| CONCORSO
2006
"Voi non avete idea di cosa significhi per una giovane
attrice vincere un premio al concorso di Imola". Così
si esprime una delle tante ragazze interessare a partecipare all'undicesima
edizione del Concorso Teatrale Femminile "La Parola e il Gesto
- Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola", con la collaborazione
e il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Imola.
Sorpresa, felicità, commozione, per le 44 ammesse
alla selezione, a cui si potranno aggiungere le altre 20 che restano
in panchina, in attesa di essere chiamate per eventuali sostituzioni.
Per le altre 60, l’amarezza dell’esclusione raramente
rappresenta una sconfitta: il mondo del teatro in particolare è
pieno di attese, prima di arrivare al successo: l’importante
è non demordere e continuare la sfida. La pre-selezione,
resasi necessaria dall’elevato numero di richieste, è
avvenuta tramite la valutazione di una lettura interpretata di uno
dei testi predisposti dalla Commissione esaminatrice, unitamente
al curriculum presentato.
Il teatro moderno cerca nuove dimensioni, nuovi spazi che non siano
quelli concessi tradizionalmente e difficilmente raggiungibili dai
giovani talenti. L’ intento dell’Associazione i Portici
che cura il progetto, è quello di far arrivare al pubblico
queste nuove proposte, di offrire loro la possibilità di
mettersi alla prova in uno spazio ridotto ma affascinante, semplice
e aristocratico insieme. Palazzo Tozzoni, messo a disposizione dal
Comune di Imola che collabora all’iniziativa, insieme alla
Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e alla Coop.va CESI, suggerisce
un rapporto più intimo con il pubblico, e mette in risalto
chi è dotato di maggior talento, poiché mancano tutti
gli strumenti ad effetto, resi possibili nelle strutture tradizionali.
Le ragazze sanno di dover conquistare tre tipologie
eterogenee di attenti uditori:
La Giuria, costituita da elementi di indiscussa serietà
e professionalità che costruisce le tre graduatorie previste,
finalizzate all’assegnazione dei premi nel corso della serata
finale.
La Giuria dei giovani, costituita da coetanei delle partecipanti,
che studiano e fanno teatro e ogni sera assegnano il premio CESI.
Idea stimolante per le partecipanti e formativa per i giovani Giurati.
Il pubblico, che, chiamato ad esprimere la propria preferenza, partecipa
ogni sera all’assegnazione del Premio del Pubblico. Un gioco
che coinvolge e diverte, oltre a sviluppare la capacità critica
personale e una sorta di fidelizzazione nel corso di tutte e sette
le serate.
I tre brani diversi che le partecipanti hanno scelto, sono
spesso pensati in modo da soddisfare i gusti e le competenze di
tutti, dagli estimatori di generi particolari, come la drammaturgia,
il teatro di ricerca, il teatro danza, ai fruitori del teatro classico,
brillante, comico. Ciascuna con la propria capacità creativa,
scegliendo il personaggio che si presta meglio alla propria interpretazione.
Le proposte, sviluppate in piccole dosi (10 minuti riservati ai
monologhi, 15 ai dialoghi) permettono un approccio agevole al teatro,
anche a chi non lo frequenta.
Gli autori più gettonati: Anton Cechov, Annibale Ruccello,
Bertolt Brecth, Dario Fo e Franca Rame, Luigi Pirandello, Harold
Pinter, Oscar Wilde, William Shakespeare; ma anche Eugène
Ionesco, Dacia Maraini, Garcia Lorca, Samuel Beckett, Stefano Benni,
Tennessee Williams.
Curiose e interessanti le motivazioni personali espresse dalle partecipanti
in merito alla loro scelta. Alcune propongo delle vere e proprie
sperimentazioni, mettendo in luce creatività e coraggio:
brani ricavati da film, contaminazioni di testi e stili diversi,
liberi adattamenti, proposte inedite di cui sono anche autrici.
Il tutto da sviluppare nel breve tempo e spazio loro concesso. Personaggi
quasi sempre femminili che rappresentano la vita, con i suoi paradossi,
le emozioni, le tragedie e le speranze.
Tutte le regioni e le relative migliori scuole teatrali sono rappresentate,
con un’elevata presenza da Milano, Torino, Napoli, Roma, Firenze,
Livorno, Cosenza, Reggio Calabria, Palermo, Bologna. Non mancano
le provenienze dall’estero.
Con queste premesse la gara si preannuncia interessante per il pubblico
e stimolante per le giovani attrici.
Appuntamento a Palazzo Tozzoni – Via Garibaldi 18
– Imola – alle ore 21 dal 2 giugno perché,
per dirlo con Garcia Lorca: “il teatro è la poesia
che si solleva dal libro e si fa umana”.
AMMESSE ALLE SEMIFINALI
Questa Giuria non perdona! Commentano all’unisono
le partecipanti al Concorso teatrale femminile “La Parola
e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola”
che hanno appena concluso le prove di selezione a Palazzo Tozzoni.
Delle 44 esordienti, sono state ammesse alle semifinali del 30 giugno
e 7 luglio, i 18 migliori risultati della graduatoria. I punteggi
conseguiti vanno da 11 a 44.
Questa in sintesi la prima parte dell’esperienza umana e professionale
vissuta da queste giovani attrici provenienti dalle migliori scuole
italiane.
Guida la classifica delle selezioni con 44 punti la milanese DEBORA
MIGLIAVACCA BOSSI, con un brano tratto da Erodiàs
di Giovanni Testori. Ha conquistato la sua straordinaria capacità
di muoversi sulla scena, usando un linguaggio giocoso che ha affrontato
con ironia anche la tragedia, nella quale Erodiade, la concubina
di Erode, ha finalmente ottenuto la testa di Giovanni Battista.
La lingua poetica inventata, tra l’aulico e il ‘volgare’,
evoca una sorta di preghiera disperata in cui la realtà del
palcoscenico e la finzione della tragedia si mescolano in un gioco
metateatrale.
Segue MARZIA GAMBARDELLA
con un classico del teatro di Eduardo De Filippo: Filumena Marturano.
L’attrice, residente a Reggio Calabria, ha saputo esprimere
al meglio, in un perfetto dialetto napoletano, le capacità
espressive ed evocative di questa splendida lingua. E’ un
fiume in piena: parole, ricordi, rabbie che s’intrecciano
in sfuggenti variazioni emotive, e portano in luce quanto forza
e debolezza, miseria e nobiltà, siano continuamente intrecciate.
Punteggio conseguito: 43, insieme al Premio del Pubblico,
condiviso ex-equo con il felice ritorno di LISA
CANTINI da Pistoia, terza classificata, che nella
selezione del 9 giugno, ha guadagnato anche il premio Giuria
dei Giovani (40,38 punti).
Lisa ha reso omaggio con il suo stile innato ed accattivante, ad
un grande artista: Giorgio Gaber, con il monologo “Sogno in
due tempi”. Uno sguardo poetico e dissacrante ad un genio,
che è stato capace di esplorare e mettere in luce i nostri
pregi e le nostre debolezze, con la sottile ironia di chi è
disposto a mettere in gioco tutto sé stesso.
Quarta delle eliminatorie con punti 40,25 GIORGIA
GORRERI da Parma, che il 16 giugno viene promossa
come miglior attrice della serata dalla Giuria dei Giovani
(Premio C.E.S.I.). Con molta naturalezza, un bell’uso
della voce e della mimica, ha interpretato Mirella, un tipico personaggio
pirandelliano da “Il Signore della nave”: una puntuale
riflessione sulla condizione umana, non priva di una sottile ironia.
Si intuisce l’intenso lavoro che c’è stato dietro
questa bella interpretazione.
Il gruppo ALESSANDRA SANI
e LAURA GAROFOLI provenienti
rispettivamente da Empoli e da Roma, con un voto medio di 38,50
hanno presentato il dialogo tratto da “Impromptus à
loisir”: Le Defunt – ovvero il caro estinto, pièce
teatrale di René de Obaldia, poeta e drammaturgo attivo in
Francia dalla seconda metà del ‘900. Le ragazze hanno
fatto tris, ottenendo il miglior punteggio della serata (2 giugno),
unitamente al premio del pubblico e della Giuria dei Giovani,
per l’ottima intesa, la capacità vocale ed espressiva,
la coreografia.
SIMONETTA MARINI dalla
provincia di Verona – toccante nella sua intensa interpretazione
del monologo di Maria, tratto da “Processo a Gesù”
di Diego Fabbri. L’attrice è riuscita a comunicare
con efficacia e realismo tutte le tensioni emotive del personaggio
di Maria che trapelano dal racconto: imbarazzo, timore, premura,
sofferenza, coraggio. Punti 36.67.
A pochi centesimi di differenza (36.56) la bolognese TAMARA
FAGNOCCHI ha conquistato il Premio del pubblico
nell’ultima selezione del 23 giugno con il notissimo monologo
di Anna Cappelli di Annibale Ruccello. Premiato il suo talento comico,
la sua capacità espressiva. Veramente coinvolgente.
Dalla provincia di Napoli conquista il Premio del pubblico
del 16 giugno IVANA MAIONE
(per la Giuria punti 35,50). Una scatenata Little Peach che racconta
la sua doppia vita nel monologo brillante di Enzo Moscato. Dotata
di grande comicità napoletana, di buona mimica ed espressività,
ha reso al meglio il suo personaggio.
Sorprendenti i 3 ruoli svolti da questa coppia ben affiatata costituita
da TERESA BRUNO ed
EMILIA BRANDI entrambe
provenienti dalla provincia di Cosenza (punti 35.44). Emilia era
Ivan Vasil’eviã - il giovane pretendente che si reca
a casa di Stepan Stepanoviã per chiedere la mano della figlia
Natalja. Teresa invece ha svolto entrambi i ruoli (padre e figlia)
– da “Proposta di matrimonio” di Anton Cechov.
Dotate di grande talento comico, hanno saputo alleggerire questo
testo con naturalezza.
ELISABETTA TONON dalla
provincia di Bari (punti 34.33) ha conquistato la Giuria
dei Giovani nell’ultima serata di selezione con uno
splendido adattamento teatrale dal “Diario di Anna Frank”.
Particolarmente curata regia e coreografia. Ha saputo presentare
l’anima adolescente di Anna, con le sue contraddizioni e i
suoi desideri più profondi.
La trevisana SILVIA DAVANZO
ha ottenuto un buon piazzamento con 32,88 punti, proponendo tre
scene da: “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello, una
pièce di impatto esilarante. La protagonista è una
donna sola, alla ricerca di qualche certezza, come un affetto, una
casa dove vivere, un contratto matrimoniale. L’attrice ha
saputo delineare con efficacia la feroce voglia della protagonista
di sfuggire alle proprie frustrazioni, tramite un sogno d’amore,
che la spingerà poi al paradosso e alla follia.
Di nuovo William Shakespeare con un libero adattamento del processo
tratto da: “Il racconto d'inverno”. SUSANNA
PARAVANO da Udine, riesce alternativamente a vestire
i panni del tiranno Re Leonte, nella veste di un grottesco clown,
della sua amata e casta consorte, la Regina Ermione, accusata di
adulterio, e del Giudice, complice del potere. Ottimo il cambio
simultaneo dei personaggi. Brava. (punti 32.33)
Caratterista innata ELENA IMPERATORE
di Napoli, ha divertito con il personaggio di Maria di Carmelo –
tratto da “Mamma piccole tragedie minimali” di Annibale
Ruccello. L’interprete ha saputo mettere in evidenza la componente
tragicomica del testo, senza tuttavia oscurare la vena comica che
lo caratterizza. Un’occasione per esplorare il tema della
follia. Un lavoro meticoloso e ben riuscito sulla mimica facciale,
sul corpo, sul movimento e sulla vocalità. Punti 32.
VALENTINA CAPONE da
Pescara ha proposto il monologo della Regina Margherita dal testo
di Witold Gombrowicz: “Iwona Principessa di Borgogna”.
La sua capacità scenica ha premiato la difficoltà
di vestire i panni di una personalità complessa, che vuole
nascondere i propri desideri più oscuri, immobilizzata dal
conflitto tra la sua apparenza regale e la sua natura “ciondolante”.
Punteggio ottenuto: 30,38.
La toscana GIULIA VANNOZZI
emozionatissima, ha messo alla prova se’ stessa, vestendo
i panni di Solange da “Le serve” di Jean Genet, adattamento
a monologo del dialogo finale fra le due sorelle. Brano tecnicamente
complesso, per la forza dirompente della protagonista. Buona impostazione
della voce, buona espressività ed energia. Punti 30,13.
Brava la napoletana AMALIA RUOCCO
nell’impegnativo ruolo di Creonte che si rivolge ad Antigone
implorandola di tenersi stretta la vita, di non abbandonarla prima
di averla capita. Ottima voce e capacità di proporre un personaggio
dal testo di Jean Anouilh, in modo semplice e diretto. (punti 29.89)
Le sorelle ROSARIA
e NUNZIA CUOMO dalla
provincia di Salerno, hanno ottimamente sostenuto il dialogo-confronto
delle protagoniste Alison ed Helena, tratto da “Ricorda con
rabbia” di John Osborne. Efficaci nel trasmettere le tensioni
e i sentimenti che il testo propone. Voto Giuria: 29,75.
VIVIANA BOVINO proveniente
dalla provincia di Bari, ha catturato l’attenzione con un
monologo ironico tratto da Después de Dios:
“Dottoressa Jekyll & Miss Hyde” di Luis Ibar, spettacolo
che affronta le contraddizioni della nostra epoca, sul tema della
sessualità. Perfetta nello sdoppiamento fra dottoressa e
paziente. Chi è la più pazza fra le due? Punti 29,50.
Ripescata in seguito alla rinuncia di una partecipante, la livornese
SILVIA LEMMI (voto
giuria 28.33) ha interpretato una sofferente Harper da “Angeli
in America” di Tony Kushner. Capace di trasmettere nei pochi
minuti a disposizione, la solitudine interiore, l’inadeguatezza,
ma anche la dolcezza di questo personaggio femminile.
In seguito ad una ulteriore rinuncia, è rientrata nelle semifinaliste
la romagnola LIANCA PANDOLFINI.
Nelle selezioni aveva ottenuto punti 27,25 proponendo un originale
testo scritto per il teatro delle marionette: “Don Cristobal
di Garcia Lorca”. Lianca ha sapientemente utilizzato il lavoro
di maschera, tipico della commedia dell’arte, riuscendo a
cambiare continuamente i personaggi con grande abilità e
maestria.
Questa prima classifica da questo momento verrà azzerata
e le semifinaliste ricominceranno da capo una nuova sfida: quella
di arrivare alla finale, proponendo nuovi brani e nuovi personaggi.
Abbiamo visto giovani attrici capaci di scatenare emozioni e di
arricchire i brani con la propria creatività, vivacità
e cura dei particolari. Abbiamo ascoltato brani di tradizione, ma
anche di riscoperta; una ricerca di nuovi linguaggi e nuovi modi
di raccontare. Il luogo teatrale messo a disposizione dal Comune
di Imola è già di per se’ una meraviglia da
mostrare.
Al pubblico di Palazzo Tozzoni, sempre più coinvolto in questo
percorso a tappe, confermiamo che il teatro - oltre ad offrire il
piacere dei sensi, affidato alla parola e al gesto - sollecita l’intelligenza,
la riflessione e la sensibilità di ciascuno.
AMMESSE ALLA FINALE
“Un grande attore dimostra la sua capacità
di rendere vivi e umani i ruoli che interpreta” cita Umberto
Orsini. E le ragazze ammesse alla finale del Concorso teatrale femminile
“La Parola e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di Risparmio
di Imola” hanno dimostrato di possedere le doti attoriali
necessarie per proseguire in questo difficile mestiere: sicurezza
sul palco, capacità di esporsi coraggiosamente in ruoli diversi,
efficacia nel dare corpo e immagine alle parole.
Le ragazze escluse, se ne vanno col sorriso, pronte a ricevere commenti
e verifiche, disposte a quella sana autocritica che permette di
crescere e di fare esperienza. Il commento più diffuso: “anche
se perdiamo, restiamo persone”. Il rispetto e la trasparenza
sono il marchio di qualità del concorso imolese: ci credono
gli organizzatori e gli sponsors che hanno sostenuto l’iniziativa:
La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Il Comune di Imola e
la Coop.va CESI. Ci crede il pubblico, sollecitato ad essere osservatore
attivo e critico, tramite il voto. Ne sono entusiasti i componenti
la Giuria dei Giovani, che hanno offerto un grosso contributo all’esito
delle prove, grazie ai loro giudizi tecnici e alla scelta della
migliore performance per ogni serata.
Le 8 magnifiche si sono guadagnate la finale proponendo –
nel corso delle semifinali del 30 giugno e 7 luglio - i seguenti
brani:
Guida la classifica delle semifinali una grande MARZIA
GAMBARDELLA che ha presentato un riadattamento drammaturgico
da Clitennestra o del crimine di Marguerite Yourcenar. Qui la protagonista
è chiamata a testimoniare davanti a una Giuria. Sono gli
ultimi atti del suo processo. Meravigliosa nel rendere il testo
drammatico con forza e bravura. Il giudizio unanime della Giuria
l’ha dimostrato, con punti 42,91, confermato dal premio CESI
Giuria dei Giovani del 7 luglio.
GIORGIA GORRERI (PUNTI
36) con un brano dalla raccolta poetica La Laguna: "Gli uccelli
cominciarono a cantare" di Janet Frame.
Giorgia possiede la dote istintiva e preziosa del senso di misura:
perfetta nei ritmi, nelle pause. La poesia della scrittrice neozelandese,
è stata resa magica da un’interpretazione intensa e
coinvolgente. Ottimo il gioco costruito con l’uso della maschera,
per diversificare i personaggi. Unanime il voto della Giuria dei
Giovani che le ha attribuito il premio CESI la sera del 30 giugno.
LISA CANTINI (PUNTI
35,56) ha catturato il pubblico nel ruolo brillante della dottoressa
Merope Generosa. Il personaggio, ideato da Anna Marchesini, è
una sessuologia combattuta fra liberazione femminile, perbenismo
e buona educazione. Accurata nel trucco e nella regia, Lisa è
stata perfetta nella mimica e nella dizione.
ELISABETTA TONON ha
dimostrato tutta la sua fantasia e creatività esibendosi
in una sua personale versione di “che cos’è il
teatro”. Lo spunto è tratto da “Questa sera si
recita a soggetto”, ma Mommina – la protagonista - balla,
canta, con grande energia ed espressività. Ottimo lavoro
ben costruito (punti 35.18).
DEBORA MIGLIAVACCA BOSSI
(punti 34,45) ha usato sapientemente tecnica, voce, espressività
nel brano “La donna del mare” di Henrik Ibsen. Un’attrice
che conosce tutte le malizie del mestiere e sa essere convincente
e coinvolgente.
Geniale l’idea di ALESSANDRA
SANI e LAURA GAROFOLI
che hanno reso omaggio a Woody Allen con un dialogo brillante tratto
da Central Park West (punti 33,78).
Le ragazze hanno saputo presentare con efficacia la sottile ironia
di questo brano, attraverso l’ottima interpretazione di due
personaggi così opposti e simili allo stesso tempo e così
complessi nelle loro sfaccettature; inevitabili rappresentanti della
società in cui viviamo. Gruppo ben affiatato, bel ritmo,
buona espressività.
VIVIANA BOVINO (punti
32.36): un’unica attrice ha dato vita alle due sorelle, con
un libero adattamento dal racconto “Oh vida" di Adelaida
Fernàndez De Juan. Rumba senza palme né carezze. Viviana
ha saputo delineare, in pochi istanti, una storia intima e poetica,
resa particolarmente avvincente dal suo canto, dalla sua gestualità
ed espressività.
Infine SIMONETTA MARINI
con il “ monologo della figliastra” da: “Sei personaggi
in cerca d'autore:" di Luigi Pirandello e un onorevole piazzamento
con punti 31,56. Efficace l’interpretazione della donna cattiva,
spregiudicata, intrigante, sensibile e vendicatrice, che questo
classico del teatro propone.
LA FINALE
Comunicativo, sensibile, intelligente, Roberto Cavosi
mette la persona al centro dei suoi pensieri, con un’attenzione
particolare al mondo femminile. Perché – cita lui stesso
– “ il mondo femminile mi regala spazi che non trovo
in quello maschile. La donna è portatrice di universalità,
di un rapporto intrinseco con la terra e con il cosmo, impensabili
per la sfera sensibile maschile.
Per descrivere con pari profondità i sentimenti di una sola
donna, mi ci vorrebbero almeno cinque personaggi maschili. La donna,
è quindi al centro di ogni mia creazione”.
In una splendida serata d’estate, venerdì 14 luglio
a Palazzo Tozzoni è stato conferito a Roberto Cavosi il premio
IMOLA PER IL TEATRO 2006, in occasione della finale del CONCORSO
TEATRALE FEMMINILE LA PAROLA E IL GESTO – PREMIO FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”. Nella breve motivazione si legge:
“Alla geniale penna di Roberto Cavosi che, usando come foglio
l’anima e come calamaio il cuore, rivela la magia del teatro.
Al raffinato cantore dell’umana avventura, capace di trasmettere
sentimenti ed emozioni profonde.”
Il concorso è un’operazione culturalmente di grande
rilevanza. E per questo dobbiamo ringraziare gli sponsor che hanno
condiviso e sostenuto un progetto nel quale credevamo – sostiene
Valerio Berardi – per l’Associazione culturale I Portici
– che organizza la manifestazione. Erano presenti rispettivamente:
Felice Ginnasi per la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA –
L’Assessore alla Cultura Valer Galavotti e l’Assessore
alle pari opportunità FABRIZIA FIUMI, per il COMUNE DI IMOLA
- il dott. Baroncini presidente della Coop.va CESI, sostenitore
del premio GIURIA DEI GIOVANI. Da parte loro, parole di apprezzamento
ed incoraggiamento a proseguire nello spirito di semplicità
e attenzione che caratterizza da sempre la manifestazione.
Guidato dalla felice conduzione dello scrittore imolese Antonio
Castronuovo - coadiuvato da Francesca Zacchini - portavoce della
Giuria dei Giovani, Roberto Cavosi ha dialogato con le partecipanti
e con un pubblico particolarmente attento e partecipativo.
E’ arrivato al teatro da bambino, grazie ad un diavoletto
burattino, scambiato con la sua pistola giocattolo, per scoprire
poi di poter guadagnare nella scuola elementare ben 2-3000 lire,
proponendo spettacoli di burattini. Col diploma dell’Accademia
Silvio D’Amico lavora per 10 anni come attore, ma gli mancava
l’aspetto dell’autore. La folgorazione arriva durante
un soggiorno a Mindanao, dove i missionari gli fanno toccare con
mano la realtà del terzo mondo. Qui Cavosi comincia con “L’Uomo
irrisolto”, dove racconta una situazione sociale e politica
dentro la quale immette delle psicologie molto forti.
Si ritiene fortunato perché può fare il mestiere per
cui fin dall’inizio ha impostato il suo bagaglio fantastico.
“Quello che ho scritto e fatto è come un marmo continuamente
in lavorazione, che mi porto sempre dietro” – sostiene.
Il teatro è un meccanismo che ti permette di pensare in maniera
più approfondita. E’ un gesto sociale, nato per combattere
la violenza. E’ un rito collettivo. Lo intuivano nell’antica
Grecia con l’acatarsi e nel medioevo con anti-acatarsi: cioè
uscire dal teatro ponendosi delle domande. E rivolgendosi agli imolesi
dice: “avete un ottimo teatro, perché nel tempo ha
sempre lavorato in maniera continua ed estremamente interessante
tra opere classiche e contemporanee”. Ci sono realtà
ben diverse in Italia”.
Roberto Cavosi prende spunto dagli archetipi che sono alla base
del vivere quotidiano di tutti. Partendo dai classici, svolge il
racconto in chiave fortemente contemporanea. Ad esempio “Rosanero”
nasce su un tessuto mafioso molto forte.
Alle partecipanti, preoccupate per il loro futuro risponde: “La
crisi del teatro è un problema antropologico. Purtroppo nel
teatro italiano si è andato svilendo il ruolo del drammaturgo.
C’è un gusto estetico sempre più difficile da
calcolare. Il produttore si è reso conto che c’era
uno scollamento tra il pubblico e ciò che avveniva nel palcoscenico.
Così è nato questo modo pericoloso di immettere a
teatro personaggi televisivi noti, in modo che il pubblico avesse
una sua riconoscibilità. Questo ha fatto lievitare i prezzi
in modo significativo”.
E infine: “Le scuole teatrali devono essere fortemente selettive.
Un attore deve riuscire a mostrare sempre la propria personalità:
non bisogna mettersi troppo al servizio del personaggio. Penso che
il vostro concorso sia il premio più importante che c’è
in Italia, perché è puntualizzato ad un universo –
quello femminile che mi riguarda e mi affascina particolarmente”.
Infine, vestendo il ruolo di Presidente di Giuria, ha formalizzato
il responso della Giuria.
Ha stravinto Marzia Gambardella
che si porta a casa il primo premio, il premio del Pubblico e il
premio Giuria dei Giovani, perché “interpreta con
padronanza illusiva il personaggio, coniugando al meglio movimento
e parola; temperando la caratterizzazione realistica con sapienti
effetti fonici”. Marzia ha proposto un toccante monologo
di A da “Tre donne alte” di Edward Albee. A: una donna
vecchia, dispotica e orgogliosa che si trova nel momento –
più o meno lungo - in cui l’essere umano è calato
in quell’infinita e sommessa solitudine che - pare - fa da
preludio alla Fine.
Debora Migliavacca Bossi
con il brano “Ritratto di Signora di Carmelo Bene, vince il
secondo premio per aver dimostrato “ottime capacità
tecniche, alleandole ad un’ecclettica e felice impostazione
visionaria”.
In questo brano l’intricato mondo dell’autore si esprime
sempre attraverso un ribaltamento dei luoghi comuni, delle frasi
fatte e del comune modo di pensare e vivere.
Terzo premio ad una brillante Lisa
Cantini che “pur partendo dalla marcata
caratterizzazione del personaggio, riesce a comporre un percorso
spettacolare, convincente e fluido”. Il suo personaggio
è tratto da “Tanto vale vivere” , dove l’autrice
Dorothy Parker urla attraverso l’ironia, il suo disarmato
disappunto di fronte alla spietata caducità della vita.
Degne di nota anche le altre finaliste:
VIVIANA BOVINO con uno spettacolare
brano da "Madre" di Alma Bernal
GIORGIA GORRERI con un esilarante “Il
fumo fa male” di Anton Cechov
ELISABETTA TONON fantasiosa nel monologo
di Nina Zarecnaja da “Il Gabbiano” di Anton Cechov
ALESSANDRA SANI e LAURA
GAROFOLI ben affiatate con il dialogo da Le Serve di Jean
Genet
SIMONETTA MARINI con l’impegnativo
brano da L'atroce notte: "monologo di Marta Abba" di Stefano
Milioto.
Questo il commento univoco della Giuria:”Le finaliste
hanno dimostrato tutte di essere delle vere attrici e possono mirare
alto. Sorprendente la capacità di proporre auto regie creative
e brillanti.”
Al pubblico di Palazzo Tozzoni un caldo invito a rivedere lo spettacolo
itinerante costruito per la regia di Andrea Sansovini denominato
DONNE IN FABULA, che debutterà a Bagnara
di Romagna il 26 luglio prossimo, per concludersi a Sesto Imolese
il 28 luglio, perché “Il teatro – per dirlo con
il regista brasiliano Eduardo Pinherio: è una filosofia di
vita prima che una professione “
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