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Hanno detto di noi



Marzia Gambardella

Debora Migliavacca

Lisa Cantini


Viviana Bovino

Giorgia Gorreri

Elisabetta Tonon

Laura Garofoli (sx)
e Alessandra Sani (dx)

Simonetta Marini

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Roberto Cavosi

CONCORSO 2006
"Voi non avete idea di cosa significhi per una giovane attrice vincere un premio al concorso di Imola". Così si esprime una delle tante ragazze interessare a partecipare all'undicesima edizione del Concorso Teatrale Femminile "La Parola e il Gesto - Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola", con la collaborazione e il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Imola.

Sorpresa, felicità, commozione, per le 44 ammesse alla selezione, a cui si potranno aggiungere le altre 20 che restano in panchina, in attesa di essere chiamate per eventuali sostituzioni. Per le altre 60, l’amarezza dell’esclusione raramente rappresenta una sconfitta: il mondo del teatro in particolare è pieno di attese, prima di arrivare al successo: l’importante è non demordere e continuare la sfida. La pre-selezione, resasi necessaria dall’elevato numero di richieste, è avvenuta tramite la valutazione di una lettura interpretata di uno dei testi predisposti dalla Commissione esaminatrice, unitamente al curriculum presentato.
Il teatro moderno cerca nuove dimensioni, nuovi spazi che non siano quelli concessi tradizionalmente e difficilmente raggiungibili dai giovani talenti. L’ intento dell’Associazione i Portici che cura il progetto, è quello di far arrivare al pubblico queste nuove proposte, di offrire loro la possibilità di mettersi alla prova in uno spazio ridotto ma affascinante, semplice e aristocratico insieme. Palazzo Tozzoni, messo a disposizione dal Comune di Imola che collabora all’iniziativa, insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e alla Coop.va CESI, suggerisce un rapporto più intimo con il pubblico, e mette in risalto chi è dotato di maggior talento, poiché mancano tutti gli strumenti ad effetto, resi possibili nelle strutture tradizionali.
Le ragazze sanno di dover conquistare tre tipologie eterogenee di attenti uditori:
La Giuria, costituita da elementi di indiscussa serietà e professionalità che costruisce le tre graduatorie previste, finalizzate all’assegnazione dei premi nel corso della serata finale.
La Giuria dei giovani, costituita da coetanei delle partecipanti, che studiano e fanno teatro e ogni sera assegnano il premio CESI. Idea stimolante per le partecipanti e formativa per i giovani Giurati.
Il pubblico, che, chiamato ad esprimere la propria preferenza, partecipa ogni sera all’assegnazione del Premio del Pubblico. Un gioco che coinvolge e diverte, oltre a sviluppare la capacità critica personale e una sorta di fidelizzazione nel corso di tutte e sette le serate.

I tre brani diversi che le partecipanti hanno scelto, sono spesso pensati in modo da soddisfare i gusti e le competenze di tutti, dagli estimatori di generi particolari, come la drammaturgia, il teatro di ricerca, il teatro danza, ai fruitori del teatro classico, brillante, comico. Ciascuna con la propria capacità creativa, scegliendo il personaggio che si presta meglio alla propria interpretazione.
Le proposte, sviluppate in piccole dosi (10 minuti riservati ai monologhi, 15 ai dialoghi) permettono un approccio agevole al teatro, anche a chi non lo frequenta.
Gli autori più gettonati: Anton Cechov, Annibale Ruccello, Bertolt Brecth, Dario Fo e Franca Rame, Luigi Pirandello, Harold Pinter, Oscar Wilde, William Shakespeare; ma anche Eugène Ionesco, Dacia Maraini, Garcia Lorca, Samuel Beckett, Stefano Benni, Tennessee Williams.
Curiose e interessanti le motivazioni personali espresse dalle partecipanti in merito alla loro scelta. Alcune propongo delle vere e proprie sperimentazioni, mettendo in luce creatività e coraggio: brani ricavati da film, contaminazioni di testi e stili diversi, liberi adattamenti, proposte inedite di cui sono anche autrici. Il tutto da sviluppare nel breve tempo e spazio loro concesso. Personaggi quasi sempre femminili che rappresentano la vita, con i suoi paradossi, le emozioni, le tragedie e le speranze.
Tutte le regioni e le relative migliori scuole teatrali sono rappresentate, con un’elevata presenza da Milano, Torino, Napoli, Roma, Firenze, Livorno, Cosenza, Reggio Calabria, Palermo, Bologna. Non mancano le provenienze dall’estero.
Con queste premesse la gara si preannuncia interessante per il pubblico e stimolante per le giovani attrici.

Appuntamento a Palazzo Tozzoni – Via Garibaldi 18 – Imola – alle ore 21 dal 2 giugno perché, per dirlo con Garcia Lorca: “il teatro è la poesia che si solleva dal libro e si fa umana”.

AMMESSE ALLE SEMIFINALI
Questa Giuria non perdona!
Commentano all’unisono le partecipanti al Concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola” che hanno appena concluso le prove di selezione a Palazzo Tozzoni. Delle 44 esordienti, sono state ammesse alle semifinali del 30 giugno e 7 luglio, i 18 migliori risultati della graduatoria. I punteggi conseguiti vanno da 11 a 44.
Questa in sintesi la prima parte dell’esperienza umana e professionale vissuta da queste giovani attrici provenienti dalle migliori scuole italiane.
Guida la classifica delle selezioni con 44 punti la milanese DEBORA MIGLIAVACCA BOSSI, con un brano tratto da Erodiàs di Giovanni Testori. Ha conquistato la sua straordinaria capacità di muoversi sulla scena, usando un linguaggio giocoso che ha affrontato con ironia anche la tragedia, nella quale Erodiade, la concubina di Erode, ha finalmente ottenuto la testa di Giovanni Battista. La lingua poetica inventata, tra l’aulico e il ‘volgare’, evoca una sorta di preghiera disperata in cui la realtà del palcoscenico e la finzione della tragedia si mescolano in un gioco metateatrale.
Segue MARZIA GAMBARDELLA con un classico del teatro di Eduardo De Filippo: Filumena Marturano. L’attrice, residente a Reggio Calabria, ha saputo esprimere al meglio, in un perfetto dialetto napoletano, le capacità espressive ed evocative di questa splendida lingua. E’ un fiume in piena: parole, ricordi, rabbie che s’intrecciano in sfuggenti variazioni emotive, e portano in luce quanto forza e debolezza, miseria e nobiltà, siano continuamente intrecciate.
Punteggio conseguito: 43, insieme al Premio del Pubblico, condiviso ex-equo con il felice ritorno di LISA CANTINI da Pistoia, terza classificata, che nella selezione del 9 giugno, ha guadagnato anche il premio Giuria dei Giovani (40,38 punti).
Lisa ha reso omaggio con il suo stile innato ed accattivante, ad un grande artista: Giorgio Gaber, con il monologo “Sogno in due tempi”. Uno sguardo poetico e dissacrante ad un genio, che è stato capace di esplorare e mettere in luce i nostri pregi e le nostre debolezze, con la sottile ironia di chi è disposto a mettere in gioco tutto sé stesso.
Quarta delle eliminatorie con punti 40,25 GIORGIA GORRERI da Parma, che il 16 giugno viene promossa come miglior attrice della serata dalla Giuria dei Giovani (Premio C.E.S.I.). Con molta naturalezza, un bell’uso della voce e della mimica, ha interpretato Mirella, un tipico personaggio pirandelliano da “Il Signore della nave”: una puntuale riflessione sulla condizione umana, non priva di una sottile ironia. Si intuisce l’intenso lavoro che c’è stato dietro questa bella interpretazione.
Il gruppo ALESSANDRA SANI e LAURA GAROFOLI provenienti rispettivamente da Empoli e da Roma, con un voto medio di 38,50 hanno presentato il dialogo tratto da “Impromptus à loisir”: Le Defunt – ovvero il caro estinto, pièce teatrale di René de Obaldia, poeta e drammaturgo attivo in Francia dalla seconda metà del ‘900. Le ragazze hanno fatto tris, ottenendo il miglior punteggio della serata (2 giugno), unitamente al premio del pubblico e della Giuria dei Giovani, per l’ottima intesa, la capacità vocale ed espressiva, la coreografia.
SIMONETTA MARINI dalla provincia di Verona – toccante nella sua intensa interpretazione del monologo di Maria, tratto da “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. L’attrice è riuscita a comunicare con efficacia e realismo tutte le tensioni emotive del personaggio di Maria che trapelano dal racconto: imbarazzo, timore, premura, sofferenza, coraggio. Punti 36.67.
A pochi centesimi di differenza (36.56) la bolognese TAMARA FAGNOCCHI ha conquistato il Premio del pubblico nell’ultima selezione del 23 giugno con il notissimo monologo di Anna Cappelli di Annibale Ruccello. Premiato il suo talento comico, la sua capacità espressiva. Veramente coinvolgente.
Dalla provincia di Napoli conquista il Premio del pubblico del 16 giugno IVANA MAIONE (per la Giuria punti 35,50). Una scatenata Little Peach che racconta la sua doppia vita nel monologo brillante di Enzo Moscato. Dotata di grande comicità napoletana, di buona mimica ed espressività, ha reso al meglio il suo personaggio.
Sorprendenti i 3 ruoli svolti da questa coppia ben affiatata costituita da TERESA BRUNO ed EMILIA BRANDI entrambe provenienti dalla provincia di Cosenza (punti 35.44). Emilia era Ivan Vasil’eviã - il giovane pretendente che si reca a casa di Stepan Stepanoviã per chiedere la mano della figlia Natalja. Teresa invece ha svolto entrambi i ruoli (padre e figlia) – da “Proposta di matrimonio” di Anton Cechov. Dotate di grande talento comico, hanno saputo alleggerire questo testo con naturalezza.
ELISABETTA TONON dalla provincia di Bari (punti 34.33) ha conquistato la Giuria dei Giovani nell’ultima serata di selezione con uno splendido adattamento teatrale dal “Diario di Anna Frank”. Particolarmente curata regia e coreografia. Ha saputo presentare l’anima adolescente di Anna, con le sue contraddizioni e i suoi desideri più profondi.
La trevisana SILVIA DAVANZO ha ottenuto un buon piazzamento con 32,88 punti, proponendo tre scene da: “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello, una pièce di impatto esilarante. La protagonista è una donna sola, alla ricerca di qualche certezza, come un affetto, una casa dove vivere, un contratto matrimoniale. L’attrice ha saputo delineare con efficacia la feroce voglia della protagonista di sfuggire alle proprie frustrazioni, tramite un sogno d’amore, che la spingerà poi al paradosso e alla follia.
Di nuovo William Shakespeare con un libero adattamento del processo tratto da: “Il racconto d'inverno”. SUSANNA PARAVANO da Udine, riesce alternativamente a vestire i panni del tiranno Re Leonte, nella veste di un grottesco clown, della sua amata e casta consorte, la Regina Ermione, accusata di adulterio, e del Giudice, complice del potere. Ottimo il cambio simultaneo dei personaggi. Brava. (punti 32.33)
Caratterista innata ELENA IMPERATORE di Napoli, ha divertito con il personaggio di Maria di Carmelo – tratto da “Mamma piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello. L’interprete ha saputo mettere in evidenza la componente tragicomica del testo, senza tuttavia oscurare la vena comica che lo caratterizza. Un’occasione per esplorare il tema della follia. Un lavoro meticoloso e ben riuscito sulla mimica facciale, sul corpo, sul movimento e sulla vocalità. Punti 32.
VALENTINA CAPONE da Pescara ha proposto il monologo della Regina Margherita dal testo di Witold Gombrowicz: “Iwona Principessa di Borgogna”. La sua capacità scenica ha premiato la difficoltà di vestire i panni di una personalità complessa, che vuole nascondere i propri desideri più oscuri, immobilizzata dal conflitto tra la sua apparenza regale e la sua natura “ciondolante”. Punteggio ottenuto: 30,38.
La toscana GIULIA VANNOZZI emozionatissima, ha messo alla prova se’ stessa, vestendo i panni di Solange da “Le serve” di Jean Genet, adattamento a monologo del dialogo finale fra le due sorelle. Brano tecnicamente complesso, per la forza dirompente della protagonista. Buona impostazione della voce, buona espressività ed energia. Punti 30,13.
Brava la napoletana AMALIA RUOCCO nell’impegnativo ruolo di Creonte che si rivolge ad Antigone implorandola di tenersi stretta la vita, di non abbandonarla prima di averla capita. Ottima voce e capacità di proporre un personaggio dal testo di Jean Anouilh, in modo semplice e diretto. (punti 29.89)
Le sorelle ROSARIA e NUNZIA CUOMO dalla provincia di Salerno, hanno ottimamente sostenuto il dialogo-confronto delle protagoniste Alison ed Helena, tratto da “Ricorda con rabbia” di John Osborne. Efficaci nel trasmettere le tensioni e i sentimenti che il testo propone. Voto Giuria: 29,75.
VIVIANA BOVINO proveniente dalla provincia di Bari, ha catturato l’attenzione con un monologo ironico tratto da Después de Dios:
“Dottoressa Jekyll & Miss Hyde” di Luis Ibar, spettacolo che affronta le contraddizioni della nostra epoca, sul tema della sessualità. Perfetta nello sdoppiamento fra dottoressa e paziente. Chi è la più pazza fra le due? Punti 29,50.
Ripescata in seguito alla rinuncia di una partecipante, la livornese SILVIA LEMMI (voto giuria 28.33) ha interpretato una sofferente Harper da “Angeli in America” di Tony Kushner. Capace di trasmettere nei pochi minuti a disposizione, la solitudine interiore, l’inadeguatezza, ma anche la dolcezza di questo personaggio femminile.
In seguito ad una ulteriore rinuncia, è rientrata nelle semifinaliste la romagnola LIANCA PANDOLFINI. Nelle selezioni aveva ottenuto punti 27,25 proponendo un originale testo scritto per il teatro delle marionette: “Don Cristobal di Garcia Lorca”. Lianca ha sapientemente utilizzato il lavoro di maschera, tipico della commedia dell’arte, riuscendo a cambiare continuamente i personaggi con grande abilità e maestria.
Questa prima classifica da questo momento verrà azzerata e le semifinaliste ricominceranno da capo una nuova sfida: quella di arrivare alla finale, proponendo nuovi brani e nuovi personaggi.
Abbiamo visto giovani attrici capaci di scatenare emozioni e di arricchire i brani con la propria creatività, vivacità e cura dei particolari. Abbiamo ascoltato brani di tradizione, ma anche di riscoperta; una ricerca di nuovi linguaggi e nuovi modi di raccontare. Il luogo teatrale messo a disposizione dal Comune di Imola è già di per se’ una meraviglia da mostrare.
Al pubblico di Palazzo Tozzoni, sempre più coinvolto in questo percorso a tappe, confermiamo che il teatro - oltre ad offrire il piacere dei sensi, affidato alla parola e al gesto - sollecita l’intelligenza, la riflessione e la sensibilità di ciascuno.

AMMESSE ALLA FINALE
“Un grande attore dimostra la sua capacità di rendere vivi e umani i ruoli che interpreta” cita Umberto Orsini. E le ragazze ammesse alla finale del Concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola” hanno dimostrato di possedere le doti attoriali necessarie per proseguire in questo difficile mestiere: sicurezza sul palco, capacità di esporsi coraggiosamente in ruoli diversi, efficacia nel dare corpo e immagine alle parole.
Le ragazze escluse, se ne vanno col sorriso, pronte a ricevere commenti e verifiche, disposte a quella sana autocritica che permette di crescere e di fare esperienza. Il commento più diffuso: “anche se perdiamo, restiamo persone”. Il rispetto e la trasparenza sono il marchio di qualità del concorso imolese: ci credono gli organizzatori e gli sponsors che hanno sostenuto l’iniziativa: La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Il Comune di Imola e la Coop.va CESI. Ci crede il pubblico, sollecitato ad essere osservatore attivo e critico, tramite il voto. Ne sono entusiasti i componenti la Giuria dei Giovani, che hanno offerto un grosso contributo all’esito delle prove, grazie ai loro giudizi tecnici e alla scelta della migliore performance per ogni serata.
Le 8 magnifiche si sono guadagnate la finale proponendo – nel corso delle semifinali del 30 giugno e 7 luglio - i seguenti brani:
Guida la classifica delle semifinali una grande MARZIA GAMBARDELLA che ha presentato un riadattamento drammaturgico da Clitennestra o del crimine di Marguerite Yourcenar. Qui la protagonista è chiamata a testimoniare davanti a una Giuria. Sono gli ultimi atti del suo processo. Meravigliosa nel rendere il testo drammatico con forza e bravura. Il giudizio unanime della Giuria l’ha dimostrato, con punti 42,91, confermato dal premio CESI Giuria dei Giovani del 7 luglio.
GIORGIA GORRERI (PUNTI 36) con un brano dalla raccolta poetica La Laguna: "Gli uccelli cominciarono a cantare" di Janet Frame.
Giorgia possiede la dote istintiva e preziosa del senso di misura: perfetta nei ritmi, nelle pause. La poesia della scrittrice neozelandese, è stata resa magica da un’interpretazione intensa e coinvolgente. Ottimo il gioco costruito con l’uso della maschera, per diversificare i personaggi. Unanime il voto della Giuria dei Giovani che le ha attribuito il premio CESI la sera del 30 giugno.
LISA CANTINI (PUNTI 35,56) ha catturato il pubblico nel ruolo brillante della dottoressa Merope Generosa. Il personaggio, ideato da Anna Marchesini, è una sessuologia combattuta fra liberazione femminile, perbenismo e buona educazione. Accurata nel trucco e nella regia, Lisa è stata perfetta nella mimica e nella dizione.
ELISABETTA TONON ha dimostrato tutta la sua fantasia e creatività esibendosi in una sua personale versione di “che cos’è il teatro”. Lo spunto è tratto da “Questa sera si recita a soggetto”, ma Mommina – la protagonista - balla, canta, con grande energia ed espressività. Ottimo lavoro ben costruito (punti 35.18).
DEBORA MIGLIAVACCA BOSSI (punti 34,45) ha usato sapientemente tecnica, voce, espressività nel brano “La donna del mare” di Henrik Ibsen. Un’attrice che conosce tutte le malizie del mestiere e sa essere convincente e coinvolgente.
Geniale l’idea di ALESSANDRA SANI e LAURA GAROFOLI che hanno reso omaggio a Woody Allen con un dialogo brillante tratto da Central Park West (punti 33,78).
Le ragazze hanno saputo presentare con efficacia la sottile ironia di questo brano, attraverso l’ottima interpretazione di due personaggi così opposti e simili allo stesso tempo e così complessi nelle loro sfaccettature; inevitabili rappresentanti della società in cui viviamo. Gruppo ben affiatato, bel ritmo, buona espressività.
VIVIANA BOVINO (punti 32.36): un’unica attrice ha dato vita alle due sorelle, con un libero adattamento dal racconto “Oh vida" di Adelaida Fernàndez De Juan. Rumba senza palme né carezze. Viviana ha saputo delineare, in pochi istanti, una storia intima e poetica, resa particolarmente avvincente dal suo canto, dalla sua gestualità ed espressività.
Infine SIMONETTA MARINI con il “ monologo della figliastra” da: “Sei personaggi in cerca d'autore:" di Luigi Pirandello e un onorevole piazzamento con punti 31,56. Efficace l’interpretazione della donna cattiva, spregiudicata, intrigante, sensibile e vendicatrice, che questo classico del teatro propone.

LA FINALE
Comunicativo, sensibile, intelligente, Roberto Cavosi mette la persona al centro dei suoi pensieri, con un’attenzione particolare al mondo femminile. Perché – cita lui stesso – “ il mondo femminile mi regala spazi che non trovo in quello maschile. La donna è portatrice di universalità, di un rapporto intrinseco con la terra e con il cosmo, impensabili per la sfera sensibile maschile.
Per descrivere con pari profondità i sentimenti di una sola donna, mi ci vorrebbero almeno cinque personaggi maschili. La donna, è quindi al centro di ogni mia creazione”.
In una splendida serata d’estate, venerdì 14 luglio a Palazzo Tozzoni è stato conferito a Roberto Cavosi il premio IMOLA PER IL TEATRO 2006, in occasione della finale del CONCORSO TEATRALE FEMMINILE LA PAROLA E IL GESTO – PREMIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”. Nella breve motivazione si legge:
“Alla geniale penna di Roberto Cavosi che, usando come foglio l’anima e come calamaio il cuore, rivela la magia del teatro. Al raffinato cantore dell’umana avventura, capace di trasmettere sentimenti ed emozioni profonde.”
Il concorso è un’operazione culturalmente di grande rilevanza. E per questo dobbiamo ringraziare gli sponsor che hanno condiviso e sostenuto un progetto nel quale credevamo – sostiene Valerio Berardi – per l’Associazione culturale I Portici – che organizza la manifestazione. Erano presenti rispettivamente:
Felice Ginnasi per la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA – L’Assessore alla Cultura Valer Galavotti e l’Assessore alle pari opportunità FABRIZIA FIUMI, per il COMUNE DI IMOLA - il dott. Baroncini presidente della Coop.va CESI, sostenitore del premio GIURIA DEI GIOVANI. Da parte loro, parole di apprezzamento ed incoraggiamento a proseguire nello spirito di semplicità e attenzione che caratterizza da sempre la manifestazione.
Guidato dalla felice conduzione dello scrittore imolese Antonio Castronuovo - coadiuvato da Francesca Zacchini - portavoce della Giuria dei Giovani, Roberto Cavosi ha dialogato con le partecipanti e con un pubblico particolarmente attento e partecipativo.
E’ arrivato al teatro da bambino, grazie ad un diavoletto burattino, scambiato con la sua pistola giocattolo, per scoprire poi di poter guadagnare nella scuola elementare ben 2-3000 lire, proponendo spettacoli di burattini. Col diploma dell’Accademia Silvio D’Amico lavora per 10 anni come attore, ma gli mancava l’aspetto dell’autore. La folgorazione arriva durante un soggiorno a Mindanao, dove i missionari gli fanno toccare con mano la realtà del terzo mondo. Qui Cavosi comincia con “L’Uomo irrisolto”, dove racconta una situazione sociale e politica dentro la quale immette delle psicologie molto forti.
Si ritiene fortunato perché può fare il mestiere per cui fin dall’inizio ha impostato il suo bagaglio fantastico. “Quello che ho scritto e fatto è come un marmo continuamente in lavorazione, che mi porto sempre dietro” – sostiene.
Il teatro è un meccanismo che ti permette di pensare in maniera più approfondita. E’ un gesto sociale, nato per combattere la violenza. E’ un rito collettivo. Lo intuivano nell’antica Grecia con l’acatarsi e nel medioevo con anti-acatarsi: cioè uscire dal teatro ponendosi delle domande. E rivolgendosi agli imolesi dice: “avete un ottimo teatro, perché nel tempo ha sempre lavorato in maniera continua ed estremamente interessante tra opere classiche e contemporanee”. Ci sono realtà ben diverse in Italia”.
Roberto Cavosi prende spunto dagli archetipi che sono alla base del vivere quotidiano di tutti. Partendo dai classici, svolge il racconto in chiave fortemente contemporanea. Ad esempio “Rosanero” nasce su un tessuto mafioso molto forte.
Alle partecipanti, preoccupate per il loro futuro risponde: “La crisi del teatro è un problema antropologico. Purtroppo nel teatro italiano si è andato svilendo il ruolo del drammaturgo. C’è un gusto estetico sempre più difficile da calcolare. Il produttore si è reso conto che c’era uno scollamento tra il pubblico e ciò che avveniva nel palcoscenico. Così è nato questo modo pericoloso di immettere a teatro personaggi televisivi noti, in modo che il pubblico avesse una sua riconoscibilità. Questo ha fatto lievitare i prezzi in modo significativo”.
E infine: “Le scuole teatrali devono essere fortemente selettive. Un attore deve riuscire a mostrare sempre la propria personalità: non bisogna mettersi troppo al servizio del personaggio. Penso che il vostro concorso sia il premio più importante che c’è in Italia, perché è puntualizzato ad un universo – quello femminile che mi riguarda e mi affascina particolarmente”.

Infine, vestendo il ruolo di Presidente di Giuria, ha formalizzato il responso della Giuria.
Ha stravinto Marzia Gambardella che si porta a casa il primo premio, il premio del Pubblico e il premio Giuria dei Giovani, perché “interpreta con padronanza illusiva il personaggio, coniugando al meglio movimento e parola; temperando la caratterizzazione realistica con sapienti effetti fonici”. Marzia ha proposto un toccante monologo di A da “Tre donne alte” di Edward Albee. A: una donna vecchia, dispotica e orgogliosa che si trova nel momento – più o meno lungo - in cui l’essere umano è calato in quell’infinita e sommessa solitudine che - pare - fa da preludio alla Fine.
Debora Migliavacca Bossi con il brano “Ritratto di Signora di Carmelo Bene, vince il secondo premio per aver dimostrato “ottime capacità tecniche, alleandole ad un’ecclettica e felice impostazione visionaria”.
In questo brano l’intricato mondo dell’autore si esprime sempre attraverso un ribaltamento dei luoghi comuni, delle frasi fatte e del comune modo di pensare e vivere.
Terzo premio ad una brillante Lisa Cantini che “pur partendo dalla marcata caratterizzazione del personaggio, riesce a comporre un percorso spettacolare, convincente e fluido”. Il suo personaggio è tratto da “Tanto vale vivere” , dove l’autrice Dorothy Parker urla attraverso l’ironia, il suo disarmato disappunto di fronte alla spietata caducità della vita.

Degne di nota anche le altre finaliste:
VIVIANA BOVINO con uno spettacolare brano da "Madre" di Alma Bernal
GIORGIA GORRERI con un esilarante “Il fumo fa male” di Anton Cechov
ELISABETTA TONON fantasiosa nel monologo di Nina Zarecnaja da “Il Gabbiano” di Anton Cechov
ALESSANDRA SANI e LAURA GAROFOLI ben affiatate con il dialogo da Le Serve di Jean Genet
SIMONETTA MARINI con l’impegnativo brano da L'atroce notte: "monologo di Marta Abba" di Stefano Milioto.
Questo il commento univoco della Giuria:”Le finaliste hanno dimostrato tutte di essere delle vere attrici e possono mirare alto. Sorprendente la capacità di proporre auto regie creative e brillanti.”

Al pubblico di Palazzo Tozzoni un caldo invito a rivedere lo spettacolo itinerante costruito per la regia di Andrea Sansovini denominato DONNE IN FABULA, che debutterà a Bagnara di Romagna il 26 luglio prossimo, per concludersi a Sesto Imolese il 28 luglio, perché “Il teatro – per dirlo con il regista brasiliano Eduardo Pinherio: è una filosofia di vita prima che una professione “

 
 

 

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