edizioni precedenti  
 
Hanno detto di noi

clicca per ingrandire
Le vincitrici edizione 2005


Le finaliste edizione 2005


clicca per ingrandire

CONCORSO 2005
D
ieci anni di vita e una notorietà estesa a tutta la penisola. E’ l’ultimo risultato raggiunto dal Concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto – Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola”. Un successo evidenziato dalle 180 richieste di partecipazione pervenute da gennaio ad aprile 2005.
Quanto mai impegnativo il lavoro della Commissione esaminatrice, costretta a selezionare fra le iscritte, le 48 partecipanti, singole o in gruppo, che si sono sfidate nel corso delle 4 serate di selezione a Palazzo Tozzoni (Via Garibaldi 18 – IMOLA), rispettivamente il 3, 10, 17, e 24 giugno.
D
ai testi esaminati emerge una freschezza di invenzioni, una voglia di provare nuove convivenze, di unificare linguaggi diversi (poesia, narrativa, cinema), di usare il proprio punto di vista femminile per denunciare temi di attualità, ma anche per esprimere sentimenti e situazioni estreme.
C’è chi ha voglia di portare al pubblico una storia nuova, di regalare un sorriso con quella garbata comicità che sa essere solo femminile; chi ripropone quel patrimonio di cultura universale che è il dialetto, in particolare quello napoletano; chi fa teatro danza o d’avanguardia.
Nella scena priva di fondali, microfono, quinte e di effetti speciali che è il palco allestito nel cortile di Palazzo Tozzoni, le parole e i gesti si esaltano con la capacità espressiva, il senso del ritmo, il movimento, la musica, il gioco di pochi oggetti o costumi di scena, abilmente presentati.
Le protagoniste hanno la massima libertà di regia. Qualche volta sono le stesse autrici dei brani. Gli altri autori, da cui sono stati estratti o adattati i brevi monologhi o dialoghi, sono i più svariati: Euripide, Brecht, Shakespeare, Williams, Lorca, Delillo, Sartre, De Filippo, Kane, Benni, Baricco, Wesker, Rame, Maraini, per citarne alcuni fra i più noti.
Il pubblico è vitale per le giovani partecipanti, poiché, esprimendo la propria preferenza, concorre ogni sera alla determinazione di una vincitrice (singola o gruppo). Perché, come dice Umberto Orsini “il teatro possiede la felice virtù di scoprire l’essere umano, di rimandare un’immagine chiara di come siamo fatti, di donare cuore e vita”.
Nello splendido cortile di Palazzo Tozzoni, generosamente offerto dal Comune di Imola - in tempo reale, a conclusione dell’ultima serata delle selezioni, è stata stilata la graduatoria delle 18 semifinaliste che hanno guadagnato la seconda prova, con i seguenti risultati:
Prima nella classifica provvisoria SERENA MATTACE RASO (punti 37,71) con “Erodiade” di Testori. Il linguaggio proposto con abile regia ed efficacia mette a confronto due religioni inconciliabili, riproponendo nel contesto del dramma biblico, le domande universali sui concetti di fede, amore e verità.
Seconda con punti 37,29 FIONA DOVO propone con immancabile ironia, temi sociali e di costume, nella brillante interpretazione di “Colando da ogni orifizio” della Dowie.
MARTA PROIETTI ORZELLA (punti 36,43) ha rievocato il teatro della pièce con il personaggio oscuro di Madame Lucienne, rendendo tangibile il clima di mistero che abbraccia tutta la storia di Copi.
ALESSANDRA CALABRESE con punti 35,86 ha dato risalto e valore al dialetto napoletano, costruendo in modo sonoro e poetico il monologo del narratore tratto da “Leggenda e cunto di Colapesce” di Mazzi e Rizzo.
ILARIA GENATIEMPO (punti 34,66): tecnicamente perfetta la sua “Filumena Marturano” di De Filippo. Voce ben impostata, riesce a dare un’immagine corretta della protagonista.
Il gruppo di GIORGIA ILARIA BATTOCCHIO, ELENA PIAZZA e VINCENZA PASTORE hanno ottenuto punti 33,50 con una scatenata e divertente performance su “La Pazza di Chaillot”, di Giraudoux. Dietro l’ironia si può leggere un profondo disagio sociale, quanto mai attuale.
CINZIA GRANDE (punti 32,33) ha conquistato il pubblico con la sua interpretazione di “Eva” di Dario Fo, proponendo con ironia e con una gestualità accattivante, la prima donna materna e protettiva nei confronti di Adamo.
LISA GIRELLI (punti 31,50) ha raccontato la storia di Orlando di Virginia Woolf, da un impegnativo adattamento di Maria Paola Cordella.
FLAVIA GIOVANNELLI (punti 31,43) ha eseguito con intelligenza e abile regia un’ironica e pungente metafora della vita di coppia, con “Il Valzer” della Parker.
TIZIANA DI MASI (punti 31,16) ha saputo presentare, passando dall’ironia alla pura comicità, una donna delusa e disperata dal brano “Asta in Cortile” di Wesker
Riuscito l’adattamento moderno da “Antigone” per la regia di Alessio di Bartolo - del GRUPPO DI MICHELA COSTA, IRENE QUARTANA e SONIA FEDERICA BONACINA (punti 30,71) con il brano “Una lettera strana”. Attraverso il gioco sapiente del movimento, le protagoniste esprimono da un lato i sentimenti umani della paura, rabbia, orgoglio; e dall’altro i valori assoluti di una coscienza pura.
A pari merito (30,71) ROBERTA DENTE ha dato risalto con un ritmo veloce e coinvolgente al “Risveglio” di Dario Fo.
Grintosa ed efficace nella sua schiettezza, STEFANIA MONACO (punti 30,50) ha proposto Max, una ragazza bisessuale alla continua ricerca della propria identità, dall’opera di Claire Dowie “Death and dancing”.
Versatilità, acutezza, humor sono espressi egregiamente da DANIELA VIOLA (punti 29,71) con alcuni frammenti di “Esercizi di stile” di Queneau, attraverso un’ottima recitazione vocale e fisica.
LUCREZIA MANISCOTTI (punti 29,17) con “Le cognate” di Tremblay ha rivelato il lungo lavoro di studio della modulazione della voce, necessario per eseguire questo brano che alterna momenti corali a dialoghi ferrati.
MILA VANZINI (punti 28,71). Il monologo di Marion da “La morte di Danton” di Buchner, rivela una preparazione accurata su varie corde.
IRENE CASELLI (punti 28,71) ha sfidato se stessa, cimentandosi in un brano quanto mai impegnativo: “Psicosi delle 4 e 48” della Kane, uno dei testi più forti della letteratura di quel periodo.
Infine FLAMINIA GAIA FIANO (punti 28,14) che con semplicità e naturalezza ha saputo interpretare Lesly, una giovane attrice in cerca di lavoro da “L’occasione d’oro” di Bennet.

... CONCORSO 2005
L’1 e l’8 luglio le 18 semifinaliste, hanno proposto brani diversi da quelli presentati alle selezioni.

Questa peculiarità rivela l’abilità e la bravura dell’attrice, insieme al fatto che la graduatoria appena conclusa non si somma, ma si azzera. Le ragazze sono determinate: la voglia di superare se stesse è tale da far dimenticare i disagi del traffico e della calura estiva. Incontri ravvicinati fra pubblico e attrici, in occasione delle semifinali, presentate a causa del maltempo nel salone delle feste di Palazzo Tozzoni. L’ambiente adattato a teatro con una semplice pedana rialzata, ha creato un’atmosfera magica, un contatto quasi fisico col pubblico. Le ragazze hanno saputo donare cuore e vita e il pubblico ha ricambiato con un’attenzione e un affetto resi ancora più tangibili dalla luce accesa che dominava la sala.
Venerdì 1 luglio il pubblico ha premiato il racconto sulla resistenza: toccante storia vera di tre donne, ambientato in Emilia Romagna, dal testo di Dario Fo e Franca Rame “24 monologhi per donna”. Il gruppo costituito da GIORGIA ILARIA BATTOCCHIO, ELENA PIAZZA e VINCENZA PASTORE ha saputo alternare magistralmente la rievocazione dei momenti drammatici, con le canzoni di speranza partigiane, accompagnate dalla fisarmonica e clarinetto. Per la Giuria hanno guadagnato il decimo posto con punti 30,17.

Discordante anche per la seconda selezione dell’8 luglio il parere del pubblico rispetto alla valutazione dei Giurati: CINZIA GRANDE ha ricevuto il maggior numero di preferenze suggestionando il pubblico con la versione in chiave contemporanea della GIOVANNA D’ARCO di Emilio Isgrò. Per la Giuria il voto medio è stato di 28,14 punti.

Decisamente sopra le righe, MARTA PROIETTI ORZELLA ha dimostrato di possedere le qualità di un’attrice completa: perfetta nella tecnica quanto nella naturalezza e capacità di trasmettere emozioni, ha meritato il primo posto con punti 39,83 presentando il brano ai confini del teatro dell’assurdo, “Un pesciolino” di Pasolini.

Artisticamente perfetta nel suo “chiacchiericcio infinito” Winnie, la protagonista di “Giorni Felici” di Samuel Beckett interpretata da una vera attrice: SERENA MATTACE RASO. Punti 37,14.

FLAVIA GIOVANNELLI in una riuscita personificazione dell’insicurezza femminile, con un classico dei monologhi: Anna di Wesker, è stata premiata con punti 36,86.

MILA VANZINI, rivolgendosi direttamente al pubblico, è riuscita a raccontare divertendo la storia de “La quercia del tasso” (punti 36,17): un classico della comicità di Campanile.
FIONA DOVO ha proposto Maria, una donna disperata, vittima del disagio psichico e di una condizione disastrata, nell’impegnativa versione della Stabat Mater di Antonio Tarantino. Ottimo lavoro: punti 34,43.

Brava LUCREZIA MANISCOTTI: ha anticipato la riduzione teatrale che lo stesso scrittore del libro, Brussig sta curando dalla sua opera “Eroi come noi”. E’ riuscita a rendere quell’ironia che il personaggio rappresentato esprime attraverso le sue frustrazioni e ossessioni. (Punti 33,17).

Comunicativa e vivacità espressiva nella popolana interpretata da TIZIANA DI MASI da “Tesmoforiazuse” di Aristofane nella versione di Clementi: punti 32,71

Ben riuscito per la capacità coreografica e scenica, l’adattamento a dialogo del monologo di Isabella da “Vedendo piovere a Macondo” di Garcia Màrquez, proposto dal gruppo MICHELA COSTA, IRENE QUARTANA e SONIA FEDERICA BONACINA: un gruppo ben affiatato, un vero tocco di poesia e musicalità, attraverso l’uso armonioso del proprio corpo (punti 32,50).

Le 8 partecipanti con i migliori punteggi hanno guadagnato la finale del 15 luglio, dove hanno presentato il loro terzo brano, partendo di nuovo da zero: tutte potenzialmente allo stesso livello.
Le ragazze escluse ringraziano per la bella esperienza artistica e umana che hanno vissuto a Imola.
L’ospite illustre chiamato a presiedere la Giuria e a ricevere il premio “IMOLA PER IL TEATRO 2005” grazie al contributo offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola è MARCO BALIANI. Un riconoscimento al suo talento, alla sua creatività e alla sua profonda umanità.
Attore regista, narratore per eccellenza, Marco Baliani ha ritirato la “Vela del successo” in cristallo lavorato a mano, per la sua capacità narrativa, il suo costante impegno artistico finalizzato a denunciare le problematiche sociali, la sua profonda umanità.
... CONCORSO 2005
Questa la sintesi dell’intervista con la giornalista Stefania Freddi.
Il suo è un teatro di impegno sociale e civile: cosa l’ha spinta verso questa scelta?
“Credo che il teatro sia da usare, così come qualsiasi linguaggio dell’arte. La forma ha poco senso senza il contenuto. Del resto ho sempre lavorato in situazioni marginali e sono arrivato alla convinzione che il buon teatro è cibo sia per l’attore che per lo spettatore”.
Nel suo lavoro sul Delitto Moro “Corpo di Stato”, la sua vita, la politica e il teatro sono strettamente intrecciati.
“Quella è stata un’occasione speciale. E’ l’unico mio spettacolo in cui parlo in prima persona. Nasce dall’esigenza di comunicare quelle giornate. Del resto il teatro è politica tout court, la sua natura è parlare alla polis. Ora però si è persa la funzione che aveva di mostrare alla polis i conflitti che la riguardano”.
Il suo è stato definito teatro della narrazione. E’ una definizione in cui si ritrova?
“Sì, purchè non diventi un ghetto. E’ un percorso che ho fatto in quanto attore e regista, come una sfida. Ma non è l’unico ambito in cui lavoro”.
Quale consiglio darebbe alle giovani attrici del concorso imolese?
“Di crederci così tanto da sopportare tutti i disagi e i disastri che inevitabilmente arriveranno. Bisogna avere una fede totale nel mestiere ed è questo che guarderò e valuterò: la passione al di là della prestazione tecnica”.
Decima finale all’insegna del marchio di qualità. MARCO BALIANI incuriosito da questo concorso solo al femminile, ha seguito con attenzione le performances delle partecipanti, in una splendida sera d’estate. Con lui un pubblico numeroso, divertito, emozionato. Ma l’immagine più significativa la offrivano le ragazze: dopo aver partecipato alle selezioni e alle semifinali, hanno costruito fra loro un legame, una solidarietà più unica che rara, in un clima di competizione come può essere un concorso.
Marco con la sua capacità comunicativa e la sua intelligenza ha dato nuova carica alle partecipanti con le quali ha dialogato a lungo durante la festa di chiusura. Le ha incoraggiate, ammirato dalla loro bravura e determinazione. “E’ una bellissima esperienza” - ha sottolineato durante la conversazione di fine serata con le partecipanti.

In qualità di Presidente di Giuria, l’illustre ospite ha quindi dichiarato le vincitrici della decima edizione del concorso:
Prima classificata: SERENA MATTACE RASO di Teramo con il monologo di Blanche da “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams per “l’ottima presenza scenica, sorretta da una tecnica notevole”.

Seconda Classificata: FLAVIA GIOVANNELLI di Roma con “L’agonia di Luisa” di Rodolfo Wilcock per “un testo difficile reso con grande adesione e con molta ironia”.

Terza classificata e vincitrice del premio del pubblico: FIONA DOVO di Genova con il personaggio di Sganarello da “Il Don Giovanni” di Molière per “una rivisitazione in chiave moderna della commedia dell’arte affrontata con intelligenza”.

Un ringraziamento doveroso a chi sostiene economicamente l’iniziativa: La Fondazione della Cassa di Risparmio, rappresentata per l’occasione da Felice Ginnasi e il Comune di Imola, nella persona di Valter Galavotti, Assessore alla cultura. Entrambi hanno sottolineato la notorietà e l’apprezzamento diffuso in Italia e oltre confine della manifestazione.
La gratitudine dell’Associazione culturale I Portici va alla Giuria per la serietà e professionalità dimostrate.
Ma l’esperienza imolese per le più brave non finisce qui: con le migliori performances del concorso è stato costruito lo spettacolo “VOCI DI DONNA” per la regia di Adriano Dallea. L’iniziativa, oltre ad offrire alle partecipanti la possibilità di realizzare un’esperienza lavorativa, rappresenta un modo di far conoscere al pubblico di altri comuni la preparazione, la passione e la capacità espresse da queste giovani promesse del teatro italiano. (vedere la pagina VOCI DI DONNA).

 
 

 

Questo sito è stato realizzato grazie al contributo della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA

inzio pagina