herman Hesse, Susanna Tamarro, Richard Bach, Italo
Calvino; oppure adattamenti da film quali “Eva contro Eva” , “L’attimo
fuggente”, “Scene da un matrimonio”, “Ragazze interrotte”.Non mancano
i canovacci della Commedia dell’Arte, le opere inedite scritte dalle
stesse attrici o da persone alle prime armi con la drammaturgia.
Accanto ai classici, qualcuna intende cimentarsi con autori poco noti,
mentre quelli più gettonati sono: Dino Buzzati, Annibale Ruccello,
Stefano Benni, Harold Pinter, Oscar Wilde, Tennessee Wiliams, Samuel
Beckett, Anton Cechov, Bertold Brecht, Alessandro Baricco, Dario Fo e
Franca Rame, Giorgio Gaber e P.Paolo Pasolini.Emerge un’attenzione
inusitata per la poesia con coraggiose proposte di autori come Manzoni,
Alda Merini, Edgar Lee Master, Dante Alighieri.Com’è noto la
difficoltà del concorso sta nell’impegno di presentare tre brani
diversi: uno per la selezione, uno per la semifinale e uno per la
finale, dopo aver sostenuto una pre-selezione tramite la registrazione
di una lettura interpretata, scelta fra uno dei testi definiti nel
regolamento. Tuttavia il concorso è un gioco, che deve riuscire,
perché si gioca per vincere, ma che paradossalmente fa crescere la
solidarietà anziché la competizione fra le partecipanti. La ragione
sta forse in quell’approccio cordiale e familiare che gli
organizzatori assumono fin dal primo contatto con le persone
interessate, facendo trapelare nel contempo un messaggio di profondo
rispetto per l’impegno e la serietà con cui queste ragazze affrontano
la prova.
Sono previsti premi e rimborsi per un totale di 5200 Euro, oltre ai
premi artistici simboli della manifestazione: tre chiavi in argento
che rappresentano rispettivamente: la chiave del successo, della
fortuna, della passione. Di particolare rilievo per le partecipanti
sono i 2 premi distribuiti alla fine di ciascuna serata, vale a dire:
il “Premio Giuria dei Giovani”: e il Premio del Pubblico. Questi due
premi serali non incidono sulla graduatoria costruita con i voti della
Giuria Tecnica, formata da attori, critici, registi, esperti di
teatro. Oltre all’attesa e curiosità d’obbligo per l’Ospite illustre
che presiederà la Giuria nel corso della serata finale, sono inoltre
previste altre due importanti iniziative collegate:
•
Premio “La lucerna d’oro per arte cultura
e spettacolo”. Si tratta di un riconoscimento offerto a due personaggi
imolesi, di nascita o di adozione, che si sono particolarmente
distinti per capacità e attività culturali di vario genere. Tale
premio verrà consegnato il 29 Giugno prossimo.
• Produzione di un lavoro
teatrale denominato “Prova d’Attrice” nell’ambito della rassegna “Voci
di Donna” con le attrici finaliste del concorso. L’iniziativa, oltre
ad offrire alle partecipanti la possibilità di realizzare
un’esperienza lavorativa, rappresenta un modo di far conoscere al
pubblico di altri comuni la preparazione, la passione e le capacità
espresse da queste giovani promesse del teatro italiano.
Concluse le
selezioni
Il concorso di Imola è troppo
intrigante, sorprendente ed emozionante perché non se ne parli.
Intrigante per le ragazze che danno corpo e voce ad un modo tutto
femminile di fare teatro; sorprendente per i componenti la Giuria che
nel corso delle quattro serate di selezione appena concluse, hanno
avuto modo di scoprire dei veri talenti. Emozionante per un pubblico
meraviglioso che sembra adottare per sette settimane queste giovani
attrici: le premia, le consola, le incoraggia, le confronta con
competenza e partecipazione. Questa in breve è la cronistoria delle 18
migliori prove che hanno permesso a 21 attrici (15 singole più 3
gruppi ciascuno composto da 2 concorrenti) l’ammissione alle prossime
semifinali.L’avvio dell’ 1 giugno si è svolto nella splendida cornice
della Sala grande di Palazzo Tozzoni. In questo ambiente, avvolto
dalla sola luce del grande lampadario, i quadri d’epoca della famiglia
facevano l’occhiolino alle ragazze, quasi ad esorcizzare l’apprensione
per la prova. A tenere a battesimo la manifestazione una gradita
sorpresa : la Consigliera di Parità della provincia di Taranto dott.ssa
Perla Suma, in compagnia dell'Assessore alla Cultura del Comune di
Imola Valter Galavotti.
La migliore della serata è stata AIDA
TALLIENTE con un monologo da Le cognate di Michel
Tremblay (punti 37,86) L’attrice ha reso efficacemente l’immagine
della Signora Rose, casalinga di 44 anni frustrata da un matrimonio
per nulla appagante e dalla vita stessa. Grande interprete, capace di
gestire ritmo, gestualità, comicità ed espressività nel migliore dei
modi.
Da anni si fa strada con sempre maggiore forza e vitalità lo
spettacolo di animazione, frutto di contaminazioni fra teatro e gioco,
sport, danza, musica. I risultati sono fra i più suggestivi e
accattivanti: una sorta di spettacolo completo. Questa influenza, per
quanto costretta in un tempo e uno spazio ridotti all’osso, si è
registrata con ampio consenso nella performance di
CLIO GAUDENZI con Il
tamburo di latta di Gunter Grass (punti 36) – grazie alla quale
l’Attrice ha ottenuto il Premio del Pubblico e della Giuria dei
Giovani. Nel brano, con grande presenza scenica, l’attrice
interpreta Oskar. Egli è deforme come lo è la società in cui si
ritrova a vivere: si specchiano l’uno dentro l’altra. Il suo fedele
tamburo di latta lo accompagna in ogni idea, ogni immagine, ogni
suono. Anche la musica di sottofondo è opera dell’attrice.
LETIZIA MASSIMO
(in arte TIZIANA)
è stata capace di rendere intuibili per
ciascuno, secondo la propria fantasia, le parole
incomprensibili della Metasemantica di Fosco Maraini con
l’interpretazione delle due Poesie: Il lonfo e Il giorno a
urlapicchio. (punti 33,86). Metasemantica; ludolinguistica: un
linguaggio per i sognatori, per chi fantastica con la mente e ama
abbandonarsi ad un mondo irreale. Molto brava nella gestualità e nella
vocalità per questo brano estremamente difficile.
PADMAWATI
TRENTIN
ha esordito coraggiosamente con un
adattamento da "Calderon della barca": ultimo monologo di Rosaura
di Pier Paolo Pasolini (30 punti)Con una buona gestione dello
spazio e della voce, ha reso efficacemente i diversi momenti della
protagonista: una voce che si sveglia al centro della follia. La vita
dunque è un sogno? O è il sogno che fa parte della vita? Duri possono
essere i risvegli di chi confonde il sogno con la realtà.30 punti
anche per il duo MARTINA DE SANTIS e
SARA URBAN con un dialogo tratto da Le muse orfane di
Michel Marc Bouchard. Con un’ottima sintonia, movimenti fluidi,
buona dizione e gestualità, hanno presentato un classico del teatro
contemporaneo. Nell’incontro fra le due sorelle emerge efficacemente
un disagio esistenziale, per una famiglia dove la mancanza della
madre, fuggita per amore e la conseguente emarginazione da parte dei
compaesani, hanno fatto crollare un equilibrio fragile. La sera dell’8
giugno, un pubblico di affezionati ha interrotto per alcune ore il
percorso di Imola in Musica, scegliendo di essere spettatore anche
degli effetti suggestivi che la Sala Grande di Palazzo Tozzoni regala.
Ed è stato premiato da una serie di performances di tutto rispetto,
eseguite da delle vere attrici.
La più apprezzata all’unanimità da Pubblico, Giuria dei Giovani e
Giuria tecnica è stata VALENTINA
FOGLIANI che si è portata a casa i due premi serali
(Pubblico e C.E.S.I.). proponendo un brano di cui è autrice “La
commedia Gabrielliana” (punti 35,25). E’ stato un piccolo
capolavoro di fantasia, grazia e comicità, riuscendo a cambiare i
personaggi, senza perdere ritmo, espressività e contatto con gli
oggetti di scena. Una storia ispirata alla commedia dell’arte, con
l’uso di più personaggi: i due innamorati, la Regina e sua figlia,
l’amico e la serva. E un finale tragicomico.
ELISABETTA D’ACUNZO
(punti 34,50) ha dato corpo e
voce a tutta la visceralità e il calore del popolo napoletano,
espresse in un testo famoso di Annibale Ruccello: “Il mal di
denti”. Attrice da vera sceneggiata napoletana, ha convinto e
coinvolto con un’ottima gestione della voce e dello spazio, con un
buon ritmo e una grande interpretazione.
Il dialetto napoletano ha dominato la serata con una vera rivelazione:
il gruppo ROBERTA MISTICONE e VERONICA
ESPOSITO (punti 33,50). Bella esecuzione, grande
energia e ritmo, coreografia perfetta, nella rappresentazione del
canto delle lavandaie da “La gatta cenerentola” di Roberto De
Simone. Le attrici hanno saputo alternare il dialogo col canto,
riuscendo ad interagire col pubblico e a proporre un finale insolito e
coinvolgente.
Accompagnata da un ottimo violoncellista,
LARA BELL’ASTRI con la sua
bella voce chiara e ben impostata, ha proposto una poesia di Tonino
Guerra “E caval d’Ulisse” ottenendo un voto medio di 30,38.
Sensibile, espressiva, emozionante,
GIULIA CESAREO si è
coraggiosamente cimentata nell’interpretazione del V° canto
dell’Inferno di Dante. La notorietà della poesia ha reso
partecipativo un pubblico attento, che ha colto la passione di questa
giovane attrice, premiandola con un lungo applauso (punti 30,25).Il
disagio femminile in tutte le sue sfaccettature è riecheggiato nel
cortile di Palazzo Tozzoni dai monologhi e dialoghi delle partecipanti
alla terza serata di selezione, venerdì 15 giugno. Un teatro-denuncia,
espresso attraverso il dramma, l’ironia, la comicità, che ha lasciato
al pubblico messaggi e valori di estrema attualità.
Con una mimica carica di simpatia, un modo semplice e contagioso di
raccontarsi, ANNAMARIA AMATO
ha convinto pubblico, giuria dei Giovani e giuria tecnica con
un brano da "I monologhi della vagina": l'inondazione di Eve Ensler.
(punti 34,80). Il testo racchiude in sé il dramma reale di una
donna non più giovane, che racconta con ironia e leggerezza una
vicenda ormai passata, che però ha lasciato un segno indelebile nella
sua vita.
Ancora Michel Tremblay con un interessante adattamento
di VINCENZA PASTORE - Da “Le
cognate”. L’interprete (che in questi giorni ha ricevuto
una menzione speciale al premio Hystrio) ha sviluppato un collage di
tre piccole storie: Tre donne, tre vite, tre amori, tre verità. Un
testo esclusivamente femminile, per raccontare l’urlo delle donne, il
loro universo. Grande trasformista, tiene bene in tutti i personaggi
con un’ottima interpretazione e una grande carica. (punti 34,50)…PAOLA
GALLI e ANGELA SILVANO
hanno giocato con i personaggi de
“Il caro estinto” di René De Obaldia (punti 32,70): un dialogo
brillante che si rifà in chiave contemporanea allo stile del teatro
dell’assurdo. La realtà comunicativa si sgretola per lasciar spazio ad
un assurdo che si presta a cambi di ritmo e di situazioni
coinvolgenti, interpretate con efficacia, ironia e gran movimento
sulla scena.
Nel libero adattamento del monologo di Andromaca da "Le troiane" di
Sartre, l’attrice FRANCESCAELISA
MOLARI ha valorizzato l’espressività corporea, riuscendo in
questo modo ad accentuare la sua capacità di trasmettere le forti
emozioni che questo testo richiede.Voto medio 32,50.
Le bellissime parole di Heiner Muller in un brano
estrappolato da Quartett sono state coraggiosamente proposte
da ELISA CALVI (punti 29,20)
–Con forza e passione ha descritto un mondo sorretto dall'incessante
scorrere del tempo, dove "la vita si ripete finchè l'abisso rimane
spalancato".
Nella serata del 22 giugno, la competizione tra cartelloni e
manifestazioni estive, non ha distolto l’attenzione per il concorso a
quel nutrito gruppo di affezionati che ci segue da anni, perché questa
iniziativa rappresenta una sfida e una scommessa non solo per le
partecipanti, ma anche per un pubblico esperto ed appassionato, che
riconosce al teatro la capacità di unire l’utile al dilettevole, con
tempi per la riflessione, la conoscenza e la sensibilità.
In particolare ne hanno dato prova le tre migliori partecipanti della
serata:
Con un testo straordinario e grande ritmo,
LUISA NOLI ha divertito
con un brano del gettonatissimo Annibale Ruccello -
Da "Mamma - piccole tragedie minimali": La telefonata (VOTO 37,78) e
Premio del Pubblico. Con grande presenza scenica, una
straordinaria capacità espressiva e vocale, ha descritto la filosofia
e la superstizione colorata di una Napoli piena di vitalità e
contraddizioni.
Fantasia, grande energia e voce ben impostata per
ALESSANDRA CROCCO (PUNTI 34,66)
con il monologo del nunzio da "Medea" di Euripide.
L’attrice ha dato ricchezza e forza immaginativa a questo
racconto, uno dei più intensi del teatro greco: il messaggero annuncia
la terribile morte della principessa Glauce e di suo padre Creonte per
mano di Medea.
Infine KIRA IALONGO con DEATH AND
DANCING che ha conquistato la Giuria dei Giovani. in
un immaginario Hyde Park di Londra l’attrice con un’ottima
interpretazione, buona tecnica ed espressività, in grado di mantenere
la tensione del testo di Claire Dowie, ha descritto la consapevolezza
di chi ha tentato tutto, ma si è trovato a scontrarsi con quella
società fondata solo su valori economici, essendosi ormai dimenticata
di quelli umani. (PUNTI 32,22).
Vitale per le attrici è un pubblico attento e attivo, vitale per
gli organizzatori è la struttura messa a disposizione a Palazzo
Tozzoni, dove mancano tutti gli altri effetti speciali, suggeriti
dalle luci, dall’amplificazione dei suoni, dalla scenografia, per cui
ogni attrice si mostra veramente per le capacità che possiede. Vitale
è la continuità da 12 anni a questa parte di questo concorso, la sua
visibilità e notorietà in un crescendo superiore ad ogni aspettativa,
grazie al contributo offerto da chi continua a investire sui giovani,
vale a dire La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola,
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola e la Coop.va
C.E.S.I. di Imola. Vitali la Giuria tecnica e la Giuria dei
Giovani.Il personaggio illustre (o i personaggi?) che ospiteremo
quest’anno verrà svelato come di consueto nel corso dell’imminente
prima serata di semifinale del 29 giugno, ma possiamo dire fin da ora
che darà lustro alla manifestazione e sarà molto apprezzato dal
pubblico imolese e dalle partecipanti.
Le semifinali
Si dice che nessuno è profeta in Patria: ma questo non vale per
Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che rappresentano un fiore
all’occhiello per Imola, ovunque si trovino a fare teatro. Noi li
abbiamo osservati in un ruolo particolare: quello di Giurati al
concorso teatrale femminile LA PAROLA E IL GESTO, che si svolge ogni
anno nei mesi di giugno e luglio fin dal 1996, a Palazzo Tozzoni. Le
giovani partecipanti che hanno avuto modo di ascoltarli e di
confrontarsi con loro, ne sono state entusiaste e a distanza di anni
ricordano quell’incontro come un momento indelebile e significativo
per la loro crescita professionale. Tutti abbiamo apprezzato le loro
capacità attoriali: senz’ombra di dubbio, possiamo annoverarli fra i
nomi più interessanti del panorama teatrale italiano e non solo. Ma
chi ha avuto la fortuna di conoscerli personalmente, non può fare a
meno di unire all’ammirazione, l’affetto, la stima e la simpatia. Il
loro approccio è semplice, spontaneo, perché viene dal cuore e da un
profondo rispetto per tutte le persone. Attori, autori, registi
teatrali, Enzo Vetrano e Stefano Randisi lavorano assieme dal
1976. Col Teatro Dagidde di Palermo hanno condiviso l’esperienza
formativa del teatro di gruppo, orientando la propria ricerca verso il
teatro d’attore, l’improvvisazione e la drammaturgia collettiva. In
seguito hanno formato e diretto una compagnia all’interno del Teatro
Stabile di Bologna, hanno partecipato a diversi lavori con Leo de
Berardinis e hanno collaborato con Raul Ruiz e Nanni Loy per
produzioni cinematografiche e teatrali. Gli spettacoli a cui hanno
dato vita sono stati rappresentati in molti teatri italiani e in
piazze estere come Madrid, Barcellona, Parigi, St.Etienne e Berlino.
Oltre al caloroso successo di pubblico hanno raccolto riconoscimenti
lusinghieri da parte della critica nazionale e internazionale, ed
hanno vinto, nel 1988, il Premio Palermo per il Teatro. Nel 1995 hanno
fondato l’Associazione Culturale Diablogues, che spazia dalle
produzioni di ricerca teatrale e musicale alla didattica per le
scuole, da collaborazioni in campo cinematografico e video a
consulenze artistiche e organizzative, alla progettazione e
realizzazione di eventi teatrali unici, con allestimenti in luoghi di
particolare interesse artistico e culturale. Questi alcuni frammenti
del loro ricco percorso artistico:Ubu re
di Jarry, The Connection di J. Gelber (regia di Leo de
Berardinis) per la cooperativa Nuova Scena di Bologna, la trilogia
dedicata alla Sicilia, loro terra d'origine: Principe di Palagonia
, Mata Hari a Palermo (premio Palermo per il Teatro 1988),
L'isola dei beati, Giardino d'autunno di Raznovich,
L'impero della ghisa, I giganti della montagna di
Pirandello (premio Ubu 1993 come spettacolo dell'anno), Lear
opera, Totò principe di Danimarca. Diablogues,
Beethoven nel campo di barbabietole di R. Dubillard. Mondo
di carta , dalle novelle di Pirandello.Nel 1997 realizzano ”A
vous la liberté”, “Conti e racconti dell’isola Tozzoni”, e “Ultimo
tempo, rievocazioni storiche al Palazzo Tozzoni di Imola. Da
diversi anni hanno intrapreso un percorso di rilettura di testi
classici: da Pirandello de Il berretto a sonagli al più recente
L’uomo, la bestia e la virtù, da Anfitrione di Molière,
Plauto, Kleist e Giraudoux a Il mercante di Venezia di
Shakespeare. Raccolgono ovunque consensi, perché per dirla con
Ferdinando Taviani, che cosa sia il talento nessuno lo sa: ma chi ce
l’ha si vede…A guidarli la capacità di riscoprirsi continuamente, di
cercare più a fondo, di sorprendersi e divertirsi.
Certi di interpretare il
desiderio e la volontà del pubblico imolese, l’Assessore alla
Cultura del Comune di Imola, il Direttore Artistico del Teatro
Comunale e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola,
hanno espresso unanimemente il desiderio di assegnare loro il
premio “Imola per il Teatro 2007” - in occasione della serata
finale del Concorso Teatrale Femminile “La Parola e il Gesto –
Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola - del 13 luglio 2007 – a
Palazzo Tozzoni.A
motivare il premio le parole della giornalista, esperta di teatro
Stefania Freddi:
“Un teatro attoriale dove
predomina la recitazione pura, scevra da scenografie complicate che
possono distrarre e nascondere. Perché la forza drammaturgica di Enzo
Vetrano e Stefano Randisi arriva senza mediazioni. La parola e il
gesto passano fluidi e potenti dagli attori-registi agli spettatori,
in modo semplice e pulito come può dare solo la forza del teatro
(quello bello, fatto bene, con il cuore e con lo stomaco). E se ne
sono accorti anche i grandi nomi dell’establishment teatrale italiano,
a cominciare dall’Eti, che li ha voluti a Berlino per il Festival di
Teatro Italiano, fino alla recentissima inclusione de «Le smanie per
la villeggiatura» nella terna finale di spettacoli in lizza per i
Premi Olimpici.Ai riconoscimenti si aggiunge ora il Premio Imola per
il Teatro, un omaggio che la città fa ai personaggi illustri del
teatro italiano. Gli imolesi hanno imparato a conoscerli nelle
co-produzioni con il Teatro Comunale («Il berretto a sonagli»,
«Anfitrione di Molière», «Il mercante di Venezia», dove hanno dato
vita ad un lungo sodalizio artistico con Elena Bucci e Marco Sgrosso),
li hanno seguiti lungo la Vallata nel festival «Acqua di terra / Terra
di luna» e spesso li hanno visti sorridenti in giro per la città.Entrambi
attori e registi, hanno però via via specializzato e diviso i ruoli:
Vetrano è l’istrione che domina il palco, il primattore, nervi,
tensione ed emozioni, Randisi è il regista, la visione completa, la
cura del particolare. Insieme, sono spettacoli da non perdere come il
recente «L’uomo, la bestia e la virtù». Gentili, allegri, disponibili,
curiosi, instancabili. Energici, sul palco e nella vita”.
Gli ospiti illustri
rivestiranno il ruolo di Presidenti di Giuria per l’assegnazione dei
premi previsti alle prime tre classificate. Le otto finaliste (sette
singole e 1 gruppo) pronte a sfidarsi per quest’ultima prova, sono
arrivate a questo risultato grazie all’ottima performance proposta
nelle semifinali, nel corso delle quali hanno ottenuto i seguenti
risultati:
ELISABETTA D'ACUNZO
– con un monologo da “L'opera buffa del giovedì santo” di Roberto De
Simone, ha fatto vivere
appieno la magia del teatro e della musica, mettendo in risalto anche
col canto la sua splendida voce. Il linguaggio tipico di De Simone
opera una contaminazione tra il dialetto letterario dell'opera buffa
del 1700 e il dialetto odierno dei ceti bassi della periferia
napoletana: un brano estremamente adatto alle capacità dell’attrice.(Punti
41,83)
LUISA NOLI
(punti 40,66) Da "Teatro 1": la misteriosa scomparsa di W di Stefano
Benni Attraverso un viaggio
onirico, W racconta la sua venuta al mondo, con tutto l'entusiasmo e
la purezza di una creatura appena nata. Perfetta nel ritmo e nei
gesti, efficace nei cambiamenti di atmosfera che il brano richiede
Un’inedita performance di
CLIO GAUDENZI
per un classico del teatro
contemporaneo: Un tram che si chiama desiderio di Tennessee
Williams.(Punti 39,50) Utilizzando il teatro danza, l’Attrice ha
proposto Blanche, come una marionetta legata e sottomessa ai tanti
fili in pugno alla vecchia mano del passato; fili in cui
s'aggroviglia, fili che, come serpenti, la stringono fino a farla
soffocare. Con una coreografia fantastica e con l'aiuto della musica -
opera della stessa attrice - il corpo tenta d'essere in sintonia con
le contorsioni, i silenzi e le velocità dell'animo, riuscendo a
rendere perfettamente il dramma del testo.
VINCENZA
PASTORE -
Caratterista formidabile: riesce ad
interpretare fuori da ogni contesto. Il suo brano commovente -Tre
donne alte di Albee - e la sua capacità di improvvisazione, hanno
conquistato il pubblico ottenendo il Premio del Pubblico del 6
luglio. Attraverso questo monologo, l’attrice ha voluto attraversare
il cammino della vecchiaia, volendo fare un piccolo omaggio ai nonni,
e a tutti gli anziani, alla loro tenerezza, alla loro magia, ai ....dolci
bimbi grandi che hanno tanto da raccontare e da insegnare
(punteggio 38,28)
AIDA TALLIENTE
con Le lacrime amare di Petra Von
Kant di Rainer W. Fassbinder (punti 36)
si è dimostrata una vera attrice, sotto
ogni punto di vista: alla sua straordinaria capacità espressiva, ha
unito una regia efficace e innovativa, costruendo un dialogo muto con
un telefono staccato che suona solo nella mente di Petra, ormai
annebbiata e confusa dall’ alcool. Sullo sfondo l’accompagnamento con
la musica di Violeta Parra, ha esaltato l’atmosfera drammatica del
brano. L’attrice ha voluto così offrire un omaggio a questa grande
interprete, che con la sua voce ha scaldato l’anima di un intero
popolo.
ALESSANDRA
CROCCO
ha proposto una pièce da "Che
inenarrabile casino" di Eugene Ionesco, in modo spigliato e
divertente, conquistando il premio Giuria dei Giovani del 6
luglio e punti 35,57 dalla Giuria tecnica.
Il protagonista della commedia, chiamato semplicemente “IL
PERSONAGGIO”, si mura in un mutismo impenetrabile. Così l’attrice è
salita sul palco con un manichino (il personaggio, appunto)
interpretando la portinaia, che con dilagante logorrea lo aggiorna
sulla movimentata situazione politica e sulle sorti dei vicini di casa
e disquisisce sapientemente sulla condizione esistenziale e sul
destino del pianeta: brava e carina.
La comicità si mescola alla tragedia nel riadattamento interamente
curato dal gruppo formato da
ROBERTA MISTICONE e
VERONICA ESPOSITO di un dialogo
tratto da: Mamme di Annibale Ruccello (punti 34,42).
Qui la pazzia ha trovato nella fede
un’ancora di salvezza. Le attrici ben affiatate, hanno alternato
sapientemente dialogo e canto con una voce splendida e ben impostata e
una bella costruzione scenografica, fatta di comicità e grazia.
Con grande potenza mimica e recitativa,
LETIZIA MASSIMO
(in arte TIZIANA) ha
ottenuto 33,66 punti con un brano da: Spogliarello di Dino
Buzzati
La storia narra le vicende di Velia, ragazza dedita alla "bella
vita", e delle sue avventure, in un percorso che attraversa la casa,
il marciapiede e la chiesa. Molto realistico il cambio dei personaggi.
Da segnalare, anche se non entra per poco nelle finaliste,
VALENTINA FOGLIANI
con un suo libero
adattamento tratto da Confusioni di Alan Ayckbourn,
perchè nella serata del 29 giugno ha conquistato Il
premio del Pubblico e il premio C.E.S.I. Giuria dei Giovani,
interpretando con realismo lo sfogo di una giovane ragazza che si
ritrova in uno stato emotivo confusionale.
Ora si riparte di nuovo da capo: la sfida è aperta, ma è una battaglia
leale, perché ormai fra loro si è creata un’armonia, un’amicizia e una
solidarietà che sarà di grande aiuto durante il soggiorno imolese
previsto per la tournèe “Prova d’attrice” - promossa nell’ambito della
rassegna “Voci di donna” che partirà da Sesto Imolese il 27 luglio e
in seguito, passando per Bagnara, Argenta, Medicina, Palazzuolo,
Forlì, finirà il 5 agosto 07.
A incentivarle in questa ultima fatica, un pubblico attento e attivo
che le ha seguite fin dalle selezioni. Le emozioni sono onde nella
quali ci si deve tuffare e Palazzo Tozzoni ne promette di
veramente coinvolgenti, per la sera del 13 luglio dalle ore 21.
La finale
Venerdì 13
luglio – nella finale del concorso teatrale femminile LA PAROLA E
IL GESTO - a Palazzo Tozzoni ha vinto il Teatro di qualità. A
rappresentarlo due illustri personaggi del Teatro italiano: Enzo
Vetrano e Stefano Randisi che hanno ritirato il Premio IMOLA
per IL TEATRO 2007 dall’Assessore Valter Galavotti, davanti ad un
pubblico entusiasta e partecipativo. Era presente anche il Presidente
della C.E.S.I. Baroncini, in veste di sponsor, insieme al
Comune e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
Certo di interpretare la volontà degli imolesi, l’Assessore alla
Cultura ha espresso la propria soddisfazione nel consegnare la Vela
del Successo in cristallo lavorato a mano, a questi due immigrati da
Palermo, che hanno lavorato con il Comune di Imola, cercando
reciprocamente di fare qualcosa di positivo per la città. Accade
spesso in Italia che gli artisti siano accettati soltanto quando altri
li hanno sperimentati e poi valorizzati. A Imola abbiamo tante
potenzialità che dobbiamo mettere alla prova, accettandone il rischio.
Abbiamo avuto modo di apprezzare le grandi capacità tecniche e il
valore artistico di Enzo e Stefano, ma abbiamo anche conosciuto i loro
valori umani: sono gentili, umili, sanno lavorare in squadra e
soprattutto riescono a comunicare agli altri il lavoro che stanno
facendo. La loro crescita è stata anche la nostra.
Ricevere il premio della nostra città, sostengono gli ospiti, ha un
valore speciale perché si allarga a tutti quelli che negli anni
difficili ci hanno aiutato. Un grazie di cuore al pubblico che
frequenta il teatro e che ha un grandissimo affetto per noi.Dopo le
prove, in attesa di definire i risultati della competizione, si è
avviata un’interessante conversazione con gli ospiti.Galavotti
–“Avete fatto tante esperienze, poi avete affrontato una serie di
classici in modo sistematico (Pirandello, Shakespeare, Molière,
Goldoni): che rapporto si può instaurare con questi classici? E quando
un testo diventa classico?”
Randisi –“Abbiamo cominciato a lavorare sui classici perché dopo
un lungo periodo in cui avevamo scritto dei testi o lavorato su testi
contemporanei, abbiamo sentito l’esigenza di confrontarci con un
linguaggio considerato sacro e che negli anni settanta volevano
distruggere. Poi c’è stato un tempo in cui non era così facile
distinguere fra un teatro classico e uno di rottura o di avanguardia,
ma si lavorava su una credibilità, su una verità in scena, che
rendesse attuale la lettura dei classici. Una verità che non è quella
che immediatamente viene dalla prima lettura di un testo. Alla luce
delle nostre esperienze il rapporto con un classico è diventato una
ricerca per approfondire a modo nostro questi testi.”
Vetrano – “L’incontro con i classici non ha modificato il nostro modo
di lavorare, perché abbiamo sempre fatto un teatro d’attore. Non
abbiamo fatto altro che incontrare un testo che bisognava riscoprire
alla nostra maniera, facendo delle operazioni particolari. Per esempio
per il “Berretto a sonagli” abbiamo usato anche il testo siciliano,
per “Le smanie della villeggiatura” abbiamo utilizzato quattro attori
per fare i dodici personaggi. Poi non esiste un testo classico; se
certi testi di 500 anni come “Il mercante di Venezia” si fanno ancora,
vuol dire che hanno qualcosa da dire. Noi desideriamo fare questi
incontri.”
Pubblico – “Penso
che le ragazze abbiano apprezzato il fatto di recitare davanti a due
attori di questa portata, mi auguro che non si fermino di fronte alle
difficoltà, perché sono veramente brave. Vorrei chiedere a Clio: come
ti è venuto in mente di interpretare due personaggi così diversi come
Riccardo III e Lady Anna, come hai fatto a unificarli, a passare da
uno all’altra con tanta facilità; è una idea tua?”
Clio – “ Ho sempre lavorato molto con il corpo, facendo anche
acrobatica e mi è sempre piaciuto trasformarmi. Lego molto la parola
al gesto”Randisi - ”Interpretare questi due soggetti opposti che si
incontrano in scena attraverso un mantello, è stata una bella
scommessa ben riuscita. Il modo in cui Clio ha lavorato rende un
classico qualcosa di nuovo, anche se non è una cosa usuale. Eppure le
parole sono quelle e i personaggi sono gli stessi. Cogliere lo spirito
dei due personaggi e farli interagire è stata una bella idea. Tutte
voi avete comunque alternato brani conosciuti a brani inediti o poco
noti e questo è un modo giusto di concludere questo concorso.”
Vetrano – “E’ difficile oggi che autori contemporanei vadano in scena.
Pensate con quanta naturalezza Pirandello scriveva e subito veniva
messo in scena. Oggi non riusciamo a vedere sulle scene teatrali
italiane dei testi di autori contemporanei. Dovrebbe essere più
naturale che sulle scene ci fossero testi scritti oggi. Ad es. Muller
è un autore straordinario che in Italia è difficile da rappresentare.
Ma è una condizione tipicamente italiana. In Germania, Francia,
Inghilterra i testi contemporanei vengono rappresentati. Da noi se
sbagli uno spettacolo è poi difficile lavorare per tanti mesi.”
In seguito ad
alcune considerazione del pubblico le ragazze hanno così risposto:
Aida Talliente –“Per un attore una cosa importante da portare sul
palco è partire da una condizione personale. Testi comici e drammatici
creano reazioni molto differenti. Quando un attore è stanco vuol dire
che ha vissuto realmente quello che stava facendo e questo dà la
misura del risultato. Molto importante è l’indipendenza che deve avere
un attore, ovvero il fatto di potere realmente crearsi un’autonomia
attraverso un lavoro quotidiano, perché sono pochi gli attori che
hanno un proprio training, come una rappresentazione segreta che
l’attore fa per sé e non per il pubblico, dove cerca di fare rivelare
il testo. E’ importante che il suo lavoro riesca ad aumentare il
proprio grado di coscienza umana ed attoriale. Il teatro è uno
strumento molto pericoloso e potente: in certi paesi dove ho lavorato
gli attori rischiano la vita. L’augurio che posso fare a chi fa questo
mestiere è di diventare degli attori indipendenti e coerenti.”
Vincenza Pastore – “La magia del teatro è quella di vivere il
momento presente, quello che si crea ora. Mi sono messa in discussione
facendo brani comici e drammatici. Fare teatro è veramente difficile
perché non ci sono soldi, c’è la televisione. Adesso il teatro si deve
fare per l’urgenza di avere qualcosa da dire.
E’ importante che il teatro riprenda il suo ruolo”.
A conclusione della manifestazione i due Presidenti di Giuria
hanno così decretato la motivazione alle vincitrici:
1° classificata
AIDA TALLIENTE
(dalla provincia
di Udine - diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico)
che ha dato una grande prova d’attrice. Volto, corporeità, presenza
scenica e intelligenza, nella fusione dei due autori: H. Muller
e Pasolini in uno Studio su Medea curato dall'Attrice.
Ha edificato un brano di stupenda emozione, che diventa urlo
doloroso, di forte impatto emotivo.
2° premio a
VINCENZA PASTORE
(dalla provincia
di Milano, formatasi a Milano – Grock, Campo Teatrale e con master di
specializzazione al teatro Eliseo di Roma e a Mosca) con un
monologo tratto dal romanzo di Salvatore Niffoi: La Vedova
Scalza (premio Campiello 2006), per la forte intensità, capacità
di alternare stati emotivi forti con credibilità, verità scenica e
urgenza narrativa. Ha scavato una rabbia profonda nel lutto del
personaggio.
3° premio a
CLIO GAUDENZI
(da Pesaro, con
una preparazione alla scuola di Mimo e Pantomima e al Die Etage di
Berlino) che ha proposto un Dialogo tra il deforme Riccardo di York
e Lady Anna da "Riccardo III": di William Shakespeare. Mediante
una recitazione surreale, l’attrice è riuscita ad esprimere un intenso
nodo drammaturgico, grazie anche ad un’efficace corporeità.
La Giuria dei Giovani, ha confermato la tesi della Giuria
tecnica, scegliendo
AIDA TALLIENTE
che ha ricevuto il premio dal Presidente della Coop. C.E.S.I. che
sponsorizza il premio.
La maggioranza del pubblico invece ha scelto
CLIO GAUDENZI
che commossa e incredula si è aggiudacata anche questo secondo premio.
Tutte le partecipanti hanno dato il massimo in quest’ultima prova e il
pubblico le ha amate ed apprezzate. Oltre alle tre vincitrici,
ricordiamo
ELISABETTA D’ACUNZO
deliziosa nel suo monologo “Il bambino palloncino” di
Silvestri, dove viene raccontato il tema della diversità con le
parole semplici di una mamma affettuosa.
ALESSANDRA
CROCCO racconta
con grande capacità evocativa la storia di Charlotte Corday,
l’assassina di Marat condannata alla ghigliottina. Testo di
Peter Weiss.
Un’intrigante Ofelia interpretata da
TIZIANA MASSIMO
ha coinvolto e convinto con questo brano di Shakespeare,
attraverso una regia fantasiosa e poetica e un’interpretazione
altrettanto efficace.
LUISA NOLI,
dotata di una grande verve comica, ha divertito con un brano inedito
di Tiziana Scrocca. Leonetta, una vecchia signora che
parla toscano, lasciata nell’Ospizio in attesa di un figlio che non
arriva.
Infine il gruppo di
ROBERTA MISTICONE e
VERONICA ESPOSITO
nel ruolo di due “femminielli” che aspettano i fidanzati-carcerati.
Brave trasformiste hanno giocato e divertito.
Un pensiero conclusivo alla Giuria tecnica e alla Giuria dei Giovani
che hanno svolto un lavoro esemplare.
Fra le ragazze si è creato un legame forte e imprevedibile per
situazioni di competizione come un concorso. Tutte non vedono l’ora di
fare la tournée, perché offrirà loro di nuovo la possibilità di stare
ancora insieme esperimentando al meglio le proprie capacità.
Noi vogliamo ribadire con le parole della vincitrice, che nel teatro è
importante l’attenzione al contenuto, più che alla forma; al percorso
minuzioso che viene svolto, più che alla versatilità personale.
Recitare bene è una cosa, interpretare davvero è tutt'altro: qualcosa
che riguarda un lungo percorso di vita e che va cercato, sperimentato
profondamente, poichè il teatro, come alcune altre forme d'arte, può
davvero portare a toccare vette altissime in termini di coscienza,
coerenza e consapevolezza. Migliorare come attore significa
soprattutto migliorare come essere umano.

Le finaliste del concorso 2007
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